Un utente ha chiesto a Kim Hyung-tae perché Shift Up non faccia lavorare i suoi disegnatori invece di affidarsi all’intelligenza artificiale. Il fondatore e amministratore delegato dello studio coreano ha risposto che Evie l’hanno disegnata i suoi disegnatori.
Lo scambio è del 31 luglio, lo stesso giorno in cui è uscito il video musicale di Stellar Blade: Blood Rain, e sta ancora sul profilo personale di Kim. Evie, ha scritto, è stata “creata dalla testa ai piedi dai nostri talentuosi artisti e modellatori” in oltre un anno di lavoro: l’IA non la costruisce da zero, la renderizza e la presenta partendo dai dati e dai design fatti dal team. Poi la richiesta finale, guardare il video tenendolo presente.
Nessuno gli aveva chiesto chi avesse disegnato Evie.
La difesa era già scritta nei titoli di coda del video
Il filmato dura tre minuti e mezzo, si intitola “Wanna be in LOVE” e mostra la nuova protagonista di Blood Rain che canta un pezzo pop girando per la città cyberpunk del gioco: ne abbiamo scritto quando è uscito. In chiusura porta i loghi di Second Eve Studio e A.I. Labs, le due strutture interne accreditate, sopra una riga in piccolo che dichiara il video realizzato con le risorse di gioco di Blood Rain e rigenerato con supporto dell’IA. La spiegazione tecnica che Kim chiede di tenere presente stava quindi dentro il video da prima che qualcuno protestasse, scritta dallo studio stesso.
Le obiezioni riguardavano un’altra cosa: che il primo pezzo di marketing importante del gioco sia stato generato invece che disegnato e animato, da uno studio che con Goddess of Victory: Nikke viene stimato tra i primi venti incassi mondiali del gacha e che ha in squadra un compositore di giochi ritmici, autore di buona parte della colonna sonora di Nikke. La replica non ha spostato niente: sotto il post di Kim la risposta più ripetuta è che nessuno stesse discutendo la paternità del personaggio, e le domande rimaste aperte le ha elencate Kotaku: su quali materiali sia stato addestrato lo strumento interno, quanti dei fotogrammi finali vengano davvero dal gioco, quante persone abbiano lavorato al video contro quante ne siano servite per il modello.
A gennaio Kim aveva già spiegato al governo coreano a cosa serve l’IA
A gennaio Kim aveva già esposto la posizione dello studio a un briefing nazionale sulla strategia di crescita economica della Corea del Sud, con il presidente sudcoreano in sala: Shift Up mette circa 150 persone su un gioco, in Cina ne impiegano tra 1.000 e 2.000, e senza l’IA il divario di quantità e rifinitura non si colma. Nessuno perderà il posto, ha aggiunto, perché con quegli strumenti “una persona può fare il lavoro di cento”.
Sette mesi dopo, quella frase ha un reparto aziendale e un logo nei titoli di coda. Come nota GamesRadar, quello che Kim descrive somiglia a un modello addestrato in casa sui materiali dello studio, ma è una ricostruzione: Shift Up come azienda non ha diffuso nessun comunicato, non ha spiegato la lavorazione del video e non ha detto se userà gli stessi strumenti dentro Blood Rain, che non ha ancora una data di uscita. L’unica presa di posizione resta la risposta di un dirigente a un singolo utente, che nei giorni successivi è diventata il titolo di Kotaku, PC Gamer e GamesRadar.
Kim disegna personaggi da quasi trent’anni: illustratore dal 1997, art director di Blade & Soul a NCSoft, fondatore di Shift Up nel 2013. Chiede di guardare Evie sapendo quante ore di lavoro umano ci sono nel modello. È esattamente il motivo per cui i suoi fan non vogliono vederla muovere da un generatore.


