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Beastfolk Barber, il simulatore di barbiere fantasy tra demoni e politica urbana

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Sedersi sulla poltrona di un barbiere è, per molti, un atto di fede misto ad ansia sociale: basta un colpo di forbice sbagliato per uscire con qualche settimana di dignità estetica in meno. Beastfolk Barber costruisce un gioco intero su questa paura e le dà conseguenze vere. È un titolo narrativo in pixel art in cui si gestisce un salone per creature antropomorfe, segnalato da Rock Paper Shotgun: lo sviluppa Safe Flight Games insieme a GameWorks Ventures, con il supporto alla produzione e alla pubblicazione di SIGONO, lo studio taiwanese di OPUS: Echo of Starsong. Il progetto è nato con il nome provvisorio Project Salon e si è mostrato per la prima volta a giugno, al Wholesome Direct 2026.

Uno specchio con le anteprime contate

Si gioca Freddie, barbiera con un piccolo negozio frequentato da bestie parlanti di ogni forma e taglia. Il suo attrezzo speciale è uno specchio costruito da un amico che non c’è più: mostra al cliente il taglio finito prima ancora del primo colpo di forbice, ma le anteprime sono contate, quindi conviene chiacchierare, capire i gusti e le ragioni che hanno portato ognuno in poltrona prima di bruciarle. Un giorno nello specchio compare un demone con un’offerta: se Freddie riuscirà a farle l’acconciatura perfetta, lei cancellerà uno dei suoi rimpianti.

La posta vera, però, sta nei clienti di tutti i giorni: chi esce scontento può non tornare mai più, portandosi via la sua storia. È la differenza meccanica rispetto a Coffee Talk, dove sbagliare bevanda deviava il racconto senza mai chiuderlo, e il paragone non è tirato per i capelli: sono gli stessi sviluppatori a descrivere il gioco come una Coffee Talk dei tagli di capelli.

I diritti civili si discutono sotto le forbici

Il cuore del gioco, raccontano le prove pubblicate finora, sta nella politica del suo mondo: le creature antropomorfe sono ormai la maggioranza nelle città, ma vivono sotto leggi scritte per gli esseri umani. Il caso di scuola è il drago a due teste, Luca e Varo: per la burocrazia una testa è una persona, l’altra è classificata come un semplice organo della prima. Su PC Gamer si legge di api che non vivono abbastanza da vedere la pensione, fissata a 65 anni per tutte le specie, e di topi che aspettano metà della vita per poter votare: il drago, non a caso, spinge una proposta di legge per adattare i limiti di età alla biologia di ognuno.

La demo gratuita è su Steam dal 6 agosto, per Windows e macOS, arrivata con la Wholesome Games Celebration e accolta da un 98% di recensioni positive. Il gioco completo non ha ancora una data: per ora ci si mette in lista dei desideri e si aspetta. Se il filone dei negozietti cozy vi ha già conquistati con Leafy Corner, l’idea di trasformare il salone del barbiere in un confessionale politico merita almeno un giro di prova: è lì che, tra un colpo di rasoio e l’altro, le opinioni si sono sempre fatte più sincere.

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