Brütal Legend 2 si farà, a una condizione: che la campagna Kickstarter di Double Fine arrivi a cento milioni di dollari. La riga sta in fondo alla lista degli obiettivi aggiuntivi della raccolta, accompagnata da una postilla che chiarisce che non è uno scherzo. A pescarla dentro la pagina è stato il sito FRVR, perché nella comunicazione della campagna non era stata messa in evidenza da nessuna parte.
La campagna in corso ne chiede quattrocentomila, e Kotaku la fotografa poco sotto i duecentonovantamila con ventinove giorni ancora davanti. Il divario tra l’obiettivo vero e quello scritto per Brütal Legend 2 è di duecentocinquanta volte.
Che raccolta è, e perché lo studio ne ha bisogno
La raccolta finanzia Amnesia Fortnight 2026, la maratona di prototipi che Double Fine porta avanti dal 2007 e che sotto Microsoft non aveva mai fatto. Ne abbiamo scritto quando è partita, il 31 agosto: chi sostiene la campagna vota quali idee diventano prototipi e poi quale prototipo diventa un gioco vero, come raccontiamo nel pezzo su Amnesia Fortnight 2026. La maratona va avanti per quasi tutto settembre, con lo studio 2 Player Productions che riprende tutto per farne un documentario.
Il motivo per cui si torna a Kickstarter dopo tredici anni sta nella storia recente dello studio. A luglio 2026 Xbox ha scorporato Double Fine insieme ad altri studi nella ristrutturazione da 3.200 posti, con licenziamenti annessi. In compenso lo studio si è ripreso la proprietà intellettuale e i diritti di pubblicazione di tutto quello che aveva fatto sotto Microsoft, come abbiamo raccontato quando è tornato indipendente. Diritti sì, editore che paga gli stipendi no. L’indipendenza si è portata dietro anche ventitré licenziamenti, e per rimettere in moto il catalogo lo studio ha abbassato in modo permanente i prezzi di Kiln e Keeper.
Cos’era Brütal Legend, e perché nessuno ci ha più messo mano
Il gioco è del 2009 ed era un’avventura d’azione dentro un immaginario heavy metal, con dentro una parte di strategia in tempo reale che spiazzò parecchi acquirenti. Kotaku all’epoca dovette letteralmente spiegare come si giocava.
Il cast era il vero investimento: Jack Black protagonista, più Rob Halford dei Judas Priest, Lita Ford, Ozzy Osbourne e Tim Curry. Gli ultimi due sono scomparsi. Curry, che in Brütal Legend doppiava il cattivo Doviculus, è morto il 25 agosto a ottant’anni, e nel pezzo su Tim Curry e i videogiochi abbiamo contato i ventidue titoli in cui è comparso, da Gabriel Knight del 1993 in avanti. Un seguito con quel cast, oggi, andrebbe rimesso in piedi senza due delle voci che lo definivano.
C’è anche una ragione contrattuale per cui il seguito non è mai arrivato. Prima dell’uscita il gioco finì in mezzo a una causa tra Activision da una parte ed Electronic Arts e Double Fine dall’altra sui diritti di pubblicazione, con Activision che provò a bloccarne l’uscita. La faccenda si chiuse e il gioco uscì, ma un marchio che ha attraversato quel genere di contenzioso non è la cosa più semplice da rimettere in produzione.
Perché cento milioni non è un numero a caso
La cifra è irrealistica e lo sanno tutti, a partire da chi l’ha scritta: cento milioni farebbero della campagna il Kickstarter più finanziato della storia, in qualunque categoria. Ma il numero dice anche qualcosa di serio sul costo reale di un gioco come quello, e sul fatto che senza un grande editore alle spalle Double Fine quel budget non lo può nemmeno immaginare. La stessa cosa che ha reso lo studio libero lo ha reso povero.
Dalle edizioni passate di Amnesia Fortnight sono usciti giochi veri e venduti, da Costume Quest a Stacking a Iron Brigade. Il prototipo scelto nel 2017, Kiln, è arrivato sugli scaffali solo nel 2026: nove anni. Sono i tempi di uno studio che fa giochi piccoli con i soldi che ha, ed è la fascia in cui Double Fine si è rimessa adesso.
Lo stretch goal, quindi, funziona come promemoria più che come promessa. Tra i quattrocentomila che servono a far partire un prototipo e i cento milioni che servirebbero per rifare un gioco con Jack Black e mezza scena metal dentro ci sta tutto quello che uno studio indipendente oggi non può permettersi. Quando lo pagava qualcun altro, poteva.


