Alla domanda che tutti volevano fargli, il vertice di Remedy Entertainment ha risposto che non può rispondere. Nella semestrale pubblicata l’11 agosto, relativa al primo semestre 2026, lo studio finlandese conferma che i remake di Max Payne e Max Payne 2 restano in piena produzione, ma che ogni comunicazione pubblica sul progetto spetta a Rockstar Games, che ne detiene la licenza e ne finanzia interamente lo sviluppo. Alla domanda specifica sui remake, l’amministratore delegato Jean-Charles Gaudechon, in carica dal marzo 2026, ha risposto: “Ci sono molte domande su Max Payne, ma su quel gioco è Rockstar Games a occuparsi della parte editoriale, quindi non possiamo commentare”.
Uno stallo comunicativo, non produttivo
Il progetto, annunciato nell’aprile 2022, è quindi in sviluppo da oltre quattro anni senza una data di uscita. Non è un rinvio nel senso classico del termine, perché Remedy conferma che i lavori proseguono: è piuttosto un vuoto di comunicazione strutturale, dovuto al fatto che Rockstar possiede il marchio e Remedy lavora come studio a contratto. Con GTA 6 confermato per il 19 novembre 2026 e con tutta l’attenzione pubblica di Rockstar concentrata lì, sembra improbabile che la situazione cambi prima dell’uscita del gioco.
I compensi di sviluppo legati a Max Payne e a Control Resonant restano intanto la voce di ricavo più importante di Remedy: 14,5 milioni di euro nel semestre, contro i 18,1 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.
I conti pesano, ma il resto tiene
Il quadro finanziario complessivo non è positivo: il fatturato del semestre scende del 23,1 per cento a 23,3 milioni di euro, con l’EBITDA che crolla da 6,8 a 0,5 milioni e un passivo operativo di 2,9 milioni contro un utile di 0,8 milioni un anno prima. Remedy attribuisce buona parte del calo a un confronto sfavorevole: nel secondo trimestre 2025 pesava il lancio di FBC: Firebreak, che aveva gonfiato i conti con i primi accantonamenti degli accordi di abbonamento.
Sul fronte dei prodotti già usciti, Alan Wake 2 ha superato i 3 milioni di copie vendute nel corso del trimestre, con le royalty generate interamente da vendite ai consumatori e senza accantonamenti da accordi di piattaforma. Il vero banco di prova resta però Control Resonant, il sequel in arrivo il 24 settembre 2026 su PlayStation 5, Xbox Series e PC, che ha già superato 1,5 milioni di wishlist su tutte le piattaforme e, secondo i dati interni di Remedy, si piazza tra i tre giochi più preordinati su PlayStation negli Stati Uniti, in Germania e in Brasile. Ne avevamo parlato in un’intervista in cui lo studio spiegava anche perché aveva escluso l’intelligenza artificiale generativa dallo sviluppo.
Remedy conferma di aver lasciato invariate le previsioni per l’intero 2026, con una crescita attesa sia sui ricavi sia sull’EBITDA una volta che Control Resonant sarà sul mercato. Fonti: la semestrale ufficiale, Insider Gaming, WCCFTech.


