Steam Next Fest 2026: L’intrusione dell’IA generativa preoccupa i giocatori
Secondo un’indagine condotta da PCGamesN, l’edizione inaugurale del 2026 dello Steam Next Fest, solitamente dedicata alla celebrazione delle produzioni indie in arrivo, è caratterizzata dalla controversa presenza di contenuti realizzati con intelligenza artificiale generativa.
Un festival di demo tra critiche e rivelazioni
La manifestazione, progettata come una vetrina per arricchire le proprie wishlist e scoprire nuove esperienze ludiche, deve invece fare i conti con un crescente malcontento. Come evidenziato da un intervento dell’utente Reddit u/SomeRandomArtist31, molti giocatori vorrebbero poter filtrare ed escludere i giochi che fanno uso di IA generativa o di asset ribaltati, esprimendo una netta preferenza per contenuti creati dall’uomo.
L’analisi si è concentrata sui titoli più in voga, selezionati dalla pagina “Top Demi” ufficiale di Valve. Tra i primi 100 giochi più popolari, ben dieci hanno ammesso di aver utilizzato strumenti di IA generativa durante lo sviluppo, avvalendosi del sistema di dichiarazione introdotto da Steam. Sebbene si tratti solo di una frazione rispetto alle 3.456 demo totali disponibili, si teme che la quantità di prodotti considerati di bassa qualità possa aumentare esponenzialmente esaminando le zone meno frequentate del catalogo.

La lista dei giochi e le tipologie di utilizzo
I dieci giochi nella top 100 che dichiarano l’uso di IA generativa sono: Warhounds, Fearwoods*, The Stupendous World, Esports Manager 2026, Wild West Pioneers, FRUKT, Guardians of the Wild Sky, Vacation Cafe Simulator, Data Center e Copa City. Questo dato segue la scoperta, in un’edizione precedente del festival nell’ottobre 2025, di oltre 500 giochi che hanno ammesso un simile utilizzo.
L’analisi rivela alcuni dettagli significativi. Quattro di questi dieci titoli specificano di aver impiegato l’IA esclusivamente per creare contenuti “placeholder”, come immagini o musica, destinati a essere sostituiti nella versione finale. Tuttavia, come sottolineano approfondimenti esterni, questo non annulla il pesante impatto ambientale del processo né le ripercussioni sulla salute delle comunità vicine ai data center.
Un caso a parte è quello di Fearwoods (indicato con un asterisco), il cui artista 2D ha utilizzato strumenti di IA integrati in Photoshop per velocizzare il flusso di lavoro, una pratica considerata da alcuni meno invasiva rispetto alla generazione completa di asset tramite piattaforme come Midjourney o ChatGPT.

Il problema della trasparenza e il ruolo di Valve
Tra i contenuti generati più frequentemente dai primi 100 giochi figurano ritratti, loghi, musiche e doppiaggio: elementi tradizionalmente realizzati da professionisti umani. La fretta di preparare una demo in tempo per il Next Fest non sembra una giustificazione sufficiente per molti giocatori, che rimangono critici verso una tecnologia percepita come dannosa per la creatività autentica.
Sorge inoltre un serio interrogativo sulla trasparenza. I dati si riferiscono esclusivamente ai titoli che hanno scelto di auto-dichiararsi. È plausibile che un numero incalcolabile di altri giochi utilizzi software di IA senza rivelarlo, approfittando del fatto che Valve, al momento, non ha definito sanzioni adeguate per gli sviluppatori che mentono riguardo alla natura dei propri asset. In assenza di conseguenze concrete, non c’è alcun incentivo per gli sviluppatori ad essere onesti di fronte a un pubblico largamente contrario a questa tecnologia.
Conclusione: la necessità di filtri e controlli più severi
La conclusione dell’articolo è netta: Valve ha la necessità urgente di introdurre filtri nello store per permettere agli utenti di escludere programmaticamente i giochi creati con IA dalle proprie ricerche e dai festival. L’attuale sistema di dichiarazione, infatti, penalizza solo gli sviluppatori onesti, mentre permette a chi agisce in malafede di passare inosservato. Se la percentuale del 10% tra i migliori 100 giochi appare già alta, la redazione teme che il dato reale, esteso a tutti i 3.500 titoli partecipanti, potrebbe rivelarsi notevolmente superiore.


