Il mascot horror, il filone in cui pupazzi da parco divertimenti ti inseguono nei corridoi, è il modo più rapido di fabbricare una miniatura per YouTube senza costruirci sotto un gioco. Twisted Tower ci ha messo invece cinque anni, ed è uscito il 18 agosto su Steam con il 94% di giudizi positivi su 1.244 recensioni. Cinque anni, contro i sei mesi che bastano per un pupazzo con gli occhi storti e un canale di gente che strilla davanti alla webcam.
Lo sviluppa Atmos Games, la sigla dietro cui lavora Thomas Brush, e lo pubblica 3D Realms, quella di Duke Nukem e di Ion Fury. Costa 14,99 dollari, con uno sconto di lancio del 10% che scade il primo settembre.

Cinque anni a temere di avere in mano un gioco mediocre
Brush oltre a fare giochi insegna a farli: canale YouTube da oltre 345.000 iscritti, corso a pagamento chiamato Full Time Game Dev, podcast con altri sviluppatori. Campa spiegando agli altri come si porta a termine un progetto indipendente, il che rende quello che segue parecchio più gustoso.
Sui suoi canali ha scritto che per cinque anni ha creduto di avere in mano, nel migliore dei casi, un gioco mediocre. Racconta di tagli al budget, di persone lasciate a casa, di periodi passati a lavorarci da solo, e del timore di stare bruciando la propria credibilità davanti a un pubblico che lo segue proprio perché dovrebbe sapere come si fa. Se cercavate un promemoria sul fatto che nessuno sa se il proprio gioco funziona finché non lo tocca qualcun altro, eccolo servito da uno che quel mestiere lo insegna.
I due giochi precedenti, Pinstripe del 2017 e Neversong del 2020, erano avventure in due dimensioni. Questo è il primo passaggio al 3D e al primo piano di uno sparatutto, che è più o meno come passare dall’acquerello alla scultura in marmo tenendosi lo stesso studio.
Un parco anni Cinquanta, una fionda da cecchino e un fucile scoreggione
La struttura è una salita per cinque piani a tema: hotel, parco acquatico, casinò dei clown, foresta del luna park, stazione spaziale. I percorsi cambiano a ogni partita. L’arsenale è tutto di giocattoli, dal martello acchiappa-talpe alla pistola a elastici, dal mitra che spara dardi alla fionda da cecchino, passando per un fucile a pompa che spara rumori corporali. Il riferimento dichiarato dal materiale ufficiale è un incrocio tra BioShock e Disney World, e per una volta non è una spacconata da comunicato: l’estetica del resort in rovina con la voce fuori campo che ti guida è esattamente quella.
Vale la pena guardarlo prima di decidere.
Un dettaglio che il gioco si è portato dietro dalla lavorazione: nella demo il protagonista era un diciottenne di nome Tiny, innamorato non corrisposto di Charlotte, che nel frattempo si era fidanzata col bullo della scuola. Nella versione finale, come ha notato chi aveva provato entrambe, si chiama Vincent, Charlotte è la sua fidanzata, e la missione è salvarla invece che riconquistarla. Il salvataggio della damigella resta, ma almeno hanno tolto la parte in cui il premio in palio era una donna che aveva scelto un altro.
Cosa dicono i numeri, compresi quelli scomodi
Su OpenCritic il gioco sta a una media di 87 su undici critici, con il 91% che lo raccomanda, e l’aggregatore gli assegna la fascia più alta. Sessantatré curatori di Steam ne hanno scritto. Prima del lancio la scheda aveva superato le 125.000 richieste in lista dei desideri, spinte dalla demo uscita nel febbraio 2025.
Poi ci sono le note stonate, che sono quelle che mi interessano di più. Una recensione isolata ha assegnato 20 su 100, contestando alcune battute che scivolano sulla malattia mentale, e va letta prima di comprare, perché l’umorismo qui è il collante di tutto il resto. Sui forum del gioco c’è chi lamenta nemici che si materializzano alle spalle e morti gratuite che costano dieci minuti di rigiocato, il che è una critica di progettazione, non di gusto.
E poi il gioco è disponibile solo in inglese, senza sottotitoli italiani, su un titolo che la sua stessa scheda descrive come narrativo ed emotivo. Chi non mastica la lingua si perde metà del motivo per cui è stato fatto.
Noi la demo l’avevamo segnalata nel febbraio 2025, quando il gioco era ancora un mucchio di promesse e un mitragliatore a gomme da masticare. Diciotto mesi dopo il gioco esiste davvero, e Steam lo vende anche in un pacchetto insieme a Choo-Choo Charles e Finding Frankie, che è il posto in cui il filone di solito finisce. Questo, per una volta, ci sta dentro per meriti propri.
Il verdetto: quattordici dollari per cinque anni di lavoro di uno che era convinto di stare sprecando il proprio tempo sono un affare per voi e una lezione per lui. Se l’inglese non vi spaventa e le battute sopra le righe nemmeno, salite: l’ascensore non si ferma per nessuno.


