Castle Away ha una demo pubblica su Steam dal 24 agosto 2026. È un autobattler roguelite, cioè un gioco in cui gli scontri si risolvono da soli in base a come hai sistemato le tue difese prima che comincino, e in cui ogni partita riparte da zero con incontri e bottino diversi. Lo firma Renegade Games, studio indipendente di Utrecht, nei Paesi Bassi, che punta all’uscita completa nell’ultimo trimestre di quest’anno.
Ne avevamo scritto a marzo, quando era un annuncio e basta. Cinque mesi dopo la differenza è che si può provare, e in un settore dove i giochi si presentano con due anni di anticipo e poi spariscono, un annuncio che si scarica la sera stessa è già un’informazione sul progetto.
Una corona, una fortezza volante e una griglia 3×3
La premessa la racconta la scheda Steam: il regno è sotto la maledizione dei demoni, il giocatore trova una corona e nel momento in cui la raccoglie il terreno trema e la superficie si solleva. Da lì in poi si comanda un maniero volante.
Il cuore del gioco è una griglia 3×3 su cui piazzare le strutture, che si allarga mentre la partita procede. Si ammazzano mostri, si saccheggiano villaggi, si contratta per le merci e si costruisce per potenziare la fortezza, con l’obiettivo di arrivare all’Arcidemone e ripulire il regno. La scheda dichiara venti mostri e cinque boss demoni, incontri di tipo diverso (negozi, sciamani, scagnozzi, villaggi e città), cinque reami dove recuperare gli Antichi Sigilli, bottino generato di volta in volta e finali multipli.
Tutto il comparto visivo è disegnato a mano, e nel genere non è un dettaglio estetico: gli autobattler si assomigliano soprattutto perché quasi tutti comprano gli stessi pacchetti di risorse pronte. La demo, secondo lo studio, contiene una fetta consistente dei contenuti senza rovinare quello che resta per la versione completa, come riportava Capsule Computers il giorno del lancio.
Non ci si è arrivati dritti: prima ci sono state tornate di prova chiuse e aperte in primavera, e poi una serie di sessioni pubbliche a giugno 2026, dopo le quali il team dice di aver ritoccato il gioco sulla base dei riscontri. È il percorso lungo, quello che di solito distingue chi ha intenzione di finire il gioco da chi ha aperto la pagina Steam per vedere l’effetto che fa.
Chi sono quelli di Renegade Games
La cosa più interessante di questa demo non è la demo, sono le firme. Sulla scheda Steam Castle Away è attribuito a tre creatori indipendenti: René Slump si occupa dei sistemi e della programmazione, Sim Kaart dell’arte, Matthijs Koster di musica e suono. Nel comunicato il gruppo diventa di quattro persone perché si aggiunge Tom Schoen, che segue marketing e collaborazioni: sul gioco vero e proprio ci lavorano in tre.
Kaart e Koster arrivano da Rift Riff, il tower defense uscito il 9 maggio 2025 e realizzato con il motore libero Godot insieme ad Adriaan de Jongh, l’autore di Hidden Folks. Su Steam quel gioco ha il 95% di recensioni positive su circa trecentosessanta giudizi, che per un tower defense senza campagna promozionale è un risultato solido. Kaart faceva il grafico dal 2012 prima di passare ai videogiochi nel 2020, e per Koster Rift Riff era il primo lavoro su un gioco.
Slump ha alle spalle Gladiator Manager, un gestionale di gladiatori con una componente autobattler pubblicato sempre a nome Renegade Games, dove si allenano i combattenti, si gestisce il bilancio e all’occorrenza si corrompono o si fanno sparire gli avversari. Detto altrimenti: la persona che programma questo gioco ha già costruito un sistema in cui le battaglie si risolvono da sole e la partita si vince prima, nella fase di preparazione. È esattamente il problema di design di Castle Away.
Cosa non si sa ancora
Il prezzo non c’è. La scheda lo dà per definire, e visto che l’uscita completa è annunciata entro dicembre significa che manca poco per una decisione che di solito si comunica prima. Non c’è nemmeno una data precisa, solo l’ultimo trimestre del 2026, e la piattaforma dichiarata è una sola, il PC.
Le lingue previste alla pubblicazione sono dieci, e tra queste c’è l’italiano, insieme a francese, tedesco, spagnolo, portoghese brasiliano, coreano, giapponese e cinese nelle due varianti. Per un gioco fatto da tre persone è una scelta che costa, ed è la ragione principale per cui questa demo riguarda anche chi legge da qui.
Il genere è saturo, e nella maggior parte dei casi la risposta giusta a un nuovo autobattler è alzare le spalle. Qui però il rapporto tra quello che si vede e chi lo sta facendo è sbilanciato dalla parte buona: un gruppo piccolo che ha già consegnato giochi finiti e ben accolti, due tornate di prove pubbliche prima di far vedere qualcosa e una demo scaricabile mentre il gioco è ancora in lavorazione. Se il regno cade lo stesso, almeno l’avranno fatto cadere con le loro mani.


