Rideshare “Stimulator”: la gig economy diventa un’odissea urbana tra weirdo e rating
Saber Interactive continua a diversificare il proprio catalogo con una mossa decisamente insolita, annunciando la pubblicazione di un nuovo progetto sotto la propria etichetta: Rideshare “Stimulator”, un simulatore di guida sviluppato da Unigine che mette i giocatori nei panni di un autista privato in una metropoli decisamente sopra le righe. La notizia, riportata inizialmente da Rock Paper Shotgun, svela un titolo che promette di mescolare il realismo tecnico tipico dei simulatori moderni a una narrazione che punta tutto sul grottesco.
Il cliente (non) ha sempre ragione
La struttura di base rispetta i canoni del genere: bisogna prelevare i passeggeri, portarli a destinazione nel minor tempo possibile e rispettare il codice della strada, a meno che la fretta non suggerisca manovre più azzardate. Ogni scelta al volante e lo stato di manutenzione dell’auto influiscono direttamente sul rating, sulle recensioni e, soprattutto, sulle mance. I soldi guadagnati non servono solo a fare bella figura, ma sono fondamentali per la sopravvivenza economica, coprendo i costi dei lavaggi e le riparazioni meccaniche necessarie per restare in attività.
Il cuore del gioco, tuttavia, batte sui sedili posteriori. La fauna metropolitana è composta da casi umani e personaggi bizzarri: si va dal passeggero che tiene a precisare di non essere stato bandito da tutti gli acquari del mondo (ma solo da uno specifico), a chi è fermamente convinto che i semafori siano controllati dagli uccelli, fino a chi approfitta della corsa per paragonare il conducente al proprio nipote fallito. Questa componente satirica sembra voler stemperare la durezza intrinseca di un lavoro spesso alienante, trasformando ogni turno in una sorta di test di resistenza psicologica.
Luci e ombre del volante
L’estetica spinge sul fotorealismo, una scelta tecnica precisa per attrarre gli appassionati di simulazione pura, nonostante il tono dei dialoghi suggerisca un’opera più surreale. Al momento il titolo non ha ancora una data di uscita ufficiale, ma la gestione dei danni e il sistema di progressione basato sulla reputazione suggeriscono una progressione articolata, dove la pazienza dell’autista conta quanto l’abilità nel parcheggio.
L’idea di trasformare in intrattenimento la gig economy ci lascia con più di un interrogativo. Da un lato, il rischio di banalizzare le difficoltà di un settore lavorativo complesso è alto, ma dall’altro, la scelta di calcare la mano sull’assurdità dei clienti ci sembra la strada giusta per dare un’identità a Rideshare “Stimulator”. Se gli sviluppatori riusciranno a bilanciare la serietà della guida con una scrittura graffiante, potremmo trovarci di fronte a un interessante esperimento sociale su quattro ruote. Ci aspettiamo che la satira non sia solo un contorno, ma il vero motore di un gioco che, altrimenti, rischierebbe di essere solo una malinconica copia della realtà.


