Otto asterischi al posto del sottotitolo. Asha Sharma, alla guida di Xbox da febbraio 2026, ha scritto su X di aver assistito a una sessione di gioco dal vivo di The Elder Scrolls VI e ha scelto di scrivere il nome del gioco lasciando il sottotitolo coperto, ma con il numero esatto di caratteri. Il post, del martedì 11 agosto, parla di una scala e di una grandezza notevoli, e di una storia che secondo lei lo è ancora di più. La parte che ha fatto muovere il fandom, però, sono quegli asterischi, notati da Insider Gaming.
A rendere il gioco meno casuale è stata la risposta ufficiale: Bethesda Game Studios ha replicato al post ringraziando per la visita e usando a sua volta gli stessi otto asterischi al posto del nome, come hanno riportato in molti. Due account ufficiali che si passano lo stesso spazio bianco non sono esattamente una distrazione.

La teoria più diffusa non entra negli asterischi
Da anni la scommessa più gettonata tra i giocatori è Hammerfell, la regione desertica dei Redguard. Il conto però non torna: Hammerfell ha dieci lettere, non otto. Diverse testate hanno sbagliato il conteggio in entrambe le direzioni, chi scrivendo nove lettere e chi dieci, quindi conviene rifarlo a mano prima di dare per esclusa un’ipotesi. Escludere la parola non esclude comunque l’ambientazione: il quinto capitolo si chiamava Skyrim ed era ambientato in Skyrim, ma non è una regola che Bethesda si sia mai imposta.
C’è anche l’ipotesi noiosa, quella che di solito è vera: che il numero di asterischi non voglia dire niente e sia solo un modo per non scrivere un titolo ancora coperto da riservatezza. Sharma guida Xbox da sei mesi e comunica in modo controllato, il che rende il caso interessante ma non lo trasforma in una conferma.
Quello che è confermato, e che non riguarda il nome
Nel post di Sharma c’è comunque un fatto che non dipende dalle congetture: una persona esterna allo studio ha visto il gioco girare, in una sessione mostrata apposta.
Nella lettera ai giocatori pubblicata il 17 luglio 2026, dopo i tagli in casa Xbox, Todd Howard aveva scritto che The Elder Scrolls VI è la priorità di sviluppo dello studio e che ci lavora la maggior parte del team, mentre Fallout 5 resta in pre-produzione. Entrambi girano su Creation Engine 3, la base tecnologica costruita dopo Starfield.
Il gioco è stato annunciato nel 2018 con un teaser di poco più di un minuto e da allora non ha ricevuto una finestra di uscita, un trailer di gameplay o un titolo completo. Skyrim, uscito nel 2011, ha superato i 65 milioni di copie vendute secondo i dati citati dallo stesso Howard: è il motivo per cui otto asterischi bastano a far discutere per due giorni. Su questa testata ne abbiamo parlato a luglio, quando Jason Schreier di Bloomberg ha collocato l’uscita non prima del 2028.
Tra una sessione di gioco mostrata a un dirigente e una data di lancio ci sono, storicamente in casa Bethesda, diversi anni. Chi si aspetta il titolo completo entro l’anno farebbe bene a guardare il calendario della Gamescom, che apre il 26 agosto: se il nome arriva, arriverà lì o a dicembre, non da un post con gli asterischi.


