The Witcher 3: un nuovo inizio con Songs of the Past
Il ritorno di Geralt di Rivia è ormai realtà e non dovremo attendere molto per vederlo in azione, come confermato da Game Informer. L’attesissima espansione di The Witcher 3: Wild Hunt, intitolata Songs of the Past, si mostrerà al mondo con il primo video ufficiale durante la Opening Night Live della Gamescom. L’appuntamento è fissato per il 25 agosto alle ore 20:00, quando Geoff Keighley darà il via allo show di Colonia.
Un ritorno inaspettato dopo un decennio
Nonostante siano passati più di dieci anni dal lancio originale, CD Projekt Red ha deciso di scuotere la polvere dall’armatura di Geralt. Lo sviluppo di questo nuovo frammento di storia è affidato a Fools Theory, lo studio polacco che ha già in carico l’oneroso compito di ricostruire da zero il primo capitolo della saga con l’Unreal Engine 5. Il rilascio è previsto per il 2027 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S, segnando un nuovo capitolo nella longevità di un titolo che sembra non voler invecchiare mai.
L’operazione appare ambiziosa: dopo aver chiuso il cerchio con il sontuoso Blood and Wine e aver dedicato anni alla redenzione di Cyberpunk 2077, il team di Varsavia torna sul luogo del delitto. Molti si chiedono quale sarà il ruolo di questo tassello aggiuntivo, considerando che i lavori sul prossimo capitolo principale della saga sono già in corso.
Oltre il mito dello Strigo
Mentre lo sviluppo procede, i volti storici che hanno reso grande il terzo capitolo stanno prendendo strade diverse. Konrad Tomaszkiewicz ha infatti fondato una propria realtà per lavorare a The Blood of Dawnwalker, un gioco di ruolo d’azione a tinte vampiresche che promette di ereditarne la filosofia narrativa. Nel frattempo, Songs of the Past dovrà dimostrare di avere la stessa sostanza dei due precedenti, mastodontici contenuti aggiuntivi che hanno ridefinito il concetto stesso di espansione nel mercato moderno.
Ci sembra una mossa rischiosa, ma incredibilmente affascinante. Tornare su un codice vecchio di dieci anni per iniettare nuova linfa vitale è un atto d’amore (o di marketing) che capita raramente in questa industria. Non ci convince del tutto l’idea di un’attesa così lunga — il 2027 è più lontano di quanto sembri — ma scommettiamo che questo DLC servirà da ponte narrativo o tecnologico per prepararci a ciò che verrà dopo. Se la qualità della scrittura rimarrà quella a cui siamo stati abituati, ritrovare Geralt sarà come tornare a casa dopo un lunghissimo viaggio.


