In passato ho fatto il rappresentante di giochi da tavolo. Era un lavoro che adoravo, anche in virtù del fatto che potevo diffondere questa passione sia con i negozianti che con i loro clienti. Non ci ho guadagnato molto, ma mi andava bene così. C’è però un episodio che ricordo in particolare, quando andai da un rivenditore di videogiochi aperto da poco vicino casa mia. Beh, mi trattò a pesci in faccia. Era uscita la ps5 da qualche mese e mi sentii dire “I giochi da tavolo non si vendono quanto i videogiochi”, pensate che mi rise addirittura in faccia. E parliamo di un periodo dove in un gioco da tavolo di trenta euro te ne restavano almeno dieci di guadagno, quindi non era una brutta idea introdursi su questo mercato. Quel rivenditore non fu l’unico da allor, non avete idea di quanti negozi mi chiusero la porta in faccia dicendomi che tanto loro avevano i videogiochi di seconda mano e i pc da gaming in affitto.
Beh, tutti quei negozi ora non ci sono più, in particolare nel locale del tizio che mi rise in faccia c’è ora un negozio di bomboniere. Ci sono però negozi di carte Pokemon ovunque, persino dove vivo io che è praticamente una città di provincia si trovano bustine e box in ogni negozio di giocattoli o di grande distribuzione di elettronica. Hanno persino aperto un ,are di attività che vendono solo carte! E volete sapere cosa accadrà fra un anno, massimo due? Chiuderanno anche loro. Già il reparto gaming del centro commerciale dove lavoro attualmente ha solo mezza parete per i videogiochi, mezza per le carte e il resto dedicato a Lego e qualche Funko Pop. E una parete per le cuffie da gaming. Ho più cuffie che giochi in negozio.
Questo perché sia ai negozianti che ai videogiocatori ma soprattutto ai produttori non frega nulla del media, non esistono eroi che vivono per la passione del gioco. Certo, fa piacere regalare un sorriso a un ragazzino perché si è riusciti a convincere il padre a prendere la PS5 con quel Dragonball in offerta, ma né io né chi sta sopra di me lo fa per favorire il mercato dei videogiochi, la motivazione principale è, semplicemente, il guadagno. Così sono i videogiocatori, quelli che si lamentano del fatto che il fisico stia sparendo ma che fanno a gara a chi preordina prima GTA 6 in digitale, possibilmente quello con i dlc. E non sia mai che qualcuno osi criticarli!
Giustamente qualcuno potrebbe chiedermi cosa si dovrebbe fare. Rinunciare a GTA 6? Ma ovvio che no, non riuscite a rinunciare a ogni cagata che esce anche quando costa un migliaio di euro, figurarsi se potreste perdervi GTA 6. Insomma, il mercato di videogiochi è fatto di ipocriti, stupidi e codardi. Da tutte le parti, siano essi produttori, venditori o videogiocatori come voi.
Io non sono un ipocrita, tu sei un ipocrita!
No, non lo sono. Perché quando il Gamepass è salito di prezzo, io ho smesso di prenderlo. Quando la Nintendo ha messo in commercio una console con delle schede che ti costringevano a scaricare il gioco per giocarci, non l’ho presa e io ho console nintendo dalla prima DS in poi… E mi sono anche pentito d’aver preso Far Cry 6, mi ero convincere dall’hype (il cinque l’ho adorato) e sono rimasto deluso dalla mancanza di doppiaggio italiano e dal gameplay. Però lo dico, ho fatto una sciocchezza. Attenzione, non mi sento un eroe, sono consapevole d’essere uno dei tanti che non ama ciò che sta accadendo ma ho il buonsenso di starmi zitto. Perché voi che vi lamentate dei licenziamenti di Microsoft, siete gli stessi che fino a qualche giorno volevate boicottare un gioco perché era “woke”. E la cosa buffa è che quel gioco non l’avreste comprato a prescindere perché non v’interessava. Comprerete però GTA 6. Quello sì. E, ripeto, lo farete lamentandovi di Sony che sta eliminando i dischi, finché non uscirà la PS6 che prenderete anche a peso d’oro.
