Avete finito gli avanzi del cenone? Bene. Perché se pensavate che gennaio fosse il mese del riposo, quello in cui si recupera il backlog accumulato dal 2015, vi sbagliavate di grosso. O meglio, il 2026 inizia col botto, ma è un botto strano: un mix bizzarro di progetti risorti dalla tomba digitale, esperimenti sociali da 200 giocatori che sanno già di disastro glorioso e sparatutto che Twitter ha deciso di odiare a prescindere.
Personalmente, trovo sempre affascinante questo periodo dell’anno. È come se l’industria stesse smaltendo la sbornia natalizia buttando nella mischia titoli che non hanno paura di rischiare. Beh, più o meno.
In questo articolo
- Hytale: Il Miracolo a Cubetti
- Highguard: Il Bersaglio Preferito dell’Internet
- The Midnight Walkers: Zombie in Ascensore
- Cairn: Simulatore di Ansia e Vertigini
- Code Vein II: Anime, Sangue e Spigolosità
- StarRupture: Lavori Forzati nello Spazio
- No Rest for the Wicked: La Redenzione?
- Vast Islands: Il Caos Organizzato
Hytale: Il Miracolo a Cubetti

È vivo! Diciamocelo, a un certo punto abbiamo pensato tutti che fosse vapore digitale. Annunciato quando eravamo tutti più giovani e pieni di speranze (era il 2018, un’altra era geologica), comprato da Riot Games, smontato, probabilmente rimontato al contrario e poi rifinito, Hytale sta davvero uscendo. E no, non è un pesce d’aprile fuori stagione.
L’idea sulla carta è quella che sogniamo da anni: prendete la libertà creativa dei sandbox a cubetti, ma dategli finalmente un senso di avventura concreto — dungeon veri, boss che richiedono più di tre colpi e una trama che non devi inventarti tu nella testa per non annoiarti. I dev promettono mari e monti (letteralmente, visto che è procedurale) e strumenti per i modder disponibili dal day one. Costa una ventina di dollari e, nota dolente per noi puristi della libreria unificata, non è su Steam. Preparatevi psicologicamente all’ennesima icona sul desktop. Sarà il “Minecraft killer” o solo un bel ricordo nostalgico potenziato? Lo scopriremo presto.
Highguard: Il Bersaglio Preferito dell’Internet

Povero Highguard. Ai The Game Awards è salito sul palco tutto fiero, forte del pedigree di veterani che ci hanno regalato perle come Titanfall (che riposi in pace nei nostri cuori) e Apex Legends, e la reazione del pubblico è stata… beh, avete presente il suono di un palloncino che si sgonfia lentamente in una stanza vuota?
Il web, nella sua infinita saggezza — e cinismo — lo ha già etichettato come “l’ennesimo hero shooter generico” con personaggi che hanno il carisma di un semaforo spento. Ma, e qui c’è il colpo di scena che mi aspetto, il gameplay sembra incredibilmente solido. Si spara, si distruggono muri per assaltare le basi nemiche e c’è una fase PvE interessante prima del massacro PvP. Potrebbe essere il classico caso di “brutto da vedere, fantastico da padroneggiare”. O potrebbe essere deserto entro febbraio. Fate le vostre scommesse, ma io un occhio ce lo butto. E poi, hey, almeno gli eroi non hanno pronomi, giusto?
The Midnight Walkers: Zombie in Ascensore

Sentivate il bisogno viscerale di un altro extraction shooter? No? Nemmeno io, onestamente. Il genere è saturo. Però aspettate, questo ha un twist che mi ha incuriosito: invece di correre per boschi infiniti o città deserte orizzontali, siamo chiusi nel Liberty Grand Center, un grattacielo che è fondamentalmente un centro commerciale dell’apocalisse.
La novità “frizzante” qui è la verticalità estrema. Niente cerchio della morte che si stringe in modo artificiale, ma un gas tossico che invade piani a caso, costringendovi a prendere ascensori (che sono palesi trappole mortali) o scale per scappare. C’è il tizio col martello, quello che fa i cocktail curativi (genio) e ovviamente altri giocatori pronti a rubarvi il bottino guadagnato col sudore. È claustrofobico, è pieno di zombie e probabilmente mi farà urlare contro il monitor come ai vecchi tempi di Left 4 Dead, ma con più ansia per il loot.
Cairn: Simulatore di Ansia e Vertigini

