Offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

La CEO di Xbox licenzia 3.200 persone e diventa consulente della Federal Reserve sul lavoro

Tempo di lettura: 2 minuti

Il 9 luglio 2026 la Federal Reserve ha annunciato cinque task force consultive per affinare la propria politica monetaria. Tra i pochissimi nomi scelti per quella su produttività e lavoro compare Asha Sharma, CEO di Xbox da poco più di quattro mesi. Tre giorni prima, la stessa Sharma aveva firmato il memo che confermava 3.200 licenziamenti nella divisione che dirige. La banca centrale americana, evidentemente, non ha trovato nulla di stonato nel chiedere consigli sull’occupazione a chi, una settimana prima, stava firmando le lettere di licenziamento.

Un curriculum costruito sull’IA, non sui bilanci dei videogiochi

Prima di guidare Xbox, Sharma è stata a capo del gruppo CoreAI di Microsoft, e in precedenza ha lavorato come VP Product & Engineering su Messenger e Instagram Direct in Meta, oltre a un passaggio da Instacart. È diventata CEO di Xbox a febbraio 2026, dopo l’uscita di Phil Spencer e Sarah Bond dai vertici della divisione. Il suo profilo spiega perché la Fed l’abbia scelta proprio per il compito che le è stato assegnato: la task force “Produttività e Lavoro” dovrà valutare l’impatto economico delle nuove tecnologie general purpose, IA inclusa, sulle decisioni di politica monetaria. Sharma è l’unica CEO in carica tra tutti i consulenti nominati dalla banca centrale; gli altri nomi del settore privato sono in prevalenza accademici o ex dirigenti già usciti di scena.

Il “reset” che ha svuotato quattro studi e mezzo

Per capire cosa significhi in pratica la sua gestione della “produttività”, basta guardare il reset di Xbox annunciato appena il 6 luglio. Sharma ha scritto ai dipendenti che l’azienda opera con margini “3-10 volte inferiori” a business paragonabili, e ha messo sul tavolo 3.200 tagli complessivi nell’anno fiscale, oltre alla cessione di quattro studi (Compulsion Games e Double Fine tornano indipendenti, Ninja Theory e Undead Labs passano a nuovi proprietari non ancora resi noti) e all’avvio della procedura, imposta dal diritto del lavoro francese, per la cessione anche di Arkane Lyon. Nello stesso periodo sono emerse le prime conferme ufficiali dei tagli interni, incluse le centinaia di posizioni sparite in ZeniMax Online e a id Software.

Sharma stessa ha attribuito la crisi a una strategia precedente di eccessiva espansione, senza però fare il nome di Spencer: secondo lei l’azienda si è “semplicemente allargata troppo”. È una lettura plausibile quanto comoda: distribuisce la responsabilità su anni di acquisizioni altrui e la separa dal conto attuale, quello dei licenziamenti firmati da lei.

Chi altro siede al tavolo della Fed

Il resto della squadra scelta per la stessa task force comprende l’economista di Stanford Charles I. Jones, che collabora anche con Anthropic, e l’investitore Marc Andreessen, cofondatore di Andreessen Horowitz. Sul fronte “Data” figura invece l’ex CEO di Walmart Doug McMillon. Il presidente della Fed Kevin Warsh ha motivato le nomine parlando di “prospettive rigorose” per sostenere le decisioni del Comitato Federale per il Mercato Aperto: non è dato sapere, dai documenti pubblicati finora, quali criteri abbiano portato specificamente a Sharma rispetto ad altri dirigenti del settore tech con un curriculum IA simile.

Resta il fatto che, nello stesso comunicato in cui la banca centrale rivendica il proprio “impegno incrollabile” per la massima occupazione, compare la firma di chi ha appena tagliato un quinto della forza lavoro della sua azienda. Se la task force cerca un caso di studio su come l’automazione e la riorganizzazione aziendale impattino i posti di lavoro, difficilmente ne troverà uno più fresco di quello che Sharma porta già in valigia.

offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

Potrebbero interessarti