Quando il 30 luglio Ron Gilbert ha annunciato Thimbleweed Park 2, sul suo blog Grumpy Gamer c’era una riga che era passata quasi inosservata: il gioco sarà autopubblicato “con l’aiuto di un investitore privato”. In un’intervista a Jason Schreier per Bloomberg, uscita il 14 agosto, Gilbert ha spiegato chi è quell’investitore, e la risposta è che non è nessuno del settore.
È un signore ricco a cui piacciono le avventure grafiche, e a cui piaceva molto il primo Thimbleweed Park. Ha chiesto di restare anonimo. Ci è arrivato tramite un amico comune, dopo che Gilbert aveva scartato le altre due strade disponibili.
Perché niente Kickstarter e niente publisher
Il primo Thimbleweed Park era nato nel 2014 da una campagna Kickstarter che aveva raccolto 626.250 dollari da oltre quindicimila sostenitori, ed è uscito nel 2017. Per il seguito Gilbert non ha voluto ripetere l’operazione. Nemmeno i publisher, che pure si erano fatti avanti, gli sono sembrati una buona idea: il problema che ha descritto a Bloomberg, e che Kotaku ha ripreso, non è che recuperino i soldi investiti, ma che dopo averli recuperati continuino a prendersi la fetta più grossa, o che mettano clausole per cui lo sviluppatore guadagna solo se il gioco diventa un successo grosso.
Il budget che ha messo insieme, e che definisce “molto realistico”, è poco più di un milione di dollari per due anni di sviluppo, cifra che gli serve anche a pagare decentemente chi ci lavora. Le condizioni con il mecenate le riassume così: rientra in fretta della somma, e poi la divisione dei ricavi è ragionevole. Secondo PC Gamer quel budget è più alto di quello del primo capitolo, che a sua volta era costato attorno al milione: siamo cioè su cifre dello stesso ordine di grandezza, non su un salto di scala.
Il resto lo sapevamo già dall’annuncio di luglio, che avevamo raccontato il 5 agosto: uscita a inizio 2028, sviluppo e pubblicazione con Terrible Toybox, il ritorno di Mark Ferrari, Gary Winnick, David Fox, Octavi Navarro e Robert Megone dal team originale. La pagina Steam è aperta alla wishlist e riporta il 2028; il gioco arriverà anche su GOG, Switch, Xbox e PlayStation. Stavolta il cadavere è alla Edmund Mansion e a indagare tornano gli agenti Ray e Reyes.
Che il mecenatismo torni a finanziare le avventure grafiche mentre i publisher chiudono studi è una notizia divertente e una fragile. Funziona se hai quarant’anni di carriera alle spalle, un amico ben inserito e un pubblico che il tuo nome se lo ricorda. Nessuna delle tre cose si trova su Kickstarter.

