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Blighted: nel nuovo gioco degli autori di Guacamelee il potere e la difficoltà sono la stessa barra

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In ogni sistema di controllo esiste un anello di retroazione, cioè un punto in cui l’uscita torna indietro e modifica l’ingresso. Se la retroazione è negativa il sistema si stabilizza, come il termostato che spegne la caldaia quando la stanza è calda. Se è positiva il sistema si eccita da solo e va fuori scala, come il microfono avvicinato alla cassa.

Blighted mette il giocatore dentro il secondo tipo, e lo chiama progressione.

Lo sviluppa e lo pubblica DrinkBox Studios di Toronto, cioè quelli di Guacamelee!, Severed e Nobody Saves the World. Esce in autunno 2026 su PC e Nintendo Switch 2 lo stesso giorno, come annunciato al Nintendo Indie World del 3 marzo. Sulla scheda Steam la data resta un generico 2026 e le etichette dicono metroidvania, action RPG, souls-like, isometrico, cooperativo.

Il male è anche la barra dell’esperienza

L’ambientazione parte da un’idea di lutto che vale il prezzo del biglietto. Nel villaggio del protagonista i morti venivano sepolti con un seme piantato nel cervello. Da quei semi cresceva una foresta, e i frutti di quegli alberi conservavano le memorie dei defunti, tramandandole di generazione in generazione. Poi è arrivato Sorcisto, che ha cominciato a mangiare i cervelli crudi invece di aspettare gli alberi, ha distrutto la foresta della memoria e ha liberato sul mondo una corruzione chiamata Blight.

Il sopravvissuto sei tu, e sei già infetto.

Qui sta l’anello. Il Blight che ti scorre addosso è insieme la tua fonte di potere e il tuo sistema di difficoltà: più lo accumuli, più diventi forte, e più il mondo attorno a te, i nemici e tu stesso vi trasformate. Divorare il cervello di un boss sconfitto ti consegna le sue memorie, allarga il tuo repertorio di mosse e apre strade nuove sulla mappa, ma ti corrompe ancora un po’. La condizione di vittoria e quella di sconfitta condividono la stessa variabile.

Non è una difficoltà dinamica come quella dei giochi che ti abbassano la guardia quando muori troppo. Quella corregge verso la stabilità, questa amplifica: sei tu a decidere quanto lasciare salire il segnale, sapendo che oltre una certa soglia rientra.

Un cambio di dimensione

Va segnalata una cosa che circola storta: Blighted non è un action in due dimensioni come tutto quello che DrinkBox ha fatto finora. È tridimensionale, con inquadratura isometrica, e per uno studio che si è costruito la reputazione su Guacamelee! è un salto tecnico non banale.

Chi ci ha giocato ha visto il resto. Shacknews lo ha provato su una build Switch 2 durante il Partner Preview alla GDC di marzo, e descrive un incrocio fra esplorazione classica da dungeon e parate in stile souls, con un boss cavallo scheletrico che in due si abbatte meglio. La cooperativa, locale oppure online, funziona con l’amico che entra e esce a partita in corso, come già in Nobody Saves the World.

Alle musiche c’è Jim Guthrie, che ha firmato Superbrothers: Sword & Sworcery EP e Below.

Il punto aperto è che non esiste nessuna demo pubblica: l’unica build giocabile è passata da un evento riservato alla stampa a marzo, e sulla scheda Steam non c’è ancora una recensione. Per un gioco atteso entro l’autunno, con la stagione già cominciata in altri calendari, restano parecchie ore di gioco su cui nessuno fuori da Toronto può dire niente. Se nel frattempo cercate qualcosa di duro da mettere sotto i denti, il soulslike retrò provato a giugno regge bene.

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