Il 21 luglio lo studio Creepy Brothers ha annunciato su X che i suoi tre giochi pubblicati su console erano stati tolti dallo store Xbox, e che la stessa procedura era partita per Nintendo e PlayStation. Su Xbox non erano spariti solo dal negozio: erano spariti anche dalle librerie di chi li aveva già comprati.
La distinzione conta più di quanto sembri. In un delisting normale il gioco esce dal negozio e chi lo ha acquistato continua a scaricarlo quando vuole. In quello che gli appassionati chiamano hard delisting sparisce anche la possibilità di riscaricarlo dalla cronologia degli acquisti. È la forma rara, ed è quella capitata a Creepy Tale, Creepy Tale 2 e StrikeForce Kitty, come ha raccontato per primo TrueAchievements. Chi li ha ancora installati sulla console li apre e ci gioca. Chi li ha disinstallati, o cambia console, no.
I due Creepy Tale sono avventure a scorrimento disegnate a mano, con enigmi e sezioni di fuga, ambientate in un immaginario da fiaba dei fratelli Grimm; StrikeForce Kitty è un platform parodico in cui una squadra di gatti raccoglie costumi che ne cambiano le abilità. Non sono blockbuster e non sono nemmeno riempitivi da store: su Steam il primo Creepy Tale ha 475 recensioni con il 79% di giudizi positivi, il secondo ne ha 1.276 con l’86%, StrikeForce Kitty ne ha 977 con l’89%.
Una lite sulle royalty tra due aziende, il conto a una terza parte
La versione dello sviluppatore è pubblica e circostanziata: il publisher console No Gravity Games avrebbe violato i termini dell’accordo e non pagato le royalty per diversi anni. Lo studio ha scritto di essere dispiaciuto che a rimetterci siano i giocatori, ma di non avere avuto scelta. Interpellato da TrueAchievements, No Gravity non ha risposto, e nei giorni successivi non ha commentato pubblicamente l’accusa: la ricostruzione, per ora, resta quella di una parte sola.
Dettaglio che aiuta a capire chi ha in mano l’interruttore: altri tre capitoli della serie Creepy Tale restano regolarmente in vendita su console, perché lì il publisher è Sometimes You e non No Gravity, come ha notato Delisted Games. Non c’è nessuna piattaforma che ha deciso di ripulire il catalogo: c’è un contratto di pubblicazione che si è rotto. Chi abbia materialmente chiesto la rimozione allo store non è stato dichiarato da nessuna delle due parti, e lo studio si è limitato a scrivere che non aveva scelta.
Microsoft, dal canto suo, non ha spiegato perché in questo caso la rimozione sia arrivata fino dentro le librerie invece di fermarsi alla vetrina, che è il comportamento abituale. Nessun rimborso è stato annunciato da nessuna delle parti.
Il publisher di porting, l’anello della catena che nessuno guarda
No Gravity Games è un piccolo publisher polacco specializzato nel portare giochi indie sulle console, come si descrive nel comunicato di lancio di Creepy Tale 2. È un mestiere che esiste per una ragione concreta: portare un gioco su Xbox o Switch significa conversione tecnica, certificazione, gestione della scheda store e degli aggiornamenti, cioè costi e competenze che uno studio di poche persone non ha. Lo studio cede i diritti console, il publisher mette i soldi e il lavoro, e la scheda prodotto finisce intestata a lui.
Funziona finché i due vanno d’accordo. Quando smettono, l’acquirente scopre di essere legato non allo sviluppatore che ha amato, ma a un contratto tra due aziende che non ha mai letto e su cui non può fare niente. Su Xbox Creepy Tale è uscito il 28 settembre 2021 e il secondo capitolo era annunciato per il 17 novembre dello stesso anno: chi li ha comprati allora ha pagato per una licenza che quasi cinque anni dopo si è rivelata dipendente dai pagamenti tra terzi.
Un precedente c’è, e porta lo stesso nome. A giugno 2026 era stato tolto dalle librerie Xbox anche Bullets & Brains, sviluppato da Ajvar Studio e pubblicato sempre da No Gravity, per motivi che non sono mai stati resi noti. Due casi in due mesi sullo stesso publisher non dimostrano da soli un dissesto, ma sono il tipo di coincidenza che uno sviluppatore indie farebbe bene a guardare prima di firmare.
Su PC nessuno ha toccato niente
Su Steam i giochi di Creepy Brothers sono tutti al loro posto, e al 28 luglio erano regolarmente in vendita, perché lì li pubblica direttamente lo studio senza intermediari; i due Creepy Tale si comprano anche su GOG. Chi ha comprato Creepy Tale su PC ce l’ha. Chi lo ha comprato su Xbox no. Stesso gioco, stessi soldi, due esiti diversi decisi da un contratto altrui.
Il fronte console, intanto, si muove a velocità diverse: le rimozioni da PlayStation Store e da eShop Nintendo sono state annunciate lo stesso 21 luglio, ma il 24 luglio i due Creepy Tale risultavano ancora in vendita su PlayStation Store secondo PlayStation LifeStyle, mentre Pure Xbox riferiva negli stessi giorni che dall’eShop Nintendo erano già spariti. Sull’ipotesi che le librerie PlayStation subiscano lo stesso trattamento di quelle Xbox nessuno, per ora, ha dato garanzie.
Tre giochi da dieci euro sviluppati da uno studio piccolo non fanno una crisi di sistema, e secondo la ricognizione di Pure Xbox nell’era Xbox moderna non è mai capitato a un titolo di primo piano. Ma il meccanismo che li ha cancellati è lo stesso che regge l’intera libreria di chiunque, ed è lo stesso per cui Sony ha annunciato la rimozione di 551 film dalle librerie di chi li aveva comprati, alla scadenza di una licenza. Sono i casi che rendono ogni volta meno teorica la domanda su cosa si compri davvero quando l’acquisto non è possesso.
Il contratto tra Creepy Brothers e No Gravity Games lo hanno firmato in due. A pagarlo è un terzo, che non lo ha mai letto e non era invitato al tavolo.


