Il motore di gioco open-source Godot sommerso da codice generato dall’IA
Secondo un resoconto di PCGamesN, il team di manutenzione del motore di gioco open-source Godot sta affrontando un carico di lavoro insostenibile a causa dell’enorme aumento di contributi “spazzatura” generati dall’intelligenza artificiale. A lanciare l’allarme è Rémi Verschelde, sviluppatore storico del progetto e co-fondatore di W4 Games, una delle società principali che sostiene l’engine.
La popolarità in crescita e il lato oscuro
Godot, disponibile dal 2014, ha visto la sua rilevanza crescere esponenzialmente negli ultimi anni come valida alternativa a motori come Unity, conquistando sviluppatori di successo come Mega Crit, che lo ha scelto per “Slay the Spire 2”. Questo successo si è tradotto in un maggior numero di contributi da parte della comunità. Tuttavia, come sottolinea Verschelde, una fetta sempre più consistente di queste submission è costituita da “AI slop”, codice generato automaticamente da modelli linguistici che appesantisce il processo di revisione.

Un problema logorante per i manutentori volontari
Il cuore del problema risiede nelle cosiddette “pull request” (PR), le richieste di integrazione di nuovo codice nella base principale. Verschelde definisce queste PR generate da IA “sempre più logoranti e demoralizzanti” per il team di manutenzione, costretto a mettere in dubbio ogni contributo di un nuovo utente, diverse volte al giorno. La sfida è distinguere se il codice, spesso accompagnato da descrizioni verbose tipiche dell’output AI, sia stato almeno parzialmente compreso e testato da un essere umano, o se sia completamente sbagliato e inutile.
Le domande che i revisori si pongono sono molteplici: l’autore comprende veramente il codice che ha inviato? Ha eseguito dei test o i risultati sono inventati? L’errore è dovuto all’inesperienza umana o all’incapacità dell’IA? La situazione è complicata dal fatto che molti, quando interrogati, dichiarano di aver usato l’IA solo per scrivere la descrizione in inglese, rendendo difficile stabilire i reali confini dell’utilizzo.
Linee guida ignorate e possibili soluzioni
Nonostante le linee guida per i contributori di Godot includano già la richiesta di dichiarare l’uso di strumenti di intelligenza artificiale, questa regola viene spesso ignorata. Il team dedica moltissimo tempo ad assistere i nuovi arrivati per portare le loro PR in uno stato utilizzabile, ma Verschelde ammette di non sapere per quanto ancora sarà possibile sostenere questo ritmo.
Attualmente, la proposta più pragmatica è quella di cercare maggiori finanziamenti per retribuire più manutentori che possano gestire questo “diluvio” di contributi di bassa qualità, oltre al resto del lavoro ordinario. Altre opzioni più drastiche sul tavolo includono la migrazione della piattaforma di sviluppo lontano da GitHub o l’adozione di sistemi di reputazione basati su voti della comunità.
Il rischio di alzare troppo l’asticella
Tuttavia, Verschelde si mostra cauto riguardo a soluzioni che potrebbero innalzare la barriera di ingresso. Abbandonare una piattaforma popolare come GitHub potrebbe ridurre il “rumore”, ma scoraggerebbe anche contributori genuini e semplici utenti che vogliono segnalare bug o partecipare alle discussioni. La sfida è bilanciare l’apertura, principio cardine del progetto open-source, con la necessità di mantenere sostenibile il lavoro del team. Per il momento, la strategia è di monitorare l’evoluzione della situazione, nel tentativo di trovare una soluzione che non tradisca lo spirito comunitario di Godot.


