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Bernie Sanders attacca Microsoft: profitti record, Xbox più cara e 3.200 licenziati

Tempo di lettura: 3 minuti

Bernie Sanders non ha mai toccato un controller Xbox in vita sua, probabilmente, ma sa leggere un bilancio meglio di parecchi analisti di settore. Lunedì 6 luglio il senatore indipendente del Vermont ha pubblicato su X un post che mette in fila, uno via l’altro, i numeri che Microsoft avrebbe preferito tenere separati: i profitti record, lo sgravio fiscale concesso dall’amministrazione Trump, lo stipendio del CEO e, sull’altro piatto della bilancia, i licenziamenti e il rincaro delle console Xbox annunciati nella stessa settimana.

I numeri che Sanders mette in fila

La sequenza costruita da Sanders è quasi un problema di aritmetica per le scuole medie. Microsoft ha chiuso l’anno con 101 miliardi di dollari di profitti, ha incassato uno sgravio fiscale da 12,5 miliardi concesso da Trump e ha pagato il suo amministratore delegato, Satya Nadella, 96 milioni di dollari. Nello stesso periodo l’azienda alza il prezzo delle console Xbox fino a 150 dollari in più ed elimina 3.200 posti di lavoro nella sola divisione gaming, parte di un taglio complessivo da 4.800 posizioni (circa il 2,1% della forza lavoro globale del gruppo), come confermato dalla Chief People Officer Amy Coleman. La chiosa di Sanders è la frase che l’immagine che circola online riprende come titolo: “It never trickles down”, non ricade mai verso il basso.

Il rincaro non nasce nel vuoto

Dal 1° agosto il modello da 512 GB della Xbox Series X/S costerà 100 dollari in più, quello da 1 TB 150 dollari in più, e la configurazione da 2 TB sparirà del tutto una volta esaurite le scorte. Microsoft non ha collegato pubblicamente l’aumento a un singolo fattore, ma lo ha inserito nel solco di pressioni che attraversano tutto il comparto hardware, incluso il rincaro dei componenti di memoria di cui absolutegamer.it si è già occupato analizzando il cartello della RAM. È un dettaglio che ridimensiona un po’ la lettura di Sanders, senza però intaccarne la sostanza: il costo dei chip di memoria spiega perché il prezzo sale, non spiega perché lo stipendio del CEO sale insieme ai licenziamenti.

Non è la prima crociata di Sanders contro Xbox

Il senatore non scopre l’esistenza di Microsoft in queste ore. Nel 2022, insieme alle colleghe ed ai colleghi Elizabeth Warren, Cory Booker e Sheldon Whitehouse, Sanders aveva già bersagliato il paracadute d’oro concesso a Bobby Kotick dopo l’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft. La Federal Trade Commission provò allora a opporsi all’operazione, senza riuscire a bloccarla né a rallentarla in modo significativo. L’ex presidente dell’authority, Lina Khan, che guidava l’agenzia proprio durante quella battaglia, ha osservato nel 2025 che il comportamento di Microsoft dopo la fusione ricalca punto per punto ciò che aveva provato ad anticipare. Il precedente aiuta a inquadrare i post di oggi per quello che sono: la continuazione di un’accusa che la politica americana formula da anni senza riuscire a tradurla in una leva concreta, se non nel megafono di un social network.

I lavoratori non aspettano Washington

Mentre i senatori twittano, i sindacati del settore si muovono su un binario più operativo. La ristrutturazione ha colpito, tra gli altri, i team di Id Software, Bethesda Game Studios e ZeniMax Online Studios, gli stessi che absolutegamer.it aveva già raccontato a proposito dei licenziamenti a Elder Scrolls Online. La rappresentanza sindacale CWA ha fatto sapere, attraverso i suoi vicepresidenti distrettuali, che intende ricorrere a ogni azione legale e contrattuale disponibile per difendere severance, diritti di ricollocazione e priorità di richiamo dei lavoratori coinvolti, come riportato da Massively Overpowered. È la differenza pratica tra un post che denuncia un’ingiustizia e un contratto collettivo che prova a limitarne i danni.

Alla fine, il post di Sanders non cambierà una virgola nel piano di ristrutturazione di Xbox nel 2026, ma ha il merito di spostare per un attimo l’attenzione sul dove va davvero il denaro dei tagli fiscali. Nel frattempo, chi comprava una console per giocare a Call of Duty paga 150 dollari in più, e chi la costruiva quel gioco cerca lavoro.

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