Amazon si tira fuori: Throne and Liberty torna a casa
La saga del MMO di Amazon Game Studios ha preso una piega definitiva. Come riportato da PCGamesN e annunciato dalle due aziende il 12 agosto, le chiavi di Throne and Liberty passano ufficialmente a NC, l’azienda coreana già NCSoft che ha dato i natali al gioco. Non è un addio graduale: il trasferimento è già in corso, con FirstSpark Games, lo studio sviluppatore che fa capo alla stessa NC, che prende il controllo diretto della versione occidentale.
La transizione promette di essere indolore per i giocatori. FirstSpark ha assicurato che non ci saranno “cambiamenti all’ambiente di gioco attuale” e che il passaggio sarà “senza intoppi”. I dati di personaggi, progressi, cosmetici e la valuta premium Lucent restano intatti, il gioco resta su Steam, PlayStation e Xbox e non serve né ricomprarlo né reinstallarlo. L’unica rottura? Accettare nuovi termini di servizio. Tutto dovrebbe essere completato entro il Q4 2026, e il passaggio unificherà in un solo servizio globale anche i giocatori del client proprietario PURPLE di NC. “Per anni, Throne and Liberty è stato plasmato da una comunità incredibile sotto Amazon Game Studios”, scrive FirstSpark. “Come creatori di Throne and Liberty, crediamo che questo sia il momento giusto per assumere un ruolo più diretto nel supportare il gioco e plasmarne il futuro.”
I numeri non mentono. Secondo i dati pubblici di Steam il gioco galleggia tra 6.000 e 8.000 giocatori medi, esclusi quelli su console e su PURPLE. Un pubblico che sa di nicchia, ma che NC conosce bene: è la casa di Guild Wars 2, delle serie che si pubblica da sola da decenni come Lineage e Blade & Soul, e soprattutto di Guild Wars 3, annunciato da ArenaNet al Summer Game Fest di giugno per PC e PS5. Che a quel fronte l’azienda creda sul serio lo dice la trimestrale dell’11 agosto, quando NC ha messo sul tavolo 120,7 miliardi di won, circa 85 milioni di dollari, per finanziarne lo sviluppo. Una casa più sicura, insomma, di quanto non fosse Amazon Game Studios, che negli ultimi anni ha accumulato fallimenti a raffica: New World chiuso dopo il rebrand in action game, il MMO del Signore degli Anelli mai arrivato in porto e un portafoglio MMO che si contrae da fine 2025.
E non finisce qui, perché nello stesso giorno Amazon ha annunciato che anche Lost Ark torna al suo sviluppatore: la gestione occidentale passerà a Smilegate all’inizio del 2027, con account, personaggi, inventari e acquisti trasferiti. A differenza di New World nessuno dei due giochi chiude, ma quando entrambe le transizioni saranno complete Amazon non gestirà più alcun MMO. Le restanti fiches sono tutte sul tavolo di Tomb Raider con i progetti Legacy of Atlantis e Catalyst. Un cambio di rotta netto, quasi una resa.
La nostra analisi. Questo passaggio di consegne è la mossa più sensata che potesse capitare a Throne and Liberty. Amazon ha dimostrato di non saper gestire MMO live service su larga scala: il supporto altalenante, la mancanza di visione a lungo termine, la fretta di monetizzare. NC, invece, è un editore che vive e respira MMO da vent’anni. Certo, non è una garanzia di successo: la media dei giocatori è bassa, e il gioco non ha mai spiccato il volo in Occidente. Ma avere lo sviluppatore direttamente al timone significa aggiornamenti più in linea con la visione originale, meno compromessi territoriali e forse una roadmap più solida. Per i giocatori rimasti la differenza è tutta qui: meglio un proprietario che crede nel prodotto di uno che lo considera un peso da mollare. Con New World i giocatori si sono ritrovati in mano un gioco senza futuro, qui almeno il futuro c’è ancora.


