Un’iniziale cacofonia visiva che si trasforma in un solido hack ‘n’ slash
Secondo un’analisi pubblicata su Rock Paper Shotgun, Romeo is a Dead Man si presenta come un titolo che, dopo un avvio titubante, trova la propria voce, trasformandosi in un action game dalle idee chiare e dalla struttura solida. Sviluppato e pubblicato da Grasshopper Manufacture, il gioco è disponibile dal 11 Febbraio 2026 su Windows tramite Steam ad un prezzo di €44.
La narrazione segue le vicende di Romeo, un poliziotto di provincia trasformato in un samurai cyborg, reclutato per dare la caccia a multiple varianti spazio-temporali della sua ormai malvagia ex, Giulietta. Il caos iniziale è dato da un eclettismo stilistico che racconta la storia attraverso cutscene in Unreal Engine, fumetti animati in stile pulp, stop motion e pixel art in 16-bit, tutto entro la prima mezz’ora.
Una narrazione eccentrica e un gameplay che matura
Non tutte queste trovate sperimentali, tuttavia, trovano il loro scopo nelle fasi iniziali. La trama viene descritta come un nonsense multiversale dai risvolti superficiali, che adotta un’interpretazione piuttosto letterale del ricorrente tema di Suda51, “Kill the Past”. Questa premessa, unita a un combattimento che parte in sordina con nemici basilari come non-morti e golem di carne, rischia di disorientare il giocatore.
La perseveranza viene però premiata. Il gioco rivela una genuina capacità di sorprendere quando decide di “impegnarsi fino in fondo”. Un esempio citato è una sequenza a metà avventura che si trasforma in survival horror, cambiando completamente prospettiva in una camera over-the-shoulder claustrofobica e introducendo meccaniche di stealth e puzzle in stile Resident Evil che non compariranno più altrove. Questi cambi di registro, insieme a intermezzi comici realizzati con mezzi visivi diversi, alleggeriscono i momenti più drammatici.
Un combattimento carnoso e soddisfacente
Fondamentalmente, Romeo is a Dead Man è un buon gioco d’azione. Il sistema di combattimento, superata la lenta partenza, guadagna profondità. Romeo non è agile come Dante o Raiden, ma i suoi colpi possiedono un peso soddisfacente che ripaga della mancanza di acrobazie. Anche la semplice spada di default taglia i nemici con una fisicità gratificante, mentre le armi da fuoco diventano utili per obiettivi specifici.

Il combattimento è aggressivo e ritmato: non esistono parate o blocchi, mentre gli attacchi riusciti riempiono una barra del sangue che permette di sferrare mosse speciali più potenti, le quali a loro volta rigenerano parzialmente la salute. Questo sistema spinge il giocatore a uno scontro continuo e frenetico, dove subire qualche colpo può essere strategico per accumulare potere. Anche la schivata viene descritta più come una manovra offensiva per posizionarsi alle spalle del nemico.

Il fascino dei momenti di pausa e il tallone d’Achille tecnico
Tra una missione e l’altra, si torna all’astronave dell’FBI, che funge da hub. Qui l’umorismo “assurdo” funziona meglio che nella trama principale: si può conversare con agenti eccentrici, coltivare zombie alleati come ortaggi da evocare in battaglia, e farsi preparare dalla mamma di Romeo un curry al katsu potenziante con ingredienti trovati nello spazio.

Il punto dolente viene identificato nel Sub-Space, una dimensione alternativa in stile Tron che si esplora per risolvere enigmi e trovare chiavi. L’estetica da giardino Zen ricreato in una Minecraft modificata è apprezzabile, ma queste sezioni vengono giudicate troppo lunghe e frammentarie rispetto al ritmo incalzante del combattimento. Soprattutto, l’efficienza tecnica crolla in queste aree.
Le prestazioni PC, secondo la recensione, sono altalenanti. Con una RTX 3090 e impostazioni Ultra con DLSS 4 in qualità, mantenere 60fps a 1440p non è garantito, con cali fino a 30fps o meno nel Sub-Space. Anche su Steam Deck, con le impostazioni più basse e FSR, la frequenza scende spesso sotto i 30 fps. Il porting PC è comunque considerato migliore di quello di No More Heroes, offrendo supporto nativo per mouse e tastiera e opzioni grafiche personalizzabili.
Conclusioni
Nonostante le imperfezioni tecniche e alcuni elementi dal ritmo incostante, Romeo is a Dead Man viene giudicato positivamente per la sua capacità di offrire sorrisi, sorprese e combattimenti memorabili, specialmente dopo la fase iniziale. Può non entrare nell’Olimpo dei classici di Grasshopper Manufacture, come potrebbe essere considerato Killer7, ma si conferma come un’esperienza di hack ‘n’ slash solida, carnosa e piena di personalità.




