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BR1: INFINITE è lo shooter crypto based che promette un dollaro per ogni kill, ma nei suoi documenti tutti i numeri sono dichiarati arbitrari

Tempo di lettura: 5 minuti

Il 4 agosto 2026 un account con poco seguito ha pubblicato su X una promessa semplice: uno sparatutto che paga un dollaro in denaro vero per ogni avversario eliminato. In quattro giorni BR1: INFINITE è finito su mezza stampa videoludica internazionale, quasi sempre nella stessa forma: la meccanica raccontata come una curiosità, il modello economico raccontato come una scommessa audace.

La domanda interessante non è se il gioco sia divertente. È cosa succede ai soldi che ci metti dentro. Bravo Ready, lo studio di Montréal che lo pubblica, quella risposta l’ha già scritta: sta nella sua documentazione, nelle sue condizioni d’uso e nel suo precedente sul mercato. Sono tre letture spiacevoli.

Il margine della casa è pubblicato nella guida del gioco

La guida ufficiale indica una soglia precisa: sui server a pagamento serve un rapporto minimo di 1,3 uccisioni per morte per essere in profitto, che scende a 1,13 comprando i personaggi giusti. Sul proprio sito lo studio spiega perché: su ogni eliminazione trattiene tra il 10 e il 25% come commissione di servizio, e chi non ha comprato un personaggio ne conserva il 75%.

Il conto torna alla perfezione. Se l’uccisione da un dollaro te ne lascia settantacinque centesimi, per recuperare il dollaro dello spawn ne servono 1,33.

In uno sparatutto ogni uccisione corrisponde alla morte di qualcun altro: il rapporto medio fra uccisioni e morti, sull’intera popolazione di un server, non può superare 1, e scende sotto 1 ogni volta che qualcuno muore per una caduta. Fissare il pareggio a 1,3 significa che la maggioranza perde per aritmetica, prima ancora che per scarsa mira. Quella differenza fra 1 e 1,3 è il ricavo dello studio, e viene interamente dai perdenti.

Comprare gli Operatives, i personaggi venduti come oggetti su blockchain, riduce la commissione e abbassa la soglia. Il modo per pagare meno alla casa è dare più soldi alla casa in anticipo.

Le condizioni d’uso: tutti i numeri sono dichiarati arbitrari

Il documento che contiene l’1,3 si apre con un avvertimento che nessuna delle riprese ha citato: tutte le cifre, gli esempi, le meccaniche e i modelli descritti sono presentati come illustrativi e arbitrari, nessuna funzione è definitiva, e ogni struttura può essere modificata, ribilanciata, sospesa o rimossa a discrezione del progetto. Senza preavviso.

Tradotto: la percentuale che lo studio trattiene su ogni uccisione può cambiare mentre stai giocando, e il documento che la annuncia dichiara in partenza di non essere vincolante.

Le condizioni d’uso, aggiornate il 14 luglio 2026, aggiungono il resto. Le quote d’ingresso sono consumate all’uso e non rimborsabili. Gli oggetti virtuali restano in licenza e vengono perduti quando l’account viene chiuso, anche se a chiuderlo è l’azienda di propria iniziativa, cosa che può fare a propria valutazione. La disponibilità per paese è rimandata alle regole pubblicate dentro il gioco, e una lista di territori esclusi non esiste. Il foro competente è Montréal.

Sull’età, il documento chiede 13 anni per usare i servizi e 18 per le funzioni con denaro reale, e si limita a far dichiarare all’utente di averli. La pagina sui prelievi non descrive nessuna verifica dell’identità: si deposita e si preleva in USDC, la criptovaluta agganciata al dollaro, sulla blockchain Solana. Nessun documento, nessun controllo antiriciclaggio descritto, nessuno strumento di autoesclusione.

Il prelievo, infine, parte da una soglia minima di 25 dollari, contro un bonus di benvenuto di 5. Chi si ferma a 24 lascia il saldo dov’è. Nella preseason in corso gli spawn sono gratuiti: si gioca senza depositare e si incassa davvero, il che è esattamente la struttura di un funnel di acquisizione. La fase in cui perdere è impossibile serve a costruire l’abitudine prima di quella in cui perdere è la norma statistica.

Cosa è successo l’ultima volta che hanno venduto qualcosa

Questo è il punto che manca in tutte le coperture di questi giorni, ed è l’unico dato di realtà disponibile.

A novembre 2024 Bravo Ready ha collocato il proprio token di ecosistema, $READY, su due piattaforme: Ape Terminal a 0,018 dollari e Gate.io a 0,02. La raccolta è stata di 550.000 dollari. Il 15% dei token è andato al team, il 17,57% alla tesoreria della società.

