Ustwo Games punta sui contractor: “Siamo stati troppo romantici” con i dipendenti a tempo indeterminato
Dopo che Monument Valley 3 è stato rimosso da Netflix lo scorso anno, gli sviluppatori Ustwo Games si stanno concentrando principalmente sul PC. Lo riporta Rock Paper Shotgun, che ha raccolto le dichiarazioni della CEO Maria Sayans, anche presidente dell’associazione britannica Ukie.
Il cambio di rotta: meno assunzioni, più contractor
Sayans ha spiegato che lo studio potrebbe essere stato “un po’ troppo romantico” riguardo all’assunzione di personale a tempo indeterminato, preferendo invece affidarsi maggiormente a collaboratori esterni. “Siamo stati un po’ troppo romantici sull’idea che dovremmo avere dipendenti e dare stabilità lavorativa a lungo termine”, ha dichiarato a Game Developer. “Credo che questo ci abbia portato a una situazione in cui, durante la produzione di Monument Valley 3, i contractor rappresentavano una percentuale relativamente bassa della nostra forza lavoro. È un aspetto che intendiamo cambiare in futuro”.
“Odio questa cosa del settore”
Nonostante la scelta, Sayans non la presenta come mera strategia aziendale. “Andando avanti, avremo un team centrale e ogni crescita avverrà tramite contractor, una cosa che odio di questo settore”, ha aggiunto. “Lavoro nell’industria da vent’anni, e quelli di noi che sono entrati nei primi anni 2000 se la sono passata molto bene. Vorresti poter offrire quella stabilità… ma credo che questo sia un cambiamento nel modo in cui vogliamo lavorare in futuro”.
Le sfide economiche e il futuro dello studio
Sayans ha sottolineato che la sede londinese di Ustwo e i costi previdenziali (come le pensioni) rendono difficile eguagliare i budget ridotti che alcuni sviluppatori PC riescono a sostenere per nuovi progetti privi di un marchio consolidato. La dichiarazione arriva in un momento delicato: Ustwo conta oggi poco meno di 30 dipendenti a tempo pieno, in calo rispetto ai circa 40 del picco di sviluppo di Monument Valley 3. Nel 2019 lo studio era stato accusato di union busting dal sindacato indipendente britannico Independent Workers Union, accusa che l’azienda aveva negato all’epoca.


