I didn't expect Stranger Than Heaven to have such deep, satisfying combat

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Stranger Than Heaven, il combat di RGG è più intelligente che mai

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Stranger Than Heaven: RGG si prende sul serio (e le mazzate pure)

C’è un nuovo RGG Studio in arrivo, e non è un altro Yakuza. Chi ha messo le mani su Stranger Than Heaven alla SGF racconta un combat system che fa a pugni con tutto quello che il team ha fatto finora. Niente più martelloni sul tasto del quadrato: ogni braccio e ogni gamba si controllano separatamente, con grilletti e dorsali. Un sistema che, a sentire chi l’ha provato, non è un vezzo, ma la spina dorsale di un picchiaduro che chiede cervello, non solo riflessi. Ad anticiparlo è stato PCGamesN, che ha passato 45 minuti solo con gli scontri.

L’idea è semplice sulla carta: il protagonista Makoto Daito ha arti indipendenti. Con L1 parate un colpo a sinistra, con R2 molli un gancio destro. I nemici non stanno a guardare: imparano, si adattano, fanno finta di essere a terra per poi falciarvi le gambe. Nella demo, dopo due round di sgherri con mazze e un brutto ceffo, il vero test è stato un boss: agile, letale in due colpi. Per batterla bisognava aspettare l’apertura giusta, colpire col braccio opposto al suo lato scoperto, non forzare mai. Una lezione di pazienza, non di potenza.

RGG non ha mai brillato per profondità nei combat, salvo i capitoli a turni. Stranger Than Heaven sembra voler colmare quel vuoto con un sistema quasi da picchiaduro 2D: studiare i pattern, fintare, punire. La vera incognita è come questi boss si inseriranno nel mondo aperto. Nella demo si arrivava da loro come fossero in attesa, senza cutscene. Se il gioco terrà fede a quella libertà, abbiamo un titolo che potrebbe davvero ridefinire lo standard dello studio.

Ci sembra una mossa coraggiosa, e per una volta non ci dispiace. RGG poteva sfornare l’ennesimo brawler da crampo al pollice, e invece sceglie di alzare l’asticella chiedendo al giocatore di pensare prima di colpire. Il rischio è che la complessità spaventi chi cerca il solito Yakuza da buttare giù in relax, ma scommettiamo che il pubblico di nicchia e gli amanti dei soulslike (sì, il paragone esce sempre) apprezzeranno. La domanda è: il resto del gioco sarà all’altezza? Se la storia e l’ambientazione reggono il passo di questo combat, Stranger Than Heaven potrebbe diventare il vero nuovo inizio per RGG. Noi siamo pronti a farci male di nuovo.

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