Sabato scorso ho pagato due euro per un floppy disk vuoto a un mercatino dell’elettronica usata, solo per aggiungerlo alla mia collezione di hardware ormai morto (sì, sono fatta così, chiedete pure al mio balcone pieno di basilico e circuiti). Quello stesso misto di tenerezza e attaccamento macabro per gli oggetti a fine vita mi ha travolta appena ho avviato la demo di Entropy, il nuovo progetto di Lovely Hellplace, lo studio britannico già autore del cult Dread Delusion, qui di nuovo in coppia con l’etichetta indie horror DreadXP. Ho passato la serata nella città di Draenog, ho visto due polmoni rianimati aggredirmi come primi nemici e sono uscita dalla sessione con una certezza: il team ha cambiato genere, non anima.
Un Rinascimento marcio, non il solito dark fantasy
Graficamente Entropy resta fedele all’estetica chunky e spigolosa dell’era PS1, con inquadrature fisse che incorniciano bene la direzione artistica. Ma è l’ambientazione a colpire di più: non il consueto dark fantasy, bensì un Rinascimento post-apocalittico dove armature a piastre e mode da lanzichenecco convivono con archibugi a miccia e un innesto di body horror. Poi ti ritrovi i primi due nemici che sono, letteralmente, un paio di polmoni rianimati, e capisci che la vena gotica del team non si è persa per strada.

Dal primo persona alla scacchiera
Con il pad in mano, Entropy abbandona la prima persona di Dread Delusion per una struttura da JRPG vecchia scuola (i giochi di ruolo giapponesi a turni), mappa del mondo esplorabile inclusa, che scimmiotta apertamente i vecchi Final Fantasy. Non è la prima volta che il tattico a turni attraversa le nostre pagine: lo stesso impianto, con esiti diversi, l’avevamo trovato in Diorama Break e nel minimalismo di Crystal Project. Il combattimento tattico a turni qui funziona e restituisce un buon feeling, anche se la demo lascia intravedere solo una fetta delle sue reali profondità, complice un accesso anticipato a magie e armi che nel gioco completo si sbloccano più avanti.
Il vero processo in background: mercenari usa e getta
La meccanica più interessante, e la più discussa da chi ha già messo le mani sulla demo su Steam, riguarda la gestione del party. Non guidi un gruppo di eroi predestinati: guidi una fila di mercenari procedurali, spawnati come thread usa e getta, che pretendono una percentuale sul bottino di fine battaglia. Se muoiono, e muoiono eccome, il gioco li tratta come farebbe un garbage collector con un oggetto senza più riferimenti: li dealloca e via, per sempre. Il tuo alter ego no: quello resta protetto da un blocco di memoria a parte, dato che secondo l’anteprima di MonsterVine il protagonista non può morire in modo permanente, a differenza dei mercenari assoldati. Concludere uno scontro e ritrovarti un compagno con un braccio amputato, menomazione che resterà per tutta la sua permanenza nel gruppo, restituisce un senso di precarietà quasi contabile: ogni turno è un ciclo di CPU che potresti non riavere indietro.

Dove il codice s’inceppa: le critiche della community
Le criticità, però, sono fisiologiche. Gestire turni affollati, scorrendo le azioni di una lunga coda di carne da cannone generata proceduralmente, ha fatto storcere il naso a chi avrebbe preferito un party fisso da cinque membri anziché una fila potenzialmente infinita di mercenari usa e getta: sulla bacheca Steam del gioco più di un giocatore segnala lo stesso timore, cioè che con una squadra numerosa finisci per spianare ogni scontro, oppure perdi una battaglia importante e con essa mezza rosa. C’è chi ha proposto uno schema fisso a cinque, tre in prima linea e due nelle retrovie, più elegante della fila attuale.
Allo stesso modo, chi aveva amato la libertà esplorativa di Dread Delusion, guarda con sospetto le dinamiche più rigide del turno per turno, temendo una struttura narrativa fin troppo lineare rispetto all’agentività a cui erano abituati.
Entropy entrerà in Accesso Anticipato il 18 agosto 2026 con il primo atto, le “Gloaming Isles”, completo: due città, tre dungeon e diverse location minori, come confermato da Turn Based Lovers. La demo attuale, che ricorda per tono e crudeltà Skald, è un blocco di memoria instabile ma promettente. Se Lovely Hellplace riuscirà a sfoltire la coda dei turni prima del lancio, avremo tra le mani uno dei tactical JRPG più cattivi dell’anno. Se invece lascerà tutto così com’è, la fila di mercenari sacrificabili rischia di diventare l’ennesimo processo zombie che nessuno ricorda di chiudere.


