Ci sono titoli che si basano sul comfort di soluzioni già rodate: sequel, remake, reboot, remaster e le mille altre forme di rimaneggiamento della stessa minestra.
E poi, a un certo punto, arrivano titoli che propongono una struttura comunque familiare e rodata, con un piccolo twist rispetto al solito sci-fi cyberpunk abbandonato nel cemento oppure l’usuale fantasy verde rigoglioso.
Un piccolo twist che mette tutto in discussione.
È il caso di Unemployment 2018 simulator, un’avventura grafica fatta con tutti i crismi della Lucasarts dei primi anni ’90.
Il concept del gioco gira attorno alla vita di un disoccupato chiuso in casa che deve combattere contro l’ansia e la depressione della sua condizione cercando in ogni modo di non farsi sopraffare da queste.
E così deve sopravvivere svolgendo semplici task come rimettere in ordine, andare a fare la spesa, pulire il bagno, ecc.

Il titolo con la sua estetica giocoforza spartana aumenta quel nichilismo intrinseco del concept, e guardando la demo ci si domanda: ma esiste effettivamente una via d’uscita da tutto questo?
Evidentemente lo scopriremo solo quando sarà disponibile il titolo completo, per il momento possiamo tentare di combattere l’ansia delle bollette e dei messaggi della mamma con generatori di dopamina quali il porno, una partita a Doom e un match saltuario su Tinder.
Oppure forse già da questa versione del gioco potremmo iniziare a scoprire cosa si cela dietro alla malinconoia di questo appartamento.
Un titolo che riserva mille frecciatine al mondo moderno: la pressione dei media con i loro ragebait e tutto quell’insieme indefinito di elementi che costituiscono l’incubo della quotidianità del 2025.
Un insieme di chicche tutte da scoprire, che una dopo l’altra scavano quell’abisso che prima o poi ci dirà “Heylà! Ciao, come stai?”
Tra le altre cose gli autori sono italiani*, non siamo di fronte a un titolo che si rifà a un contesto culturale lontano come quello americano o giapponese, quindi è un qualcosa che sentiremo ancora più vicino.
(*) li abbiamo avuti come ospiti nell’intervista relativa al loro Placid plastic duck simulator
La demo è disponibile su Steam, buona dopamina a tutti.


