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Dune: Awakening in solo e pvp – Lupo Solitario o Signore della Guerra?

Tempo di lettura: 7 minuti

Nel panorama affollato dei survival MMO, ogni nuovo annuncio viene accolto con un misto di speranza e scetticismo. Devo ammetterlo, quando Funcom ha svelato il suo Dune: Awakening, il mio sopracciglio da giornalista veterano si è inarcato. Funcom, che di sabbia e sopravvivenza se ne intende dopo l’esperienza con il loro precedente Conan Exiles, ha deciso di misurarsi con un’icona sacra della fantascienza. La sfida è di quelle che fanno tremare i polsi: tradurre la complessità politica, la spietatezza ambientale e il misticismo dell’universo di Frank Herbert in un’esperienza multiplayer su vasta scala. Ma la domanda che molti si pongono, me compreso, è semplice: in un mondo online persistente, c’è posto per chi preferisce camminare da solo sulle dune di Arrakis? O siamo destinati a una perenne guerra tra gilde per il controllo della Spezia? Analizziamo insieme cosa ci aspetta.

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Un Survival MMO diverso dal solito

Prima di addentrarci nelle dinamiche di gioco, la carta d’identità del titolo è chiara e promettente. Sviluppato e pubblicato da Funcom , Dune: Awakening è un survival MMO con forti elementi RPG e di avventura , costruito sul potente Unreal Engine 5, una scelta che promette un’eccezionale fedeltà visiva per i desolati ma maestosi paesaggi di Arrakis. Il modello di business scelto è il buy-to-play: si acquista il gioco e si avrà accesso a future espansioni e DLC a pagamento. Niente abbonamento mensile , e soprattutto – una scelta che personalmente apprezzo molto – gli sviluppatori hanno dichiarato che non ci sarà un negozio in-game con microtransazioni che possano alterare gli equilibri di potere o conferire vantaggi competitivi. Una presa di posizione netta, che mira a costruire una community basata sul merito e non sul portafoglio. Il lancio su PC è previsto per il 10 giugno 2025, con un accesso anticipato dal 5 giugno per le edizioni speciali. Le versioni per PlayStation 5 e Xbox Series X/S sono in fase di sviluppo e arriveranno in un secondo momento.

Dune Awakening: All Details About Multiplayer, PvP, and More

Arrakis in solitaria: Un’utopia possibile?

Andiamo dritti al punto che interessa a molti: si può giocare a Dune: Awakening da soli? La risposta breve è sì, ma con dei ‘ma’ grandi come un verme delle sabbie. Funcom è stata chiara: il gioco è “online only”. Dimenticatevi una modalità offline o una campagna single-player separata dall’esperienza condivisa. Ogni volta che entrerete in gioco, vi connetterete a un server, popolato da altri giocatori.

Questo significa che anche giocando “da soli”, vedrete inevitabilmente le basi costruite da altri e incrocerete altri sopravvissuti durante le vostre esplorazioni. Il concetto di gioco in solitaria qui va ridefinito come autosufficienza all’interno di un ecosistema persistente. La buona notizia è che Funcom ha confermato che si potranno completare missioni e contratti per conto proprio. I primi riscontri dai tester indicano che l’esperienza solitaria è non solo fattibile ma anche divertente, specialmente per chi ama esplorare con i propri ritmi.

Tuttavia, non è tutto rose e fiori. Il “grind”, la raccolta ripetitiva di risorse, diventa notevolmente più pesante per chi gioca da solo, specialmente per i materiali di alto livello come l’acciaio. E sebbene l’equipaggiamento avanzato, come un Ornitottero, sia un’impresa quasi proibitiva da costruire in solitaria a causa delle risorse richieste , il gioco offre percorsi alternativi: si può sempre acquistarne uno raggiungendo il rango 4 di una fazione e accumulando la considerevole somma di 120.000 crediti. Una soluzione pragmatica, che mostra come Funcom abbia pensato anche a chi non ha una gilda alle spalle.

Sopravvivere da soli: Guida pratica per il Fremen che è in voi

Per un lupo solitario che si avventura nelle sabbie di Arrakis, l’efficienza è tutto. I primi passi sono guidati, insegnando le basi della sopravvivenza: come trovare acqua estraendola dalle piante, creare oggetti essenziali e costruire un primo rifugio. Ma per prosperare, servono strategie. Una “build” del personaggio ben studiata è cruciale; i primi feedback suggeriscono che una configurazione ibrida con la spada si dimostra particolarmente efficace nel PvE, permettendo di eliminare i nemici con facilità.

I veicoli non sono un lusso, ma una necessità. Un buggy specificamente equipaggiato per l’estrazione mineraria è considerato un “enorme vantaggio” che può “aumentare esponenzialmente la resa” delle risorse, compensando la mancanza di compagni di squadra. Ma la minaccia più letale resta lo Shai-Hulud. Essere divorati da un verme delle sabbie è lo scenario peggiore e comporta la perdita totale e irrecuperabile di tutto: l’inventario, l’equipaggiamento indossato e il veicolo su cui ci si trovava. Un prezzo altissimo che incentiva la massima prudenza.

La vostra base è il vostro santuario. Nelle zone prevalentemente PvE, è protetta da potenti scudi Holtzman che la rendono di fatto immune agli attacchi degli altri giocatori. Ma attenzione: questa protezione non è incondizionata. Gli scudi richiedono energia costante, fornita da generatori a carburante. Se l’energia si esaurisce, o come suggerito da alcune discussioni, non si pagano le “tasse imperiali”, gli scudi cadranno. A quel punto, la vostra base sarà vulnerabile alle violente tempeste di sabbia, che la danneggeranno fino al completo decadimento, rimuovendola dal mondo di gioco. Un meccanismo intelligente per mantenere il mondo pulito e incentivare un coinvolgimento costante.