Se la vostra idea di “divertimento” è gestire manualmente dove mettere la mano destra mentre la sinistra sta scivolando verso una morte certa e pixelosa, Cairn è il vostro gioco. Dimenticate l’arrampicata automatica e fluida di Assassin’s Creed; qui siamo dalle parti della fisica punitiva di QWOP o Death Stranding, ma in verticale.
Dovete scalare il Monte Kami gestendo risorse ridicole come gesso per le dita e chiodi, il tutto mentre il vostro personaggio cerca di non sfracellarsi. È un survival roguelike che promette di farvi sudare le mani sul controller (letteralmente, spero abbiate un grip decente). Perfetto per chi pensa che la vita quotidiana non sia già abbastanza stressante e cerca quel brivido di frustrazione gratificante.
Code Vein II: Anime, Sangue e Spigolosità

Tornano i vampiri emo post-apocalittici. Se vi piaceva il primo, che affettuosamente chiamiamo tutti “Anime Souls”, questo sembra essere la versione sotto steroidi. Hanno aggiunto le moto — perché sì, perché fa figo — un sistema di partner che si spera sia più intelligente della media e la possibilità di “assimilare” i nemici.
La trama promette di “trascendere il tempo”. Ora, da vecchia frequentatrice di JRPG, so che questo linguaggio significa solitamente “non ci capirai nulla fino ai titoli di coda, e forse nemmeno dopo, ma sarà bellissimo da vedere”. Preparatevi a outfit improbabili, fisica dei vestiti discutibile e armi decisamente più grandi dei personaggi che le impugnano. Il mio guilty pleasure del mese.
StarRupture: Lavori Forzati nello Spazio

Sviluppato dai sadici che hanno creato Green Hell (e chi lo ha giocato sa di cosa parlo), questo titolo combina la gioia ossessiva di costruire fabbriche complesse con il terrore puro di essere mangiati da insetti alieni giganti. È praticamente un incrocio tra Factorio e un FPS survival ad alto tasso di adrenalina.
Siete su un pianeta che cerca attivamente di uccidervi con cataclismi naturali mentre voi cercate disperatamente di ottimizzare la catena di montaggio. Ottimo se avete degli amici con cui urlare in cooperativa su Discord mentre la vostra base va a fuoco. L’automazione non è mai stata così stressante.
No Rest for the Wicked: La Redenzione?
Ah, No Rest for the Wicked. Un titolo che ho seguito con un mix di amore e frustrazione. Bello da vedere come un quadro in movimento, artisticamente sublime, ma al lancio girava come una presentazione in PowerPoint su un tostapane. Le polemiche sulle performance e sulla mancanza del multiplayer avevano fatto infuriare molti, me compresa. E voglio sorvolare sulle dichiarazioni del CEO Thomas Mahler su questioni di genere, guerra in Ucraina e sulle voci di ambiente di lavoro tossico in Moon Studios perché non è il mio campo ma diciamo che se sei un cretino a volte questo si riflette sulle tue opere e beh…
Comunque, il 22 gennaio arriva finalmente la patch che tutti aspettavamo, quella che introduce la co-op a 4 giocatori. È il momento della verità: riuscirà a farsi perdonare un lancio zoppicante e a diventare l’action RPG definitivo che doveva essere? O continueremo a guardare le slide dei frame che calano, ma questa volta in compagnia? Spero vivamente nella prima opzione.
Vast Islands: Il Caos Organizzato
200 giocatori in un server. Survival medievale. PvP libero. Cosa potrebbe mai andare storto? Probabilmente tutto, ed è esattamente questo il bello. Menzione d’onore per l’ambizione smisurata: o sarà il prossimo fenomeno virale che intaserà Twitch per mesi, o un disastro glorioso di lag, glitch e anarchia totale. In ogni caso, varrà la pena esserci, anche solo per raccontare “io c’ero”.


