Le regole delle battaglie Pokémon cambieranno. A dirlo non è un rumor ma un video pubblicato da Game Freak sul proprio canale, in cui il battle director storico della serie e il direttore di Pokémon Champions spiegano che il sistema di combattimento dei prossimi giochi si muoverà, e che Champions esiste anche per proteggere quello vecchio.
Cosa hanno detto
Nel video compaiono Shigeki Morimoto, che segue il sistema di combattimento fin dai primi Pokémon Rosso e Verde del 1996 ed è anche il creatore di Mew, e Kazumasa Iwao, direttore di Champions. Iwao spiega che le regole delle battaglie competitive, quelle usate per decenni, cambieranno gradualmente con i prossimi capitoli della serie.
Il punto è come lo studio ha deciso di gestire quel cambiamento. Secondo Iwao, dire a chi gioca da vent’anni che ora è tutto diverso e che deve passare alla versione nuova non sembrava corretto. Da qui l’idea di fare un gioco che porti avanti il sistema esistente e permetta di continuare a usarlo a tempo indeterminato, mentre il resto della serie sperimenta. Iwao lo dice esplicitamente: quello è stato il punto di partenza dello sviluppo di Champions.
Il segnale era già nei giochi
Il segnale era già arrivato dai giochi. Pokémon Legends: Arceus nel 2022 e Pokémon Legends: Z-A nel 2025 hanno spostato le battaglie verso il tempo reale, abbandonando i turni puri. Divisero il pubblico, ma le vendite hanno detto a Game Freak che quella strada si poteva percorrere.
Champions funziona invece come simulatore di battaglie competitive: si porta la propria squadra dai giochi principali passando da Pokémon HOME e si combatte online, con la struttura a turni di sempre. È uscito l’8 aprile 2026 su Nintendo Switch e Switch 2, ed è arrivato su iOS e Android il 17 giugno, con i salvataggi che si trasferiscono da una piattaforma all’altra collegando lo stesso account Nintendo. Il sito ufficiale elenca gioco incrociato fra console e telefoni, battaglie classificate, competizioni online e un pass battaglia.
Quello che il video aggiunge è l’intenzione dichiarata. Finora si poteva pensare che Champions fosse un prodotto per il pubblico competitivo, punto. Ora Game Freak dice che serve anche a liberarsi le mani altrove: se il sistema classico ha una casa permanente, i giochi principali possono cambiarlo senza lasciare nessuno a piedi. Il produttore Masaaki Hoshino lo aveva già anticipato a febbraio, dicendo che d’ora in avanti sarà Champions il posto dove quel tipo di battaglia resta.
Che lo studio abbia voglia di uscire dal proprio schema, del resto, si era visto anche fuori dalla serie: Beast of Reincarnation, il primo gioco non Pokémon di Game Freak in anni, è arrivato ad agosto affidando gran parte della lavorazione a studi esterni. Nella nostra recensione il combattimento risultava la parte migliore del pacchetto, cioè proprio l’area su cui lo studio dice ora di voler mettere le mani.
Il paradosso del momento
C’è una cosa curiosa nel tempismo. Mentre la serie che ha reso popolari i combattimenti a turni prepara il terreno per allontanarsene, il resto dell’industria sta facendo il percorso inverso. È il tema di un editoriale uscito sul sito il 24 agosto: dopo Clair Obscur e una lunga fila di giochi indipendenti, i turni sono tornati a essere una scelta commercialmente sensata, e non più il residuo di un genere invecchiato.
Game Freak non sta smentendo quella tendenza, sta facendo un calcolo diverso. Una serie che vende decine di milioni di copie a generazione ha un problema che gli altri non hanno: il proprio pubblico competitivo è enorme, organizzato in tornei ufficiali, e ogni ritocco alle regole gli sposta anni di lavoro. Separare i due binari, uno per chi vuole sperimentare e uno per chi vuole stabilità, è la risposta più prudente possibile. Vale anche ricordare quanto sia diventato affollato il campo attorno: Palworld ha superato le vendite di quasi tutti i giochi Pokémon facendo esattamente il contrario, cioè buttando i turni dalla finestra.
Cosa non sappiamo
Iwao non ha detto quanto cambieranno le battaglie, né in quali giochi, né con quali tempi. Il banco di prova saranno Pokémon Winds e Pokémon Waves, le due versioni che aprono la decima generazione, annunciate il 27 febbraio 2026 al Pokémon Presents del trentesimo anniversario e attese nel 2027 in esclusiva su Nintendo Switch 2. Di quei giochi finora esistono il trailer di presentazione, smontato inquadratura per inquadratura da Kotaku, e un filmato dietro le quinte sulla colonna sonora registrata dalla NHK Symphony Orchestra. Su come funzioneranno i combattimenti nessuno dei due dice niente, e Game Freak non ha fissato una data per il prossimo aggiornamento.
Resta poi un problema di calendario. Champions introduce nuovi Pokémon a un ritmo lento: se i giochi principali procedono per conto loro e il simulatore resta indietro, la casa permanente del sistema classico rischia di essere anche una casa dove mancano metà degli inquilini.
C’è infine una domanda di conservazione che il video lascia aperta, ed è la più seria. Champions è un gioco vivo, con server, stagioni classificate e un pass battaglia: la promessa di poter giocare al sistema classico a tempo indeterminato vale finché quei server restano accesi. È una garanzia diversa da quella di una cartuccia che funziona da sola, ed è la ragione per cui l’espressione “per sempre” applicata a un simulatore online va presa per quello che è, cioè un impegno commerciale e non una caratteristica tecnica.


