La campagna “Stop Killing Games” si istituzionalizza: nascono due ONG in UE e USA per la preservazione dei videogiochi online
La campagna per la preservazione dei videogiochi online “Stop Killing Games” annuncia un salto di qualità nella sua azione di lobby a lungo termine. Come riportato da Rock Paper Shotgun, i promotori dell’iniziativa, in attesa di un incontro con i legislatori dell’Unione Europea, hanno annunciato la creazione di due organizzazioni non governative (ONG), una in Europa e una negli Stati Uniti. L’obiettivo è presidiare in modo permanente la causa del “diritto alla riparazione” digitale per i giocatori.
Una strategia a lungo termine per non sparire
L’idea di strutturarsi in ONG risponde all’esigenza di dare continuità e peso istituzionale alla battaglia per impedire che i titoli online diventino inaccessibili alla chiusura dei server. Il youtuber e attivista Ross Scott, voce principale della campagna, ha spiegato la strategia in un video aggiornamento. “Il primo vantaggio è che ci permetterà di fare lobbying di contrasto su questo problema a lungo termine”, ha dichiarato Scott. L’obiettivo immediato resta far includere le loro richieste in atti legislativi europei come il Digital Fairness Act, ma l’ONG servirà come veicolo di pressione continuativa anche se queste prime strade non dovessero portare a risultati.
“Questo segnalerà anche che non spariremo su questa questione”, ha aggiunto Scott. La nuova struttura consentirà anche azioni di “watchdog”, come la creazione di siti dedicati dove i giocatori potranno segnalare lo stato di specifici titoli alle agenzie per la protezione dei consumatori, incoraggiandole ad agire.
L’impronta dell’attivismo europeo
La spinta per la creazione delle ONG viene attribuita all’attivista politico tedesco Moritz Katzner, la stessa figura che ha guidato la petizione ufficiale dell’UE che è alla base del prossimo incontro con i politici di Bruxelles. Quella petizione, secondo il conteggio finale, ha raccolto poco meno di 1,3 milioni di firme certificate, superando la soglia necessaria per obbligare la Commissione Europea a esaminare la questione.
Cosa sono le ONG e come opereranno
Nel contesto della campagna, le ONG saranno organizzazioni indipendenti focalizzate su un tema specifico, analogamente a come altre si occupano di disuguaglianza, emergenze mediche o conservazione della fauna. Potranno essere finanziate da donazioni, ma anche da fondi governativi o operare come business, aumentando la loro capacità di azione e influenza nel tempo. La loro creazione avviene mentre i leader della campagna sono in attesa di sapere cosa emergerà dall’incontro con i legislatori UE, un appuntamento di cui, ammettono, “non abbiamo davvero idea di cosa aspettarci”.
La mossa dimostra una volontà di passare da una campagna di protesta episodica a un’azione strutturata e permanente, per cercare di imporre un cambiamento normativo che obblighi gli editori a garantire una sopravvivenza dei giochi anche dopo la fine del supporto ufficiale.

