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Siamo onesti: se pensavate che GTA Online fosse ancora quel far west digitale dove l’anarchia regna sovrana, vi siete persi gli ultimi cinque anni di riunioni degli azionisti di Take-Two. La notizia fresca di giornata è che Rockstar ha deciso di fare pulizia etnica (digitale, si intende) rimuovendo tutte le missioni UGC (User Generated Content) che facevano il verso a Charlie Kirk.
Sì, quel Charlie Kirk. E no, non è una questione di “difesa della democrazia”. È una questione di portafoglio.
Da veterano che ha visto Rockstar passare dal “ce ne freghiamo di tutto” dei tempi di Manhunt a questa versione corporate sterilizzata e antisindacale, la mossa non mi sorprende. Mi fa solo incazzare. Non per Kirk — di cui francamente mi importa quanto del tutorial di un gacha game — ma per quello che questo precedente stabilisce per il futuro del modding e della libertà creativa in un sandbox che dovrebbe essere, beh, un sandbox.
Il Banhammer colpisce a senso unico
Per chi non bazzica i forum oscuri o la scena del modding su PC, ecco la situazione: un gruppo di creatori aveva messo in piedi una serie di Jobs personalizzati usando l’immagine e l’audio di Kirk. Roba satirica, a volte offensiva, spesso rotta e buggata come un lancio Ubisoft. Rockstar ha premuto il tasto rosso.
Contenuti cancellati, account a rischio, cleanup totale. La scusa ufficiale? Violazione dei ToS (Terms of Service) su hate speech e copyright.
Ma non prendiamoci in giro. Ho visto mod in GTA IV che trasformavano Nico Bellic in mostruosità che violavano la Convenzione di Ginevra e nessuno ha mosso un dito per anni. Il tempismo qui è sospetto. Hanno agito con una velocità chirurgica che di solito riservano solo ai glitch che permettono di farmare soldi senza comprare le maledette Shark Cards. Quando si tocca il revenue stream o l’immagine pubblica, il team legale di Take-Two diventa improvvisamente efficientissimo.he
Zelnick, gli azionisti e la paura del “Brand Risk”
Il problema non è politico, è finanziario. Strauss Zelnick (CEO di Take-Two, l’uomo che probabilmente sorride solo guardando i grafici trimestrali) sa benissimo che il clima è cambiato.
Siamo nell’era degli score ESG e della “brand safety”. Avere un gioco associato a figure polarizzanti come Kirk è un liability. Se un investitore istituzionale vede che il tuo prodotto di punta diventa un megafono per la guerra culturale americana, vende le azioni TTWO. E il titolo scende.
È un calcolo freddo. Rimuovere Kirk non costa nulla in termini di player base attiva (o CCU, Concurrent Users), perché chi gioca per grindare non smetterà certo per questo. Ma lasciarlo lì? Rischi la shitstorm mediatica su Twitter/X. E tra una shitstorm e un ambiente controllato, Zelnick sceglie sempre il secondo. È la morte della satira rockstar-iana, quella che prendeva per il culo tutti indistintamente, destra e sinistra.
GTA VI: La grande sterilizzazione
Guardiamo in faccia la realtà: questa è la prova generale per GTA VI. Con un budget che probabilmente supera il PIL di un piccolo stato europeo, non possono permettersi di alienare nessuno.
Vogliono vendere il gioco al tizio con il cappellino MAGA e alla studentessa della NYU con i capelli blu. Se permetti alla community di creare contenuti che fanno incazzare una delle due parti, perdi potenziali acquirenti.
La rimozione delle missioni di Kirk è un segnale. Il prossimo GTA sarà tecnicamente impressionante, sicuro. Avrà una fisica pazzesca, certo. Ma avrà quel “mordente”, quel gusto per lo scandalo che hanno reso celebre San Andreas? Ne dubito fortemente. Stiamo andando verso un theme park approvato dal comitato etico aziendale, dove la trasgressione è solo estetica e mai sostanziale.
Il funerale del “Rockstar Edge”
Quello che mi manda ai matti è l’ipocrisia. Rockstar ha costruito un impero sulla controversia. Hot Coffee, la violenza di Manhunt, le battute scorrette di Bully. Erano i cattivi ragazzi dell’industria.
Oggi sono diventati i poliziotti del loro stesso quartiere.
Se volete un consiglio, godetevi le vecchie glorie o cercate giochi indie se volete vedere qualcuno che ha ancora le palle di rischiare. GTA Online è diventato un centro commerciale di lusso: bello da vedere, ma guai a chi scrive sui muri. Hanno cancellato Kirk oggi. Domani toccherà a qualsiasi cosa possa far alzare un sopracciglio a uno sponsor.
Benvenuti nella nuova era. È pulita, è sicura, e puzza terribilmente di soldi facili.