Survival MMO Dune: Awakening wants to 'pull people away from competing and fighting over bases' and have them battle over spice instead | PC Gamer

La sabbia si tinge di rosso: Il sistema PvP

Se la solitudine vi annoia e il vostro istinto è quello predatorio, allora il PvP di Dune: Awakening è il vostro terreno di caccia. Funcom lo considera un “pilastro centrale” del gioco , ma ha avuto l’accortezza di renderlo opzionale. Chi preferisce concentrarsi su crafting, esplorazione e PvE potrà prosperare senza essere costretto a combattere , ma chi sceglie la via del conflitto troverà ricompense significative e un sistema profondo ad attenderlo.

Il mondo di Arrakis è suddiviso in zone con regole d’ingaggio diverse. Alcune sono aree sicure come gli hub sociali, altre sono zone prevalentemente PvE dove il conflitto è limitato a circostanze specifiche, ma il cuore pulsante della guerra tra giocatori è il Deserto Profondo.

Guerra Totale nel Deserto Profondo

Questa vasta regione è la zona PvP per eccellenza, un’arena open-world senza interruzioni progettata per ospitare centinaia di giocatori in contemporanea, tutti in lotta per il controllo di risorse preziose. Qui la Spezia Melange scorre copiosa, con “fioriture di Spezia” (Spice Blooms) che appaiono casualmente e attirano giocatori e gilde come falene sulla fiamma. È anche l’unica area dove si possono trovare i materiali di Tier 7, i più rari e potenti. Ma il vero colpo di genio è il ciclo di reset. Ogni settimana, una devastante Tempesta di Coriolis spazza l’intera regione, alterandone la mappa, la posizione delle risorse e dei punti di interesse. Questo meccanismo geniale impedisce la stagnazione e il controllo permanente del territorio da parte di singole gilde, costringendo tutti a riadattarsi e a esplorare di nuovo un territorio familiare ma sempre diverso.

Morire qui, ovviamente, ha un costo. In condizioni normali, essere uccisi da un altro giocatore comporta la perdita dell’intero inventario trasportato, mentre l’equipaggiamento indossato non viene perso ma subisce un significativo danno alla durabilità. Ma le regole possono cambiare, e in peggio.

If you're 'scared of PvP', don't worry: Dune: Awakening's endgame deep desert area has a PvE zone, too | PC Gamer

Il Potere nelle mani dei giocatori: Gilde e Politica

Ecco dove le cose si fanno davvero interessanti, elevando Dune: Awakening da semplice survival a vero e proprio simulatore socio-politico. Il gioco implementa un complesso sistema politico chiamato Landsraad, che dà alle gilde dei giocatori (assimilabili alle Case minori) un potere tangibile nel plasmare le regole del server. Ogni settimana, le 25 Case minori controllate dagli NPC scelgono se allinearsi con una delle due superpotenze, la Casa Atreides o la Casa Harkonnen. Le gilde dei giocatori possono influenzare attivamente questi voti, ingraziandosi le Case minori sia con imprese PvP (conquistando e mantenendo punti strategici) sia con contributi PvE (fornendo grandi quantità di risorse, veicoli o Spezia).

La fazione (Atreides o Harkonnen) che ottiene la maggioranza dei voti assume il controllo politico del server per la settimana successiva. A questo punto, i leader delle gilde che hanno contribuito maggiormente alla vittoria ottengono il diritto di votare per un “decreto”. Questi decreti sono leggi server-wide che alterano le regole del gioco per tutti. Possono essere bonus economici (riduzione dei costi di riparazione fino al 75%), potenziamenti al combattimento (aumento del danno fino al 33%) o, ed ecco il punto, l’attivazione del temuto “Diritto di Saccheggio” (Right of Salvage).

Se questo decreto viene approvato, le regole della morte nel Deserto Profondo cambiano radicalmente, trasformandolo in una zona “full-loot PvP”: chiunque venga ucciso da un altro giocatore perderà tutto, inventario ed equipaggiamento indossato, che potrà essere interamente raccolto dall’assalitore. Una meccanica spietata, che trasforma la politica in un’arma capace di rendere il mondo di gioco un paradiso per i predoni o un inferno per i meno preparati. Personalmente, trovo che questa sia una delle implementazioni più audaci e fedeli allo spirito di Dune che abbia mai visto in un videogioco.

Verdetto finale: C’è posto per tutti su Dune?

In conclusione, Dune: Awakening si presenta come un titolo estremamente ambizioso, che cerca di non tradire né i fan della sopravvivenza hardcore, né quelli del PvP su larga scala, né tantomeno i lupi solitari. La via solitaria è percorribile, ricca di contenuti PvE e sfide individuali, ma richiede la piena consapevolezza di operare in un mondo vivo, condiviso, dove l’isolamento completo è un’illusione. Il PvP, d’altro canto, è un endgame profondo, opzionale ma chiaramente centrale per le dinamiche di potere a lungo termine, culminando in un sistema politico che dà ai giocatori un potere reale e tangibile.

Il potenziale di questo titolo risiede proprio nella sua capacità di bilanciare queste anime diverse, offrendo percorsi di progressione validi per ogni stile di gioco, dal costruttore al guerriero, dal commerciante al politico. La promessa di un mondo dinamico, plasmato non solo dalle tempeste di sabbia ma anche dalle macchinazioni dei giocatori, è immensamente affascinante. Funcom ha tra le mani una gemma grezza, intrisa della lore di Herbert. Ora non resta che vedere se, al lancio, saprà levigarla fino a farla brillare sotto i soli spietati di Arrakis.

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