La Peste Draconica cambia volto: Capcom insegue l’equilibrio strategico
La Peste Draconica di Dragon’s Dogma 2 sta per essere rivoluzionata, un cambiamento che mira a trasformare quella che molti consideravano una punizione cieca in una reale scelta tattica, come riportato da Rock Paper Shotgun. Fin dal lancio, l’afflizione che colpisce le Pedine ha diviso la community: da una parte un potenziamento brutale in combattimento, dall’altra il rischio concreto di vedere intere città di NPC sterminate nel sonno se non curata in tempo.
Più controllo, meno genocidi involontari
L’aggiornamento 3.2, previsto per fine agosto, interviene pesantemente sulla gestione del virus. Nonostante i precedenti tentativi di rendere i sintomi più evidenti, il sistema presentava ancora criticità evidenti. I benefici della malattia non venivano comunicati con chiarezza ai giocatori e, una volta scoperta l’infezione, le opzioni per gestirla erano drastiche o limitate.
Con la nuova patch, le Pedine infette otterranno potenziamenti bellici tangibili e inediti: potranno stordire i nemici giganti colpendo le gambe o attaccare le creature più piccole senza consumare resistenza per un periodo limitato. Soprattutto, debutta una cura specifica, il “Dragonsbaulk Draught”, un oggetto che permetterà di eradicare il morbo senza ricorrere al classico e brutale metodo del “lancio nel fiume” della Pedina. L’idea è quella di spingere chi gioca a una valutazione consapevole: tenere un compagno infetto per sfruttarne la furia distruttiva o curarlo subito per evitare disastri.
Un compromesso che toglie pepe al viaggio?
Questa mossa di Capcom profuma di normalizzazione. La Peste Draconica era una delle poche meccaniche davvero spigolose, arroganti e “sporche” rimaste nel mercato dei grandi RPG, un genere che spesso tende a smussare ogni angolo per non scontentare nessuno. Trasformarla in un alterazione di stato standard, con tanto di pozione specifica e bonus leggibili a schermo, ci sembra un passo indietro rispetto alla visione originale di un mondo imprevedibile e pericoloso. Se prima la peste era un’ansia costante che costringeva a osservare ossessivamente gli occhi dei propri compagni, ora rischia di diventare una semplice gestione di risorse. Ci aspettiamo un gioco sicuramente più godibile per la massa, ma perdiamo quel brivido da “roulette russa” che rendeva Dragon’s Dogma 2 un’esperienza fuori dal comune. Scommettiamo che, con l’arrivo dell’espansione Dark Arisen a ottobre, la sfida dovrà essere cercata altrove, perché la Peste Draconica ha appena perso i suoi artigli più affilati.


