Parliamo di Wardrum, partorito da Mopeful Games e pubblicato da Team17 il 7 maggio 2026. Un titolo che prende a schiaffi le convenzioni del tattico a turni, iniettandovi a forza una meccanica ritmica che non ammette cali di concentrazione.
Il beat della sopravvivenza
Dimenticatevi la pigrizia intellettuale di posizionare le unità su una griglia per poi andare a farvi il caffè. In Wardrum, ogni dannato turno è scandito dal battito di un tamburo tribale. Sincronizzare gli attacchi e le abilità con il ritmo non è un semplice orpello estetico, ma l’ossatura vera e propria del combat system. Se fallite il timing, le conseguenze sul campo si fanno sentire, rendendo la curva di apprendimento ripida ma appagante. È una boccata d’ossigeno in un genere che troppo spesso si adagia sui propri allori, ricordando per certi versi il coraggio di osare visto in Sol Cesto, un altro roguelite che non ha paura di punire il giocatore distratto.
Accessibilità e gerarchie visive
Quello che colpisce del lavoro di Mopeful Games è la gestione della UI e dell’accessibilità. Sapete bene che un’interfaccia caotica è la via più breve per il disastro, specialmente quando devi calcolare hit chance, debuff e, contemporaneamente, tenere il fottuto tempo. Qui la gerarchia visiva fa il suo dovere. Gli status alterati come accecamento o sordità non si limitano a scalare i danni, ma vanno a sabotare letteralmente la percezione ritmica del giocatore. E per chi non ha il senso del ritmo di un musicista consumato? Esiste un’opzione di accessibilità che ammorbidisce le finestre di input. È un dettaglio di inclusività nel game design che sottolineiamo con vigore, perché sfata il mito elitario secondo cui un gioco difficile debba per forza essere inaccessibile. Certo, visivamente non parliamo di un capolavoro di pixel art rivoluzionario, e la palette cromatica a volte risulta un po’ troppo satura nei biomi più caotici, ma il feedback aptico e visivo dei colpi perfetti restituisce un impatto quasi fisico.
Il mercato e le solite derive
Wardrum è disponibile su Fanatical, dove attualmente gode di uno sconto lancio, e ovviamente su Steam. È l’ennesima dimostrazione che mentre gli studi enormi licenziano personale a ondate giustificandosi con ristrutturazioni fantasma, il sottobosco indipendente continua a produrre idee solide, pur con i propri limiti di budget. Cinque guerrieri, sei biomi, boss fight punitive e nessuna traccia di microtransazioni predatorie. Un pacchetto onesto, venduto al giusto prezzo.
Il verdetto: Un pugno nello stomaco per i puristi del tattico statico, un metronomo insanguinato che premia la coordinazione e punisce la disattenzione con spietata lucidità.