Al 9 agosto 2026 quel token è quotato attorno a 0,0066 dollari. Chi lo ha comprato al collocamento ha perso circa due terzi del capitale in venti mesi.

Non è illegale e non è nemmeno raro: nel settore dei token di gioco è la norma statistica. È però il precedente concreto della stessa azienda che ora chiede di depositare denaro su un altro suo prodotto, e nessuno l’ha messo accanto alla promessa del dollaro a uccisione.

Gli investitori esibiti sono di quattro anni fa

Ogni post promozionale ripete la stessa lista: Krafton, l’editrice di PUBG, Solana Ventures, 6th Man Ventures. È il pezzo di reputazione che regge tutto il resto, e va datato.

Quegli ingressi risalgono al seed round del 2022, quando il gioco si chiamava BR1: Infinite Royale, era un battle royale con NFT su Solana e la promessa era già identica: pay to spawn, kill to earn. Krafton compare nei comunicati fra il 2022 e il 2023 e non si è espressa sulla vicenda di agosto 2026. Nessun investitore ha annunciato nulla di nuovo.

Nello stesso periodo lo studio annunciava con orgoglio l’ingresso di Sino Global Capital, presentata nel comunicato come gestore, in partnership con FTX, di un fondo da 200 milioni di dollari. FTX è fallita due mesi dopo. Nello stesso comunicato il round viene descritto come da 3,5 milioni, mentre quello di luglio parlava di 3: una discrepanza piccola, ma è la loro.

Il resto del catalogo dice il resto. Accanto a BR1 ci sono Thrillzz, piattaforma di giochi mobile con premi in denaro, Slabz, un’arcade di apertura pacchetti da collezione, e Cambria, definito dallo studio stesso un MMO risk-to-earn. Insider Gaming ha ricostruito la storia dei profili social della società, aperti nel 2011 e passati per sette cambi di nome, l’ultimo nel 2022.

Su Steam non esiste nessuna scheda. Quella su Epic Games Store, che a luglio 2025 l’account ufficiale rivendicava fra i cento titoli più attesi del negozio, al 9 agosto 2026 restituisce un errore 404, e lo stesso fa la pagina del sito ufficiale che ci portava. La distribuzione passa da un launcher scaricato dal sito e da inviti chiesti nei commenti.

Quello che non possiamo scrivere

Nessun giocatore ha denunciato pubblicamente un prelievo bloccato o un saldo sparito. I 100.000 dollari che lo studio dice di aver già pagato ai tester sono una cifra dichiarata dall’azienda e non verificabile dall’esterno, ma nemmeno smentita da nessuno. Chi ha provato il gioco racconta che si gioca e che i soldi arrivano.

Sui forum, dove la parola truffa circola dal primo giorno, questo passaggio viene saltato: senza una vittima documentata quella parola resta un’opinione, e noi non la scriviamo. Stiamo scrivendo una cosa diversa e verificata: che i rischi sono tutti nei documenti pubblicati dall’azienda, che i numeri sono dichiarati modificabili dall’azienda stessa, che non c’è alcun controllo su chi deposita, e che l’unico precedente commerciale disponibile è finito a un terzo del prezzo di collocamento.

Va aggiunto un dettaglio di cornice: in Italia i giochi di abilità a distanza con vincita in denaro sono un settore a concessione, e a stabilire se un prodotto ci rientri è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Non l’ufficio marketing che lo definisce skill-based.

Il confine è la stessa materia del caso Valve

Il procuratore generale di New York ha portato Valve in tribunale sostenendo che le loot box di Steam facilitano il gioco d’azzardo. La difesa dell’azienda si regge su un cavillo preciso: gli oggetti virtuali non hanno valore reale, quindi non c’è puntata. BR1 quel cavillo non ce l’ha, perché il valore reale è la sua intera proposta commerciale, scritta in home page.

Nel frattempo la parte di industria che aveva provato questa strada sta tornando indietro: Spiderware ha cancellato gli NFT dal proprio MMO, lo ha riscritto su infrastruttura normale ed è arrivata su Steam portandosi dietro il pubblico. Bravo Ready fa l’opposto: tiene il modello del 2022 e cambia il cartello sulla porta, sostituendo battle royale con estrazione perché è la parola che porta clic nel 2026, quella che ARC Raiders ha reso di massa.

Chi vuole provarlo lo faccia con la cifra che è disposto a perdere, che è la stessa regola di qualsiasi altro banco. L’unica differenza è che questo si presenta come un videogioco.

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