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Crimson Capes: Se pensate che saltare sia necessario, non avete capito nulla di scherma (o di stile)

Tempo di lettura: 2 minuti

Bentornati. In un’epoca in cui ogni secondo gioco indie sembra un clone sbiadito di qualcosa già visto, ogni tanto spunta fuori un titolo che decide di prenderti a schiaffi con la sua coerenza estetica. Sto parlando di Crimson Capes, l’opera prima (e che opera) del team Poor Locke. Il gioco è approdato su Steam il 12 febbraio 2026, portando con sé un’idea di combattimento che fa sembrare molti altri soulslike dei semplici balli di gruppo per principianti.

Screenshot #1

Crimson Capes (Demo Gratuita Disponibile)

Sviluppatore: Poor Locke
Genere: 2D Action-RPG / Soulslike

Dimenticate il pulsante del salto. Sì, avete letto bene. In Crimson Capes non si salta “a comando” per superare piattaforme messe lì a caso; ci si muove con la precisione di un chirurgo (o di un fottuto visual designer incazzato). Il gioco vi mette nei panni di Milon the Tempest, il leader di una gilda di cacciatori di streghe che serve il re nel regno di Amvros. La narrazione parte come un classico “caccia al mago corrotto”, ma scivola rapidamente in una spirale di ambiguità morale che mi ha ricordato perché amo così tanto la decadenza di Legacy of Kain.

Il cuore pulsante è il sistema di combattimento. È un simulatore di scherma medievale brutale, dove ogni colpo deve essere calcolato. Abbiamo affondi, tagli, finte e un sistema di parata che richiede un tempismo quasi fastidioso per quanto è preciso. Non puoi spammare attacchi: devi gestire la stamina e, soprattutto, leggere la guardia dell’avversario. Gli sviluppatori hanno optato per una prospettiva 2D che sfrutta la profondità e i punti di salto predeterminati (scale, ascensori, ingressi) per mantenere il focus totale sul duello.

A livello tecnico, il lavoro di Poor Locke è una lettera d’amore al pixel art fatto a mano. I modelli 3D sono stati rotoscopiati per ottenere animazioni fluide in un modo che non vedevo dai tempi di Prince of Persia o Flashback. Le cutscene accompagnano un’atmosfera Sword & Sorcery “low magic”: niente esplosioni pirotecniche ogni due secondi, solo l’acciaio che incontra l’osso. Oltre alla campagna principale, il gioco offre le Dynamic Hunts, dungeon procedurali con boss tematici, e una componente multiplayer che include co-op online e invasioni (le “Deathblades”).

Screenshot #5

È un gioco arrogante, punitivo e visivamente delizioso. Richiede dedizione, ma ripaga con una soddisfazione che i titoli che vi tengono la mano non potranno mai darvi. C’è una demo gratuita su Steam: scaricatela, morite male un paio di volte e poi provate a dirmi che non è magnetico. Se cercate la solita passeggiata nel bosco, girate al largo. Qui si impara l’arte della spada o si finisce a fare da concime per i corvi.

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