Riot embraces generative AI, as it targets "wild and weird" player experiences

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Riot Games punta sull’AI: ecco come cambieranno League of Legends e Valorant con la nuova divisione per esperienze inedite

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Riot Games punta sull’Intelligenza Artificiale per nuove esperienze di gioco

Nonostante le crescenti perplessità manifestate dalla community di appassionati, Riot Games prosegue con decisione il suo percorso di integrazione dell’intelligenza artificiale all’interno dei propri titoli. Come riportato da PCGamesN, l’azienda ha ufficializzato lo scorso 8 giugno la nomina di un nuovo responsabile dedicato all’ “Experiential AI”, con l’obiettivo dichiarato di esplorare potenzialità creative inedite all’interno di franchise di punta come League of Legends e Valorant.

Un nuovo ruolo strategico

Il compito di guidare questa transizione tecnologica è stato affidato a Brendan Mulligan – figura distinta dal noto volto di Critical Role – che torna nei ranghi di Riot dopo aver ricoperto il ruolo di Director of Corporate Development. Mulligan, reduce da quattro anni di esperienza imprenditoriale focalizzata proprio sull’applicazione dell’IA nel settore ludico, intende sfruttare questa opportunità per sviluppare dinamiche di gioco precedentemente considerate impossibili.

Riot Games wants to make

Le resistenze della community

L’annuncio ha suscitato immediate critiche sulle piattaforme social, dove molti utenti sollevano dubbi circa l’effettiva necessità di utilizzare l’IA come strumento di sperimentazione. In risposta alle polemiche, Mulligan ha adottato un tono rassicurante, promettendo di non implementare tecnologie di intelligenza artificiale per scopi puramente commerciali o di profitto, sottolineando invece la volontà di preservare il talento creativo che da sempre contraddistingue Riot Games.

Il precedente storico, in questo senso, è ancora vivo nella memoria dei giocatori: nell’agosto del 2025, la società attirò forti contestazioni per un trailer di Wild Rift generato tramite IA, una mossa che Riot stessa dovette ammettere essere stata fuorviante.

Un trend che coinvolge l’intero settore

La posizione di Mulligan si allinea con quanto dichiarato da altri leader dell’industria. Jack Buser di Google Cloud, ad esempio, ritiene che l’adozione dell’IA consenta agli sviluppatori di osare maggiormente, intraprendendo percorsi altrimenti onerosi o arrischiati. Una visione condivisa anche dall’ex vicepresidente del settore publishing di Microsoft, Ed Fries, secondo il quale l’impatto di tali strumenti sulle future esperienze di gioco sarà radicale.

There's more generative AI coming to Riot's games as they target wild and weird player experiences. Screenshots of Brendan Mulligan's tweets.

Resta dunque da monitorare come verranno declinate concretamente queste promesse, con il mercato che osserva con attenzione le prossime mosse dell’azienda, consapevole che il bilanciamento tra innovazione tecnologica e salvaguardia del feedback degli utenti rappresenterà la vera sfida dei prossimi anni.

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