Una scena di Avatar Legends: The Fighting Game, il picchiaduro pubblicato da PM Studios

Offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

PM Studios: «il fisico non morirà». Lo dice chi le edizioni su disco le vende

Tempo di lettura: 3 minuti

PM Studios difende le edizioni fisiche, ed è anche il suo mestiere

PM Studios è uno di quei nomi che compaiono in fondo alle scatole senza che nessuno ci faccia caso. Alla gamescom di quest’anno il suo amministratore delegato Michael Yum ha parlato con PCGamesN di come si lavora con le proprietà intellettuali grosse rispetto agli indipendenti, e soprattutto di distribuzione fisica, che ha definito una faccenda triste ma non finita. Sta esplorando, dice, nuovi modi per tenerla in vita.

La frase merita di essere presa sul serio e insieme collocata. PM Studios è un editore e distributore americano attivo da circa vent’anni, come Yum stesso ha raccontato in un’intervista del maggio 2025, e una parte consistente di quello che fa è portare nei negozi le versioni su disco di giochi altrui. Sul mercato fisico, insomma, non è un osservatore esterno: ci campa. Questo non rende la sua analisi falsa, ma la mette in fila con gli interessi di chi la pronuncia, e conviene tenerlo presente prima di leggerla come una previsione di settore.

Cosa dice Yum sui due mestieri

Sul lavoro con gli studi indipendenti Yum è entusiasta: hanno idee, si decide in fretta, ci sono poche barriere in mezzo. Con le proprietà intellettuali affermate il ritmo cambia, perché anche un’idea buona deve passare per le approvazioni del proprietario del marchio, e quello richiede tempo. La definisce una fatica.

Il compenso, secondo lui, arriva dalla macchina promozionale. Il riferimento è ad Avatar Legends: The Fighting Game, il picchiaduro tratto dalla serie animata uscito il 23 luglio 2026, che è arrivato in un momento in cui intorno al marchio si muovevano anche un film e una nuova serie. Yum dice che la squadra è concentrata sulla comunità dei picchiaduro, ma che il pubblico lo si intercetta da più direzioni contemporaneamente.

Sul fronte opposto c’è Pipistrello and the Cursed Yoyo, avventura d’azione dello studio brasiliano Pocket Trap pubblicata da PM Studios il 28 maggio 2025. È un gioco piccolo, dichiaratamente costruito sull’estetica dei giochi per Game Boy Advance, e su OpenCritic risulta raccomandato dal 98 per cento dei critici che l’hanno recensito. Al lancio è arrivato anche con un’edizione da collezione che comprendeva la copia su disco e un pupazzo del protagonista, che è esattamente il tipo di prodotto di cui si sta parlando quando si parla di mercato fisico.

Il contesto che rende la frase interessante

La difesa arriva mentre il fisico prende colpi da tutte le parti. Sony ha in programma di chiudere con i dischi, e la discussione degli ultimi mesi si è spostata su chi possa raccogliere quel pezzo di mercato. L’ex presidente degli studi PlayStation Shawn Layden ha sostenuto che i dischi hanno un futuro solo se Sony ne affida la stampa a terzi, come fa Microsoft. Nel frattempo la stessa Sony DADC, che quei dischi li produce, ha corretto al ribasso le stime di crollo che circolavano, portandole a un calo del dieci per cento invece che del novanta.

In mezzo a questo, un editore di medie dimensioni che dice di stare cercando soluzioni sta dicendo due cose insieme. La prima è che un mercato per le edizioni su disco esiste ancora, e i numeri delle edizioni da collezione degli ultimi anni gli danno ragione. La seconda, meno detta, è che quel mercato non lo salva la buona volontà di un editore. Lo decidono Sony, Microsoft e Nintendo, cioè chi controlla la certificazione e la stampa dei dischi. Yum può esplorare quanto vuole, ma non ha in mano la leva.

La visibilità, e perché la ricetta è più fragile di come suona

L’ultimo passaggio dell’intervista riguarda gli indipendenti. Per un piccolo studio, dice Yum, il problema numero uno è farsi notare, e la sua risposta è la collaborazione: studi che si aiutano invece di trattarsi da concorrenti.

È una posizione simpatica e in parte vera, perché i pacchetti condivisi e gli scambi di visibilità fra piccoli editori funzionano. Ma la visibilità su Steam non si distribuisce fra amici: la decide un sistema di raccomandazioni che premia chi ha già numeri. Su un negozio dove escono decine di giochi al giorno, la cooperazione fra sviluppatori sposta molto meno di un accordo con una piattaforma o di una vetrina in diretta. Un editore che fa da tramite fra i due mondi, come PM Studios, lo sa meglio di chiunque altro: è precisamente il servizio che vende.

La cosa da guardare nei prossimi mesi sono le uscite, più delle dichiarazioni. Se PM Studios continuerà a stampare edizioni da collezione anche dopo che PlayStation avrà chiuso la sua linea, allora quelle nuove soluzioni esistono davvero. Se invece il catalogo fisico si assottiglia in silenzio, la frase resterà quello che per ora è: una posizione di principio da parte di chi ha tutto l’interesse a sostenerla.

offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

Potrebbero interessarti