Il 4 agosto 2026, per il terzo compleanno di Baldur’s Gate 3, Larian Studios ha pubblicato la solita infografica di statistiche e ha annunciato mezzo miliardo di mod scaricate attraverso il gestore integrato nel gioco. Poi qualcuno online ha fatto notare che mancava l’altra metà, e Swen Vincke, fondatore dello studio, ha risposto con due parole: un miliardo.
La cifra sta in piedi, ma va letta per come è composta, perché è la somma di due contatori separati. Da una parte i 500 milioni di download passati dal gestore di mod interno al gioco, quello che funziona anche su PS5 e Xbox. Dall’altra i 509,4 milioni registrati da Nexus Mods, l’archivio indipendente per PC che esiste da molto prima e non ha niente a che vedere con Larian. I due canali non si sovrappongono, quindi sommarli è legittimo, ma il “miliardo” non è un numero che lo studio abbia misurato: è un conto fatto da fuori e confermato con un pollice alzato.
Le mod caricate sono circa 13.000, quindi la media è di oltre 75.000 download per mod.
Il paragone con Skyrim regge sulla velocità, non sui numeri
L’accostamento a Skyrim è arrivato immediato, e su un punto è fondato: GamesRadar+ osserva che il gioco di Larian ha raggiunto quella soglia in tre anni, mentre a Bethesda è servito un decennio per costruire la scena di modding che tutti citano come termine di paragone.
Sul resto, però, la distanza è ancora enorme. Su Nexus Mods Baldur’s Gate 3 occupa il settimo posto nella classifica storica dei download, e le prime posizioni sono di Skyrim, che le tiene con due edizioni distinte: la versione originale ha superato i due miliardi di download da sola all’inizio del 2025, senza contare la Special Edition. Il primato di cui si parla resta quindi lontano: chi scrive che Baldur’s Gate 3 lo sta per prendere sta confondendo una traiettoria con un arrivo.
La velocità, quella sì, si vede bene se si guarda indietro di poco. Nel gennaio 2025 Larian festeggiava i primi 100 milioni di download dal gestore interno. Diciotto mesi dopo quel contatore è a 500.
Perché a Larian conviene che le mod tengano in piedi il gioco
Il supporto ufficiale al modding è arrivato nell’autunno del 2024 con la patch 7, e poco dopo si è esteso alle console tramite mod.io, la piattaforma che consente di distribuire contenuti della community anche su PS5 e Xbox. Le mod caricate per quella via passano prima una verifica di Larian, che deve rispondere alla licenza Dungeons & Dragons: è il motivo per cui il catalogo su console è un sottoinsieme di quello su Nexus, dove invece finisce qualsiasi cosa, comprese le mod da cui nasce buona parte della fama del gioco e di cui abbiamo scritto a maggio, come quella che riscrive da capo l’arco narrativo di Wyll.
L’ultimo aggiornamento importante di Baldur’s Gate 3, la patch 8, è dell’aprile 2025. Da allora lo studio è passato ad altro: il nuovo Divinity è in piena produzione, e Larian ha ripetuto che non farà Baldur’s Gate 4. Vincke sostiene che il gioco continuerà ad andare bene anche senza di loro, ed è una previsione che si appoggia interamente al miliardo di cui sopra.
È una scommessa già vista, e non sempre finisce come Skyrim. La differenza tra un gioco che la community tiene in vita e uno che semplicemente non riceve più aggiornamenti si vede dopo il quinto anno, non dopo il terzo.