Chiariamo una cosa: questa editoriale non è stata scritta per insultare gli utenti o denigrarli, è stata scritta perché ogni giorno vedo gente che si schiera verso profittatori che, se avessero motivo di guadagnarci, vi sterminerebbero uno per uno. Microsoft non è una benefattrice, è una casa dove due imbecilli di nome Sara Bond e Phil Spencer pensavano che la gente avrebbe speso 27 € al mese per giocare un gioco di ultima generazione in cloud con nemmeno la grafica 4k. Due che lavorano per una casa che ha speso miliardi per acquisire studi di sviluppo che volevano ripagarsi con qualche ricarica di un servizio in abbonamento. Nemmeno Nintendo è una benefattrice, saranno pure bravi a fare gli inchini ma non dimentichiamoci che hanno cercato di venderci controller di cartone e libretti d’istruzione in digitale. E pensate un po’: non lo è nemmeno Sony!
Insomma, tanti stupidi idioti con in mano un mercato enorme che producono live service vecchi di otto anni e affossano produzioni come Helldivers 2 o il futuro Marvel Tokon perché devi per forza fare login con il loro servizio online. Anche se non ha senso, visto che ci sto giocando su di un’altra piattaforma.
E stupidi sono i negozianti attuali. Anzi, codardi. Mi dispiace dirlo, sono stato negoziante anche io e ho visto mio padre piangere quando ha dovuto chiudere il negozio dove lavorava da quarant’anni, schiacciato dalla grande distribuzione. Ma i negozianti di videogiochi degli ultimi dieci anni sono stati particolarmente codardi. Perché se ha difficoltà un colosso come Gamestop anche quando comincia a vendere custodie per cellulare, figurati tu che puoi permetterti di ordinare massimo un disco per gioco in uscita. Disco dove ci guadagni cinque euro quando va bene. Una delle motivazioni per cui alcuni negozi di videogiochi non mi facevano ordini era “Non abbiamo soldi”. E confermo che faranno una brutta fine anche i negozi di carte che hanno aperto negli ultimi anni. Già vedo tavoli vuoti e vetrine con box invenduti. Dico, è tanto difficile seguire il mercato? Non vedete che ovunque ci giriamo è pieno di arene di Beyblade X? Informati e trattale, no? Ripeto, perché ovviamente qualche genio rimarcherà la cosa, non ci godo perché ci sono passato anche io, ma se non hai il coraggio di cambiare è inutile accumulare debiti su debiti.
E nei prossimi anni? Come saranno i negozi o gli angoli dedicati ai videogiochi? Semplice, non saranno, verranno eliminati e inglobati dentro altri reparti. Nei negozi e nei centri commerciali ci sarà ancora l’angolo giochi ma sarà fatto solo di gadget. Non ci sarà più scelta, non potrete comprare quell’Hades o il nuovo capitolo di Metro, ci saranno al massimo un espositore con i cartoncini con un codice per comprare l’FC, il GTA o Minecraft oltre alle già presenti ricariche di Fortnite, Spotify e compagnia bella. Prima avevamo pareti immense piene di giochi, ora avremo l’espositore con i cartoncini. Esattamente come il reparto dischi o quello dei libri che trovavate negli anni 90, il reparto giochi sarà un lontano ricordo e chi chiederà una console in un centro commerciale verrà reindirizzato a quella vetrina accanto ai portatili.
Insomma, la prossima volta contate fino a dieci prima di giustificare Valve o qualsiasi altro produttore. Non è necessario facendo studi incredibili per poter dimostrare che siete pronti a inchinarvi verso chi non si fa scrupoli a lasciare in mezzo alla strada migliaia di lavoratori per decisioni idiote, nel tentativo di spillarvi l’ultimo euro del vostro conto. Perché quando lo fate, lo sappiamo perché lo fate, per denigrare questa o l’altra casa. “Xbox fa schifo, licenzia la gente, mica è come Sony!” “Eh, ma Xbox ha il gamepass!”
Vi ripeto: fanno tutti schifo, questa sorta di fanboysmo fatto di boicottaggi, proteste e a post furiosi non vi farà ottenere nulla, finché continuerete a regalare dei tutto esaurito per i loro prodotti.
Oppure, se vi fa sentire meglio, continuate pure a lamentarvi.
Se la cosa vi console…


