Un personaggio di Fortnite in tenuta da infiltrazione, immagine usata da Epic per annunciare le Epic Parties

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Epic Parties, la chat vocale che tiene insieme Fortnite e lo store: Epic ci aveva già provato nel 2019

Tempo di lettura: 3 minuti

Le Epic Parties sono attive dal 3 settembre 2026: sono gruppi di chat vocale che funzionano contemporaneamente dentro Fortnite, sull’Epic Games Store e sulle app mobile di Epic, e che seguono l’utente da un dispositivo all’altro. Epic le ha presentate sul proprio store come il passo successivo della chat testuale sincronizzata introdotta a dicembre.

Cosa fanno, in pratica

Si apre la lista amici dal launcher, da Fortnite o dall’app per telefono, si sceglie di invitare qualcuno o di unirsi a una conversazione già aperta, e la voce parte subito. Da lì valgono quattro cose, che GamesBeat ha elencato con precisione.

La prima è che le piattaforme non contano: chi sta su PC parla con chi sta su console e con chi sta sul telefono, nello stesso gruppo. La seconda è che la conversazione si trasferisce: se una chiamata è partita dal launcher o dall’app e poi si avvia Fortnite, il sistema propone di spostare l’audio invece di farlo cadere. La terza è che su PC si può minimizzare il launcher e continuare a parlare mentre si gioca a tutt’altro, purché comprato sull’Epic Games Store. La quarta è la più concreta per chi gioca a Fortnite: chi accetta l’invito si ritrova automaticamente nella stessa lobby, senza il balletto di chi invita chi.

Su telefono la chiamata regge anche in secondo piano, quindi si può mettere via il dispositivo e continuare a sentire gli altri. Ci sono gli strumenti di moderazione consueti, silenziamento, blocco e segnalazione, con la possibilità di mandare a Epic un rapporto sulla voce.

Il perimetro dichiarato è Fortnite su tutte le piattaforme supportate, l’Epic Games Store raggiungibile da PC, Mac, iOS e Android, e l’app Epic Games su iOS e Android. Engadget e PCGamesN confermano lo stesso elenco.

Epic ci aveva già provato, e aveva chiuso

La parte che nella comunicazione ufficiale non compare è che questa non è la prima volta. Nel 2019 Epic aveva introdotto su mobile il Party Hub di Fortnite, che permetteva di vedere gli amici, formare gruppi e parlare in vocale prima ancora di avviare il gioco, e che già allora sapeva trasferire la voce tra il telefono e un’altra piattaforma. Come ricostruisce Techtroduce, il Party Hub è stato poi dismesso, e la pagina di supporto di Epic oggi lo dà come non più disponibile.

La differenza tra allora e adesso non è la funzione, che è quasi la stessa: è il perimetro. Il Party Hub viveva dentro il client mobile di Fortnite, le Epic Parties stanno attaccate all’account e allo store. È una scommessa sull’infrastruttura, non sul gioco.

Dove Epic vuole arrivare

Il calendario dichiarato è in tre tappe. La prima è Fortnite, ed è già fatta. La seconda è Rocket League, indicata genericamente per l’anno prossimo. La terza, quella che conta, è il 2027: Epic dice di voler portare queste funzioni sociali agli sviluppatori esterni, su qualsiasi piattaforma, store e motore grafico, con l’integrazione dentro Unreal Engine 6.

Qui vale la pena essere precisi su cosa è annunciato e cosa no. Le prime due tappe sono decisioni che Epic prende da sola, perché Fortnite e Rocket League sono suoi. La terza no: mettere una funzione dentro un motore grafico non obbliga nessuno ad accenderla, e la scelta resta a chi sviluppa. È la stessa distanza che separa una tecnologia disponibile da una tecnologia adottata.

Secondo i dati che Epic ha diffuso nel proprio riepilogo annuale, sullo store è stato speso più di un miliardo di dollari nel 2025 e si è toccato il record di 78 milioni di utenti attivi al mese su PC. Sono numeri grossi, ma vanno letti accanto a quello che lo store ancora non fa: la roadmap presentata a giugno metteva tra le novità in arrivo le note di aggiornamento e le recensioni degli utenti, cioè funzioni che i concorrenti hanno da anni.

Letta così, la mossa è meno una sfida frontale a Discord e più il tentativo di dare all’ecosistema Epic un pezzo che gli manca, tenendo dentro le persone che ci sono già. Se poi diventi un’alternativa a Discord lo decide il 2027, e non lo decide Epic da sola.

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