Le recensioni sono uscite, e sono ottime
Star Wars Zero Company arriva oggi su PC, PS5 e Xbox Series, e le recensioni internazionali sono cadute ieri tutte insieme. Il quadro è quello di uno dei giochi più apprezzati dell’anno: 86 su Metacritic e 87 su OpenCritic, dove diciannove testate lo giudicano e l’89 per cento lo consiglia.
Per mettere il numero in prospettiva: è abbastanza da piazzarlo fra i dieci giochi di Star Wars più apprezzati di sempre, sopra entrambi i Jedi di Respawn. Il che ha un che di paradossale, visto che proprio Respawn ha lavorato al gioco insieme a Bit Reactor, lo studio fondato da gente che veniva da Firaxis e dagli XCOM.
Cosa dicono
I voti alti arrivano da più parti. TheGamer si ferma a un 4,5 su 5, GameRant dà 9 su 10 e parla del miglior gioco di Star Wars da anni. VGC, che assegna 4 su 5, mette il dito sul punto che ricorre in quasi tutte le recensioni: il merito principale del gioco è far tornare interessante un universo diventato prevedibile.
È la costante della rassegna. Le lodi vanno alla scrittura e all’ambientazione nel crepuscolo delle Guerre dei Cloni, con una storia originale che non si regge sui camei, più che al sistema tattico in sé. Il protagonista è Hawks, un ex ufficiale della Repubblica che guida la squadra in una missione contro una minaccia emergente.
I rilievi ci sono e si somigliano. PCGamesN, che assegna un 8 fra i voti più bassi del gruppo, punta il dito sul bilanciamento delle classi, che a difficoltà normale rende gli scontri troppo docili, e sulla varietà delle missioni. Shacknews, il voto più severo, si ferma a 70. All’estremo opposto ci sono un 100 di Gamers Heroes e un 9,6 di Worth Playing.
Il dettaglio che gira di più
Fra le note ricorrenti c’è anche il prezzo: 50 dollari, in una stagione in cui il listino dei giochi grossi si è spostato molto più in alto. In un anno in cui abbiamo scritto parecchie volte di quanto costa giocare, è un dato che pesa quanto un voto.
Il gioco si era già fatto notare a marzo per la questione del permadeath, e il tema torna anche adesso: chi recensisce nota che i personaggi predefiniti non attecchiscono quanto i soldati anonimi di XCOM, dove il legame nasceva proprio dal rischio di perderli.


