I dadi colorati di Dice A Million, il roguelike deckbuilder di countlessnights

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Dice A Million supera 70mila copie e lancia l’aggiornamento Uncommon Shapes

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Dice A Million esce su console e mobile con l’aggiornamento Uncommon Shapes

Dice A Million ha lasciato il PC. È un roguelike deckbuilder, cioè un gioco a partite separate in cui a ogni tentativo si ricomincia da capo costruendo una collezione di oggetti che si potenziano a vicenda, e qui al posto delle carte ci sono i dadi. Dal 4 settembre 2026 è disponibile anche su Mac, Xbox One, Xbox Series X e S, PlayStation 5, iOS e Android. Insieme ai nuovi negozi è arrivato il primo aggiornamento di contenuti dal lancio, mentre la versione per Nintendo Switch ha una scheda aperta ma non ancora una data.

I dadi vanno dal D3 al D20 e ognuno porta un effetto suo. La partita si vince accumulando punti fino al milione entro un numero limitato di tiri, e tutto il gioco sta nel trovare le combinazioni che fanno esplodere il punteggio.

Chi c’è dietro, e cosa dicono i numeri

Il dato che l’annuncio non mette in evidenza è che Dice A Million è il lavoro di una persona sola: lo sviluppatore spagnolo che si firma countlessnights, per cui questo è il primo gioco commerciale. A pubblicarlo è 2 Left Thumbs, un piccolo editore specializzato in roguelike.

Sulla scheda Steam il gioco risulta uscito il 25 febbraio 2026 e al 6 settembre 2026 aveva 1.047 recensioni degli utenti, positive al 90 per cento, con quelle degli ultimi trenta giorni al 100 per cento su un campione di 36. Il prezzo di listino è 12,99 dollari, con uno sconto del 20 per cento che lo porta a 10,39 fino al 18 settembre.

L’editore dichiara oltre 70.000 copie vendute in sei mesi. È una cifra che arriva da chi vende e non da una fonte indipendente, quindi va presa per quello che è. Ma se regge, il conto è quello che conta: settantamila copie a tredici dollari fanno circa 900.000 dollari lordi, meno la quota del negozio e le tasse. Per uno studio medio sarebbe un mezzo fallimento. Per una persona sola al primo gioco è una cifra che cambia la vita, e spiega perché le sei conversioni arrivino tutte insieme.

Il contesto rende il risultato meno scontato di quanto sembri. Il genere è il più affollato del mercato: come avevamo raccontato, in un anno su Steam ne sono usciti circa duecentocinquanta, e della stragrande maggioranza non si accorge nessuno. E sui numeri degli store conviene tenere la guardia alta: una percentuale di recensioni positive dice qualcosa solo se si guarda anche su quanti voti è calcolata.

Cosa aggiunge Uncommon Shapes

L’aggiornamento si chiama v1.1 Uncommon Shapes e la parte che si vede di più è quantitativa. Arrivano una nuova mano, cioè una nuova classe con cui iniziare la partita, chiamata Cyan Hand, e diciassette dadi inediti. Si aggiungono dodici anelli, che sono gli oggetti passivi sempre attivi, e una carta. Il totale dichiarato sulla scheda del gioco arriva così a oltre centoquaranta dadi, novanta anelli e undici mani.

Sotto ci sono due interventi che contano più della lista. Il primo è un modificatore chiamato Face Weights, che permette di alterare la probabilità delle singole facce di un dado e si applica tramite un evento sulla mappa. In un gioco costruito sul caso, poter truccare i dadi è un cambiamento di sistema, non un contenuto in più. Il secondo è la riscrittura del motore fisico dei tiri, per rendere i lanci più leggibili.

Il resto è manutenzione utile. Le collezioni si ordinano per rarità, alfabeto, identificativo o forma. Una nuova impostazione mostra dopo ogni tiro i cinque dadi che hanno fruttato di più, e ogni forma di dado ha ora una sua icona. L’elenco completo sta nelle note di aggiornamento pubblicate su Steam.

Chi non gioca dal lancio si è perso anche i Boss Rerolls, arrivati nei mesi scorsi. Se un boss è incompatibile con la collezione che ci si è costruiti lo si può cancellare: gratis la prima volta, poi a un prezzo, perché ogni ripescaggio successivo toglie due slot al numero massimo di anelli equipaggiabili. Con l’aggiornamento il gioco arriva a dieci lingue, ma l’italiano non è fra queste.

Il porting come seconda vita

La mossa ha una logica precisa. Un roguelike a partite brevi, giocabile con una mano sola e senza una storia da seguire, sul telefono funziona meglio che su un monitor. La scheda Steam lo dice quasi apertamente: fra le funzionalità elencate compare due volte l’invito a prendere in mano il cellulare.

Il punto debole è la Switch. La scheda sul negozio Nintendo c’è, il gioco no, e annunciare una piattaforma senza data mentre le altre cinque escono lo stesso giorno è il modo migliore per far arrivare quella versione quando l’attenzione è già passata. Sul resto, riscrivere la fisica dei dadi a sei mesi dall’uscita dice che chi ci lavora sta ancora sistemando le fondamenta invece di vendere contenuti sopra un impianto traballante. Per un gioco fatto da una persona sola è il segnale migliore che si potesse dare.

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