Sono le due del pomeriggio, fuori ci sono trentasette gradi, il condizionatore tira aria tiepida come se fosse lui il primo giorno di Cyberpunk 2077 su PS4 base, e il mio backlog di Steam mi guarda dall’angolo come un rimprovero permanente. In mezzo a questo scenario arriva la notizia che Cyberpunk 2077 ha appena superato i 40 milioni di copie vendute in tutto il mondo. CD Projekt Red lo ha annunciato su X, precisando che il numero comprende sia le copie individuali che quelle vendute come parte della Ultimate Edition. Per festeggiare hanno pubblicato il tweet più corpo dell’anno: “Night City population: 40 million dreamers”.
Il loop della redenzione perenne
Qui il vero UX da studiare non è quello di Night City, è quello del ciclo reputazionale. Lancio disastroso a fine 2020, gioco ritirato dal PlayStation Store per bug e performance indegne su console last-gen, reputazione dello studio in macerie. Poi anni di patch, la revisione 2.0 che ha rifatto perk, combattimento e comportamento della polizia, Phantom Liberty nel 2023 a spostare la conversazione da “cos’era” a “cos’è diventato”. Solo sette mesi fa il conteggio era fermo a 35 milioni: la curva, a quanto pare, continua a salire invece di appiattirsi come dovrebbe fare qualsiasi live-service onesto dopo il primo anno.
Il merito, se vogliamo chiamarlo così, è di un franchising che ha imparato a riciclare ogni evento come carburante per la retention: l’anime Edgerunners nel 2022 ha prodotto uno dei picchi di giocatori più alti di sempre, e ora il teaser di Edgerunners 2 per l’autunno sta facendo lo stesso lavoro sporco. Aggiungici lo sconto del 70% del Steam Summer Sale e il risultato è che il gioco ha toccato 87.025 giocatori simultanei su Steam, contro una media abituale di circa 30.000 di picco serale, praticamente il doppio del suo baseline normale. Il co-CEO Michał Nowakowski ha chiuso il cerchio dichiarando che il traguardo dimostra “the incredible, lasting strength” del gioco, frase da comunicato stampa che per una volta non è nemmeno falsa.
Il paragone d’obbligo è con The Witcher 3, che nell’ultimo anno ha aggiunto altri 5 milioni di copie e ha superato i 65 milioni totali: Cyberpunk resta ancora lontano, ma è entrato ufficialmente nella top 20 dei giochi più venduti di sempre. CD Projekt intanto ha confermato che non è previsto nuovo DLC, la squadra è già spostata su The Witcher 4 e sul sequel dell’universo cyberpunk. La cura palliativa ha funzionato così bene che ora la malattia si chiama franchise strategy.
Il verdetto: un gioco lanciato come un cantiere abbandonato è diventato la prova che al mercato, alla fine, non importa da dove sei partito, ma quanto a lungo riesci a fingerti vivo.


