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Molleindustria lancia Future? No Thanks!, la satira sull’utopia ecosocialista

Tempo di lettura: 2 minuti

Un paradiso ecosocialista per morire dal ridere (o di rabbia)

Il panorama indipendente si arricchisce di una satira affilata con l’arrivo di Future? No Thanks!, l’ultima fatica di Paulo “Molleindustria” Perdicini che, come segnalato da Rock Paper Shotgun, mette in scena lo scontro generazionale definitivo in un mondo aperto dai toni pastello. Il titolo proietta i giocatori nei panni di Harvey Huffstone, un boomer incattivito e fuori tempo massimo, che decide di farla finita richiedendo l’eutanasia legale in un futuro dominato dai valori ecosocialisti.

Una “Bucket List” contro il politicamente corretto

Harvey non vede l’ora di andarsene da questa realtà fatta di burger di grilli, distributori automatici di cannabis e bagni senzienti. Tuttavia, per ottenere il via libera alla “morte programmata” e dimostrare che non si tratti di un acquisto d’impulso, deve completare una lista di desideri generata da un’intelligenza artificiale basata sui suoi dati personali. Il risultato è una parodia dei compiti tipici dei giochi open world: fumare un sigaro, bere una Coca-Cola o riuscire a mangiare una bistecca di carne vera, ormai introvabile dopo l’abolizione dell’allevamento intensivo.

Il tono dell’opera non risparmia nessuno: se da un lato deride l’ottusità conservatrice di Harvey, dall’altro scaglia frecciate contro l’accademismo della nuova società. I dialoghi sono densi di riferimenti culturali, passando da citazioni futili a discussioni su Michel Foucault, mentre la veste grafica pulita e minimalista si accompagna a un doppiaggio di ottima fattura. Persino i cliché videoludici finiscono nel mirino, con la possibilità di raccogliere rametti sperando in ricompense segrete proprio come nei titoli più blasonati degli ultimi anni.

Artigianato digitale senza padroni

Sviluppato dichiaratamente senza l’intervento di capitalisti, marketer o speculatori, il progetto si presenta come un gioco artigianale realizzato con talenti locali. Nonostante il tema della morte assistita possa sembrare cupo, il gioco evita il dramma pesante preferendo la caricatura. Harvey stesso si muove come una versione imbruttita di Danny DeVito e corre con le braccia all’indietro in una sorta di parodia geriatrica di Naruto. L’esperienza completa promette circa sei ore di contenuti attraverso sette missioni non lineari, con un lancio fissato proprio per il 22 luglio.

Il punto della redazione

Siamo davanti a un esperimento che ci stuzzica parecchio. In un’industria che tende a rifugiarsi in distopie post-apocalittiche tutte uguali o in mondi fantasy rassicuranti, usare l’open world per fare satira politica pura è una mossa coraggiosa. Molleindustria ha sempre avuto il dente avvelenato, e vederlo applicare la sua lente deformante al genere dei “sandbox” ci sembra la boccata d’aria fresca (o di fumo di sigaro anacronistico) di cui avevamo bisogno. Non ci convince del tutto la retorica del “senza capitalisti” quando poi si finisce inevitabilmente sullo store di Valve, ma scommettiamo che il valore del gioco risieda proprio nella sua capacità di far sentire a disagio chiunque lo impugni, indipendentemente dal proprio orientamento politico.

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