Larian want to complete Divinity in "three to four years", and they're making limited use of generative AI

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Il nuovo Divinity di Larian: sviluppo lampo e l’ombra dell’IA generativa

Tempo di lettura: 3 minuti

Larian Mira a Tempi di Sviluppo Ridotti e Utilizzo Mirato dell’IA per il Nuovo Divinity

Secondo quanto riportato da Rock Paper Shotgun, Larian Studios intenderebbe ridurre significativamente i tempi di sviluppo per il suo prossimo RPG della serie Divinity, puntando a un ciclo di “tre-quattro anni” totali, inclusa l’eventuale fase di accesso anticipato. Questa previsione, condivisa dal CEO Swen Vincke, contrasta con i circa sei anni impiegati per la realizzazione di Baldur’s Gate 3, un periodo in parte prolungato dalle interruzioni legate alla pandemia.

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Accelerare lo Sviluppo Mantenendo la Qualità

L’obiettivo di Larian è consegnare un titolo con “ampiezza e profondità maggiori che mai”, ma in un lasso di tempo più contenuto. Vincke, in un’intervista a Bloomberg con Jason Schreier, ha sottolineato come un ciclo di sviluppo di tre-quattro anni sia “molto più sano” rispetto ai sei. Per raggiungere questo traguardo, lo studio prevede di sviluppare missioni e trame in parallelo, aumentando contestualmente il numero di scrittori e sceneggiatori. Larian vanta attualmente un organico di 530 persone distribuite in sette sedi, inclusa la recente apertura di uno studio a Varsavia.

Nonostante la spinta verso una maggiore efficienza, Vincke ha chiarito che il processo creativo “non può essere accelerato”. Secondo il CEO, giochi come Baldur’s Gate 3 hanno beneficiato del tempo concesso agli sviluppatori per esplorare idee e scartare quelle meno funzionali. Il giornalista ha evidenziato come sia spesso sottovalutato il numero di volte in cui determinate implementazioni si rivelano inefficaci a metà percorso.

L’Intelligenza Artificiale come Strumento di Supporto

Un aspetto interessante emerso riguarda l’utilizzo “limitato” dell’intelligenza artificiale generativa all’interno di Larian Studios. Sebbene l’IA sia stata impiegata per fasi esplorative, come lo sviluppo di concept art, la creazione di presentazioni interne o la stesura di testi provvisori (placeholder), Vincke ha assicurato che “tutto ciò che appare nel gioco finale è opera di attori umani; scriviamo tutto noi stessi.” Non ci sarebbero quindi elementi generati dall’IA nel prodotto finale.

Questa introduzione di strumenti IA non è avvenuta senza qualche resistenza interna da parte di alcuni sviluppatori, ma Vincke ritiene che ora “tutti in azienda siano più o meno a loro agio con il modo in cui la stiamo usando”. L’articolo di Rock Paper Shotgun suggerisce che l’automazione di alcune attività potrebbe essere correlata al desiderio di accelerare il lancio del nuovo Divinity, sebbene Vincke non abbia riscontrato “grandi guadagni in efficienza” dall’impiego dell’IA. Viene inoltre ricordato che l’utilità dell’IA generativa è ampiamente dibattuta, con preoccupazioni legate ai consumi energetici e alla generazione di contenuti “clone” o errati, spesso in nome di “profitti oligarchici”, come riportato da alcune analisi di settore come quelle di Harvard Business Review e MIT News.

Il trailer di annuncio di Divinity mostra scene ricche di fango, sangue e malattie, confermando l’estetica grintosa del mondo di gioco. A rassicurazione dei fan, è stato chiarito che tutto questo è stato creato “a mano da esseri umani” e non generato da intelligenza artificiale.

Le Sfide della Crescita e il Futuro di Divinity

Vincke ha anche espresso preoccupazione per la crescita di Larian Studios, riconoscendo che, a differenza di molte grandi aziende di videogiochi quotate in borsa, Larian non ha effettuato licenziamenti di massa negli ultimi anni. Il CEO ha ammesso che la dimensione attuale dello studio è necessaria per realizzare giochi complessi, ma porta con sé “un sacco di responsabilità che non pensavi di avere”. La crescita, infatti, espone a “nuovi problemi che non si potevano immaginare esistessero”.

Il nuovo RPG di Divinity, successore di Divinity: Original Sin 2, sarà un CRPG a turni e presenterà un mondo più oscuro rispetto a quello visto in Baldur’s Gate 3.

Aggiornamento: In seguito a critiche online sull’uso dell’IA generativa, Vincke ha rilasciato dichiarazioni in cui ha affrontato le preoccupazioni, affermando che è “qualcosa di cui discutiamo costantemente internamente”, come riportato ulteriormente da Rock Paper Shotgun.

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