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Furto alla gamescom: spariti otto portatili dagli stand degli sviluppatori indipendenti

Tempo di lettura: 3 minuti

Un solo disco non è una copia di sicurezza, è una scommessa. Un furto alla gamescom di Colonia lo ha appena dimostrato su scala umana, e la scommessa l’ha persa uno sviluppatore che lavora da solo.

Nella notte tra giovedì 27 e venerdì 28 agosto 2026 qualcuno è entrato nell’area business della fiera e ha svuotato degli stand. Fra questi c’era quello di Ryan Laley, che stava mostrando Mimic, il suo horror multigiocatore. Secondo Insider Gaming i portatili spariti sarebbero almeno otto, e non erano tutti suoi.

Laley ha denunciato il furto alla polizia e lo ha raccontato il 28 agosto in un video su X, dicendo che la sua gamescom finisce lì e che come colpo, economico e mentale, è pesante. La frase che gli è uscita è che per un solo sviluppatore indipendente questa roba costa e si fa già fatica da soli.

Chi è Ryan Laley, e perché la storia è più antipatica di così

Chi non lo conosce si perde la parte che rende la storia più antipatica. Laley non è un esordiente che passava di lì. Il suo canale YouTube è una delle fonti di tutorial su Unreal Engine più citate in circolazione. Nei ringraziamenti dei progetti amatoriali pubblicati su itch.io il suo nome compare con una frequenza sospetta. Un pezzo consistente di gente che oggi programma in Unreal ha imparato guardando i suoi video.

Ha quindi fatto la cosa che si dice sempre di fare: ha smesso di spiegare come si costruiscono i giochi degli altri e ha costruito il suo. Mimic, in lavorazione su Steam, è un horror asimmetrico online fino a dieci giocatori: si risolvono obiettivi mentre un androide assassino dà la caccia al gruppo e un mutaforma, il Mimic appunto, si nasconde fra i compagni fingendo di essere uno di loro. Il genere è affollato, ma è anche uno di quelli in cui una buona idea sulla comunicazione fra giocatori vale più del budget.

Il problema è la struttura, non la sfortuna. Un solo sviluppatore che porta la sua build in fiera è un sistema con un singolo punto di rottura. Nessuna macchina di scorta, nessun collega in ufficio che ricarichi la demo su un altro portatile, nessun reparto acquisti che ne faccia arrivare tre entro sera. Chi ha lo stand grande accanto al suo, quel disco di scorta ce l’ha, e si chiama reparto IT.

Duecentotrentatremila metri quadri, e di notte nessuno che guarda

Il contesto peggiora le cose. La gamescom 2026 è la più grande di sempre. Alla chiusura delle iscrizioni la fiera era già al completo, con oltre 1.600 espositori da 67 paesi su 233.000 metri quadrati, dopo un’edizione 2025 che aveva portato a Colonia 357.000 persone. E il furto è successo nell’area business, la parte a cui si accede col badge professionale, non nei padiglioni aperti al pubblico.

La direzione della fiera ha passato le settimane precedenti a raccontare che il criterio di selezione degli espositori serve a fare spazio agli studi piccoli. Bene: gli studi piccoli sono venuti, e per otto di loro il bilancio della settimana è un verbale in commissariato. Insider Gaming ha chiesto un commento agli organizzatori e al 29 agosto non è arrivata risposta.

Va detta anche la parte noiosa, perché di solito è quella vera. Un’area a badge non è un caveau, i furti nelle fiere professionali succedono da sempre, e la sorveglianza notturna di 233.000 metri quadrati costa quanto un padiglione. Non serve un complotto per spiegare otto portatili spariti: basta una porta e nessuno che passa di lì per sei ore.

Quello che si può chiedere, però, è che una fiera che si presenta come la vetrina d’Europa per gli indipendenti si prenda carico della differenza. Un armadio chiuso a chiave per gli stand della zona indie costa poco. Una copertura assicurativa base inclusa nel prezzo dello stand costa meno di quanto costi a un solo sviluppatore ricomprarsi la macchina su cui gira il gioco.

Nel frattempo la precauzione per chi porta uno stand da qualche parte questo autunno resta la solita, e costa un’ora di lavoro: la build su un archivio remoto, una macchina di riserva in albergo, e mai lasciare l’unica copia funzionante attaccata a un tavolo di notte. Vale l’aritmetica di un disco solo. A Colonia, questa settimana, avrebbe salvato la fiera ad almeno otto persone.

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