Laser Guy mette l’arma in testa al protagonista e gli toglie l’interruttore
In Laser Guy il proiettile sei tu. Il protagonista è uno sviluppatore di videogiochi che sotto stress spara raggi laser dall’occhio senza riuscire a smettere, e l’ufficio in cui si muove è pieno di colleghi che passeggiano senza accorgersi di niente. Colpirne uno significa ricominciare la stanza. Il gioco lo sviluppa e lo pubblica Point N’ Sheep, uno studio indipendente brasiliano, che sulla scheda Steam lo definisce un anti-shooter, cioè uno sparatutto in cui il problema da risolvere è il proprio fuoco e non quello degli altri.
Il controllo è a doppia levetta, la stessa configurazione degli sparatutto dall’alto: una levetta muove il personaggio, l’altra decide dove guarda. Solo che qui la direzione dello sguardo è la direzione del raggio, quindi ogni movimento della seconda levetta è una decisione su chi rischia di morire. La scheda elenca cinque cose da fare con il laser e nessuna è sparare a un nemico: puntarlo lontano dai colleghi, usare i mobili come scudo, farlo rimbalzare sulle superfici riflettenti, alimentare i dispositivi che aprono le porte, trasformare la distruzione in una soluzione.
Le complicazioni arrivano da lì. I mobili reggono il raggio per qualche secondo e poi bruciano, quindi lo schermo che ti protegge ha una scadenza. Ci sono cortine di fumo che nascondono i movimenti di chi cammina intorno, e ordigni che esplodono al primo contatto portandosi dietro chiunque sia nel raggio. Le sezioni a incastro chiedono di far rimbalzare il fascio per caricare batterie e attivare interruttori, il che significa calcolare l’angolo mentre ci si sposta fra le persone.
Il modo più rapido per capire quanto sia stretto lo spazio di manovra è guardarlo.
Da prototipo di una game jam a gioco su Steam
Laser Guy non è un progetto nato quest’anno. La prima versione esiste da anni su itch.io come Laser Guy (Harold), un prototipo fatto in quarantotto ore per una game jam, cioè una di quelle maratone in cui si costruisce un gioco intero in un fine settimana. La pagina è firmata da Danilo Freire insieme ad altri sei nomi, fra cui Point N’ Sheep, e nei commenti gli autori scrivono di aver messo da parte il progetto per concentrarsi su un altro gioco nato allo stesso modo. Sulla scheda Steam attuale c’è ancora la medaglia della jam.
Il percorso è lo stesso di altri giochi comici partiti come scherzi da fine settimana e finiti in vendita, Horse Magnifier compreso. La differenza è che qui il prototipo è rimasto in frigo per anni prima di essere ripreso.
Chi è Point N’ Sheep
L’altro gioco è Bloodless, uscito il 29 agosto 2024 a 14,99 dollari. È un action bidimensionale in cui si interpreta Tomoe, una ronin che ha giurato di non uccidere più e che quindi disarma i samurai a mani nude invece di ammazzarli. Al 7 settembre 2026 la scheda registra 131 recensioni degli utenti, positive all’80 per cento. È un campione piccolo e va letto per quello che è. Ha però retto due anni, e nel 2026 lo studio ci è tornato sopra aggiungendo una modalità a partite separate.
Messi in fila, i due giochi dicono la stessa cosa. Bloodless toglie la spada a un guerriero, Laser Guy mette un’arma a un impiegato e gli chiede di non usarla. In tutti e due i casi la sfida sta nel non colpire, che è l’esatto contrario di quello che chiede il novanta per cento dei giochi d’azione. Non è una posa: è la cosa su cui questo studio ha lavorato per gli ultimi cinque anni.
La satira sull’ufficio, e quanto è credibile
La cornice comica è il posto di lavoro. Il protagonista è uno sviluppatore in crisi, le stanze sono studi di sviluppo, e nella descrizione ufficiale c’è una battuta sul rischio di essere licenziati che gioca sul doppio senso fra il fuoco del laser e il licenziamento. Fra le etichette che gli utenti hanno assegnato al gioco su Steam ci sono capitalism e game development, il che suggerisce che la parte satirica non sia solo di facciata.
Vale la pena tenere le aspettative dove devono stare. Un gioco che parla di stress da lavoro in un settore che ha licenziato decine di migliaia di persone può fermarsi alla gag sul capo antipatico. Oppure può dire qualcosa di più scomodo. Da fuori non si capisce quale delle due strade abbia preso. Sulla scheda le etichette dicono anche story rich, quindi una storia c’è, ma nessuno l’ha ancora vista per intero.
Cosa si sa e cosa non si sa
La data non c’è: alla voce uscita la scheda dice ancora “da annunciare”. Il prezzo neanche. C’è però un playtest ad accesso libero su Steam, segnalato anche da Alpha Beta Gamer, e chi vuole provare la cosa può chiedere di entrare senza aspettare l’uscita. Il gioco è per un solo giocatore, con interfaccia e sottotitoli in inglese e in portoghese brasiliano, e non è previsto l’italiano.
La domanda vera, quella a cui il playtest risponderà, è se novanta secondi di idea reggano un gioco intero. Il vincolo di Laser Guy è divertente perché è assurdo, ma i vincoli assurdi si consumano in fretta. Se dopo dieci stanze si riduce a memorizzare la posizione dei colleghi e ricominciare finché non esce giusta, la battuta finisce prima del gioco. Se invece le sezioni a incastro fanno il lavoro che sembrano fare, quello è un puzzle game travestito da sparatutto, e i puzzle game durano più a lungo delle battute.
