Il compositore di Fallout 4: “La gente non era pronta per Starfield, ma diventerà leggendario”
Un’intervista pubblicata da Rock Paper Shotgun riporta le considerazioni del compositore Inon Zur, noto per aver firmato le colonne sonore di Fallout 4 e, appunto, dell’ultimo titolo Bethesda. Secondo la testimonianza del musicista, il gioco spaziale di Todd Howard, inizialmente non compreso appieno, è destinato a raggiungere lo status di opera leggendaria, seguendo il percorso di altre creazioni visionarie del passato.
La visione di Todd Howard secondo il suo collaboratore
Nell’intervista, originariamente realizzata da RPGSite, Zur non ha usato mezzi termini per descrivere il direttore creativo di Bethesda Game Studios. “Todd è una delle persone più creative e stimolanti del settore, se non la più creativa”, ha dichiarato il compositore. “Sa come concedere libertà creativa, ma al tempo stesso sa come indirizzarla verso la sua visione. È un visionario. Vede cose che le persone inizieranno a scoprire solo anni dopo”.
Questa capacità, spiega Zur, si applica inevitabilmente anche a Starfield. “Quando Starfield è stato pubblicato, credo che le persone semplicemente non fossero pronte”, ha affermato. “È un modo diverso di vedere le cose, ma Todd è molto convinto, e ha detto molto semplicemente: ‘Se non vi piace, non vi piace, ma questa è la nuova direzione che stiamo prendendo e ci terremo stretti ad essa’”.
Una profezia per il futuro del gioco
La convinzione di Zur è categorica e si basa sulla fiducia incrollabile nel percorso del regista. Secondo il musicista, il tempo è l’unico fattore necessario per il riconoscimento universale. “Tutte le grandi visioni hanno bisogno di tempo”, ha continuato. “A volte le persone non le comprendono correttamente all’inizio, ma la forza sta nel rimanere fedeli alla propria rotta. Todd resterà fedele alla sua idea per Starfield, che alla fine diventerà qualcosa di leggendario. Ne sono certo. È solo questione di tempo”.
Il contesto di una recezione contrastante
Le dichiarazioni del compositore arrivano in un momento in cui Starfield, nonostante il lancio di grandi ambizioni e l’uscita del DLC Shattered Space, non ha replicato il successo stratosferico e la longevità culturale di titoli del passato di Bethesda come Skyrim o Fallout 4. Il gioco ha affrontato critiche da parte di una parte della comunità e della critica, che ne ha sottolineato aspetti come i mondi percepiti come vuoti o la mancanza di alcuni elementi tipici dell’azione Bethesda.
Tra fede visionaria e realtà dei fatti
L’articolo osserva come l’affermazione di Zur – che Starfield deve diventare eccezionale semplicemente perché Todd Howard lo vuole – assuma quasi le caratteristiche di un atto di fede, paragonabile alle credenze dei culti immaginari presenti nel gioco stesso. Se da un lato il futuro rimane imprevedibile e l’ipotesi potrebbe rivelarsi corretta, dall’altro un approccio così dogmatico rischia di ignorare l’importanza di una analisi critica del prodotto finito e delle reazioni del pubblico.
Si tratta, in sostanza, di una filosofia che sostituisce l’introspezione e il miglioramento con l’attesa passiva di un riconoscimento futuro. Che il “genio” di una visione debba solo essere compreso, piuttosto che adattato o spiegato, è la tesi finale lasciata aperta dal pezzo. Forse, conclude l’autore, il giorno in cui tutti vedranno ciò che Howard e Zur vedono è davvero dietro l’angolo. O forse no. Solo il tempo, effettivamente, potrà dirlo.


