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Sony alza le stime dell’anno e ammette che qualcosa nella lineup PlayStation è saltato

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Il 31 luglio Sony ha presentato i conti del primo trimestre dell’anno fiscale 2026 e ha alzato le previsioni per l’intero esercizio. Nell’elenco delle voci che quelle previsioni le tirano invece verso il basso ce n’è una che non c’entra con i cambi né con i dazi: gli aggiustamenti alla roadmap dei titoli first party del FY26, cioè dei giochi prodotti internamente da PlayStation. Sony non dice quali, e non lo dirà.

Un trimestre piatto tenuto in piedi dai rimborsi dei dazi

I numeri del trimestre chiuso il 30 giugno, messi in fila da This Week in Videogames, dicono che la divisione Game & Network Services ha fatturato 937,1 miliardi di yen, circa 5,8 miliardi di dollari, praticamente quanto un anno fa. L’hardware è sceso: 1,6 milioni di PS5 spedite nel trimestre contro i 2,5 milioni dello stesso periodo del 2025, un calo del 36 per cento, che porta comunque il totale da inizio vita a 95,3 milioni di unità. La quota di download digitali è arrivata all’82 per cento. Gli utenti attivi mensili sono 125 milioni, record per un mese di giugno, ma il tempo di gioco complessivo è calato del 4 per cento.

L’utile operativo, invece, è cresciuto del 37 per cento. Non per i giochi: per i dazi. Sony si aspetta circa 80 miliardi di yen di rimborsi sulle tariffe statunitensi nel corso dell’anno fiscale, e ne ha già incassati circa il 70 per cento in questo trimestre. Sono i dazi che l’azienda aveva pagato e che le sono stati restituiti dopo che la Corte suprema americana li ha dichiarati illegittimi. Nel frattempo il prezzo della PS5 negli Stati Uniti era già stato alzato per assorbirli, e come ha notato GameSpot, non risulta che quel rimborso stia tornando indietro a chi la console l’ha pagata di più.

La riga sui giochi che Sony non spiega

Nella stessa pagina in cui alza le stime, Sony indica tra i fattori negativi l’impatto degli aggiustamenti alla roadmap first party. È il linguaggio con cui una trimestrale registra un gioco cancellato, rinviato oltre la fine dell’anno fiscale, o ridimensionato: un titolo che era a budget non porterà ricavi entro marzo 2027. Insider Gaming osserva che i due giochi PlayStation con una data pubblica dentro quella finestra, Marvel’s Wolverine il 15 settembre e God of War: Laufey il 16 febbraio 2027, risultano entrambi confermati. Quindi si tratta di qualcosa che non era mai stato annunciato, oppure di un’espansione, oppure di una versione aggiuntiva di un gioco già uscito. Nessuno di questi tre casi produce un comunicato, ed è esattamente il motivo per cui la riga sta in un bilancio e non in un post sul blog.

Sul resto Sony si è mostrata parecchio più esplicita. Le previsioni annuali salgono del 3 per cento sui ricavi e del 10 per cento sull’utile operativo, e l’azienda punta a un anno record per PS5 nonostante la crisi delle memorie, dichiarando di aver già bloccato i quantitativi di RAM necessari a coprire i volumi previsti per il FY26.

Vale la pena tenere insieme le due cose, perché vengono dalla stessa call: quella in cui la direttrice finanziaria Lin Tao ha risposto per la prima volta alla protesta sulla fine dei dischi, dicendo che al momento Sony non vede alcun impatto sul proprio business. L’avevamo raccontata quel giorno. Sui dischi, dove c’era da rassicurare gli analisti, la risposta è arrivata in chiaro. Sui giochi che non usciranno, sette parole in una tabella.

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