Dentro i file di Star Wars Zero Company c’erano quattro missioni finite e mai attivate. Un giocatore le ha trovate, le ha rimesse in circolo e ha pubblicato la modifica su Nexus Mods quattro giorni dopo l’uscita del gioco, avvenuta il 27 agosto 2026. Si chiama Restored Operations, l’autore si firma Cafiso, e a raccontarlo per primo è stato TheGamer il 31 agosto.
Quattro missioni complete, una tabella che non le chiamava
Le missioni sono scaramucce, cioè scontri singoli fuori dalla campagna principale. Secondo la descrizione della modifica, si trovavano nei file del gioco già complete ma non risultavano registrate in nessuna tabella delle missioni: il codice c’era, il gancio che le avrebbe rese raggiungibili no. La modifica si limita a rimetterle nella rotazione.
Due si svolgono su Courtsilius, un pianeta che nel gioco finito non compare da nessun’altra parte. Le altre due stanno su Anaxes, luogo invece già noto a chi ha seguito le Guerre dei Cloni. È il dettaglio che rende la scoperta interessante più della media dei ritrovamenti nei file: significa che a un certo punto della lavorazione esisteva un ambiente che poi è stato accantonato per intero.
Perché erano state tagliate, secondo chi le ha rimesse
Qui l’autore della modifica è più onesto di quanto sarebbe stato comodo. Scrive che il motivo del taglio è visibile a occhio nudo: le mappe hanno solo il livello di gioco e quello dell’illuminazione, mentre le scenografie non sono mai state costruite. Si combatte quindi sul greybox, cioè l’impalcatura grigia di blocchi con cui i progettisti provano gli spazi prima che ci vengano applicate le texture. Cafiso precisa che nessuna modifica può sistemare la cosa, perché quella grafica non è mai esistita.
È una precisazione che conviene tenere a mente prima di leggere la vicenda come una prova di contenuti sottratti al giocatore per rivenderglieli dopo. Quattro scontri giocabili ma senza scenografie sono materiale che un team taglia perché finirlo costa, non perché lo tenga da parte. La struttura di Zero Company aiuta a capire il ragionamento: le missioni hanno un limite di tempo, e chi le ha provate racconta di essersene perse parecchie alla prima partita. Aggiungerne altre quattro avrebbe ingrossato un elenco già difficile da esaurire.
Il gioco è andato bene, e la comunità delle modifiche si è mossa subito
Star Wars Zero Company è un tattico a turni sviluppato da Bit Reactor, studio fondato da persone che hanno lavorato alla serie XCOM, e pubblicato da Electronic Arts con la collaborazione di Respawn. È uscito su PC, PS5 e Xbox Series, con la versione PC in vendita su Steam e sull’Epic Games Store.
Sui numeri di giocatori è andato meglio di quasi tutta la serie: TheGamer ha registrato un picco di 69.046 utenti in contemporanea su Steam, secondo di sempre tra i giochi di Star Wars sulla piattaforma dietro alla raccolta dei giochi LEGO di Star Wars. La critica lo ha accolto bene, gli utenti dello store molto meno: nella nostra recensione le recensioni Steam si fermavano al 77% su quasi tremila voti, e le lamentele riguardavano quasi solo crash e cali di frame rate sulla versione PC.
Su quella versione PC c’è un requisito che pesa più dei crash. Per giocare a una campagna per giocatore singolo servono un account Electronic Arts e una connessione a internet attiva, e a scriverlo è la pagina di assistenza dell’editore. Chi apre le modifiche su Nexus lo fa quindi dentro un gioco che, offline, non parte.
Che in quattro giorni siano comparse oltre sessanta modifiche, secondo il conteggio di TheGamer, dice due cose insieme. La prima è che il gioco ha trovato subito il pubblico che smonta le cose per capirle. La seconda è che quel pubblico sta già facendo un lavoro che nessuno gli ha chiesto: rimettere in piedi contenuti abbandonati e, in altri casi, sistemare quello che sulla versione PC non gira.
Zero Company è il primo gioco che Bit Reactor porta a termine, ed era stato mostrato pubblicamente per la prima volta nella primavera del 2025. Electronic Arts non ha reso noto il budget di sviluppo: il picco su Steam dice quanta gente si è presentata al lancio, non se i conti tornano. Senza quel numero, chiunque sostenga che il gioco sia stato un successo o un mezzo passo falso sta tirando a indovinare.
Intanto i giocatori chiedono a Electronic Arts di continuare a supportare il gioco invece di lasciarlo dov’è dopo il lancio, come è successo ad altri titoli della licenza. Su questo, per ora, dall’editore non è arrivato niente.


