The Carcass è un gestionale di colonia scritto tutto in ASCII, dentro il cadavere di un dio spaziale che lentamente si accorge di chi ci sta scavando dentro. L’ha fatto PiqFocus Interactive, ed è uscito su Steam l’11 agosto. Cinque giorni dopo è al 21% di recensioni positive su 61, cioè “perlopiù negative” sulla scheda. Il motivo principale non è il gioco in sé: è l’intelligenza artificiale, e il fatto che lo sviluppatore l’abbia dichiarata solo a lancio già avvenuto.
Vale la pena raccontarlo lo stesso, perché l’idea di partenza resta più interessante di come è finita. Il cadavere non è uno sfondo, è la mappa: un continente di organi in decomposizione, corridoi di ossa e camere dimenticate, generato proceduralmente e disegnato con caratteri verdi su nero e un effetto CRT. Si gioca solo da tastiera, senza mouse.
Biomassa, bile e arti proibite
Le risorse da raccogliere sono quelle che si trovano dentro un corpo: biomassa, calcio, bile, neuroni. Con quelle si fa crescere l’insediamento e si porta avanti la ricerca, divisa in combattimento, produzione, diplomazia e arti proibite. Fuori dalla colonia ci sono fazioni aliene rivali con cui trattare, e le spedizioni si affidano a personaggi soggetti a morte permanente.
Più la colonia si espande, più il dio morto registra la presenza dei suoi parassiti, e quella consapevolezza determina come finisce la partita. I finali principali sono cinque, dal Dominio alla Trascendenza, più quattro nascosti dietro scelte criptiche. Ci sono cinque livelli di difficoltà, una modalità Ironman e un New Game Plus.
L’IA c’è quasi dappertutto, ma la scheda l’ha detto dopo
Sulla pagina Steam c’è oggi una dichiarazione sui contenuti generati con IA insolitamente dettagliata, e conviene leggerla per intero perché è lì che sta la storia. Lo sviluppatore elenca voce per voce: il codice scritto in prima battuta con agenti di programmazione, cita Claude Code e Codex CLI, su una sua architettura e poi rivisto e corretto a mano; i testi degli eventi, del lore e dell’interfaccia abbozzati dall’IA sulle sue scalette e poi editati; tutte le localizzazioni tranne l’inglese tradotte con strumenti automatici; circa duecento tracce musicali generate; effetti sonori e battute vocali generati; le immagini della scheda, la capsule e l’header generati; l’arte ASCII in gioco prodotta con assistenza IA e sistemata a mano perché stesse nel terminale.
Fuori dalla lista, dice, restano il game design, i sistemi, l’economia, il mondo con i suoi finali e ogni decisione su cosa pubblicare. Precisa anche che mentre si gioca non viene generato niente: nel pacchetto non c’è nessun modello e il gioco non chiama nessun servizio esterno.
Il problema non è l’elenco, è la tempistica, e lo ammette lui stesso in coda alla dichiarazione: quel testo è comparso qualche ora dopo l’uscita invece che prima, e la prima versione non nominava né la musica né le immagini del negozio. Le chiama entrambe mancanze sue. Tradotto, chi ha comprato l’11 agosto ha comprato guardando una scheda che di tutto questo non diceva niente, e diverse recensioni negative dicono esattamente quello: il gioco potrà piacere o non piacere, ma l’informazione doveva esserci prima di pagare. Nel forum Steam del gioco ci sono utenti che raccontano di aver visto la dichiarazione comparire e poi sparire di nuovo nei giorni intorno al lancio.
Un residuo di quel pasticcio è ancora lì: la pagina della demo gratuita porta tuttora la versione vecchia e più vaga della dichiarazione, quella che parla genericamente di supporto allo sviluppo, immagini del negozio e localizzazioni, e che di musica, testi e voci non fa parola.
Il segnale c’era già prima dell’uscita
La demo, ancora scaricabile, sta al 40% di recensioni positive su settantuno, ed è scesa al 35% nell’ultimo mese. Sulla scheda del gioco PiqFocus Interactive si posiziona esplicitamente accanto a Caves of Qud, Dwarf Fortress, Cultist Simulator e Sunless Sea, ed è un confronto che pochi reggono: parecchie recensioni negative ci si attaccano, ma è una critica che viene dopo quella sull’IA, non al posto suo.
Il numero di recensioni è ancora piccolo e su un gioco di nicchia può muoversi in fretta, quindi il verdetto definitivo non è quello di oggi. Chi vuole comunque farsi un’idea ha la demo davanti prima di spendere, e per accorgersi in anticipo di casi del genere esistono estensioni che segnalano le dichiarazioni sull’IA mentre si naviga sullo store. Rock Paper Shotgun se ne era occupata prima del lancio, quando il gioco era ancora una promessa.
Aggiornamento del 16 agosto 2026: la prima versione di questo articolo riportava le recensioni negative senza spiegarne la causa principale, cioè l’uso di IA dichiarato dallo sviluppatore solo dopo l’uscita, e attribuiva la bocciatura al confronto con altri giochi del genere. Il pezzo è stato integrato e corretto.


