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Nell’uovo di Pasqua quest’anno troviamo Breath of Fire 4 su Steam (e una sorpresa che nessuno voleva)

Tempo di lettura: 2 minuti

Oggi parliamo di resurrezioni pasquali e di come le grandi corporazioni riescano puntualmente a rovinare un momento di genuina bellezza, perché apparentemente l’industria odierna non può concepire una buona notizia senza allegarci una fregatura. Secondo quanto confermato da GamingOnLinux, mamma Capcom ha finalmente gettato in pasto agli utenti della piattaforma Valve uno dei JRPG più seminali della storia, portandosi però dietro il suo peggior vizio gestionale.

1. Breath of Fire IV

Sviluppatore: Capcom (con l’essenziale co-sviluppo di GOG.com per il restauro)
Genere: JRPG a turni

Facciamo finta per un momento che non abbiate sprecato gli ultimi decenni dietro ad action-GDR senz’anima. Breath of Fire IV è approdato su Steam a inizio mese, e sì, bisogna giocarlo. E no, non ve lo dico per assecondare la solita, stucchevole operazione nostalgia. Ve lo dico perché la direzione artistica di questo titolo impartisce ancora oggi severe lezioni di visual design a chiunque. La maestria nell’ibridare sprite in pixel art divinamente animati e complesse ambientazioni in 3D isometrico ha dettato uno standard estetico e di espressività che la stragrande maggioranza degli indie odierni ancora non ha eguagliato. È un’opera pulita che non ha bisogno di fiumi di filtri bloom per nascondere incertezze anatomiche o pigrizia creativa.

Sotto la scocca artistica pulsa poi un sistema di combattimento feroce, capace di gestire i sei membri del party in rotazione dinamica e permettendo di incatenare magie e combo con un dinamismo che esige rispetto. La narrazione biforcata, divisa tra il viaggio di Ryu e il disincantato risveglio del dio-imperatore Fou-Lu, offre spunti maturi, affrontando imperialismo, orrori bellici ed etica senza farti la predica o ricadere nei cliché del prescelto di turno.

Perché lo amo (e perché dovreste acquistarlo altrove): Il gioco è sublime e il lavoro di restauro per sistemi moderni è impeccabile, peccato solo che Capcom abbia inspiegabilmente infettato questa release di Steam con il DRM The Enigma Protector. Inserire un sistema anti-pirateria intrusivo, che rischia di azzoppare la compatibilità su Linux/Steam Deck, all’interno di un’avventura single-player vecchia di 26 anni è una mossa che trasuda la solita, patetica paranoia corporativa. Il paradosso più esilarante? L’intero porting è stato letteralmente sistemato e co-sviluppato da GOG, che vende questo stesso identico pacchetto in formato rigorosamente DRM-free già dall’aprile 2025. Quindi, fate un favore a voi stessi e all’attivismo per la conservazione digitale: snobbate la release di Steam, evitate di installarvi spazzatura sul PC e andate a comprarlo su GOG, dove vi trattano da consumatori paganti e non da potenziali ladri.

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