TIGA: UK games dev sector faces "most severe downturn on record"

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Videogiochi UK: settore in crisi profonda, -4,5% occupati in un anno

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Settore britannico dei videogiochi affronta la peggiore flessione mai registrata

Secondo un’analisi approfondita pubblicata da GamesIndustry.biz, l’industria dello sviluppo di videogiochi nel Regno Unito sta attraversando il suo “più grave calo mai registrato”, con una riduzione del 4,5% nell’occupazione anno su anno. Questo periodo di difficoltà segna una rottura con una crescita ininterrotta durata quattordici anni, sollevando preoccupazioni significative per il futuro del settore.

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Dati allarmanti sul mercato occupazionale

Il rapporto “TIGA Making Games in the UK” rivela che tra maggio 2024 e settembre 2025, ben 491 aziende hanno tagliato 3.655 posizioni a tempo pieno. Sebbene 513 studi in crescita abbiano aggiunto 2.751 posti di lavoro, il numero complessivo del personale è diminuito da 28.516 a 27.347. In controtendenza, la forza lavoro freelance ha visto un aumento, superando i 4.245 collaboratori.

Attualmente, il Regno Unito conta 2.110 studi di giochi, un calo rispetto al picco di 2.175 registrato nel 2023. Un fenomeno preoccupante è la chiusura o l’abbandono del settore da parte di 206 aziende, pari al 10,2% del totale delle imprese attive e disciolte nel periodo di ricerca.

Impatto differenziato tra gli studi

Gli studi con più di 15 dipendenti sono stati i più colpiti, con quasi 1.800 licenziamenti. Al contrario, i micro e piccoli studi hanno continuato a mostrare crescita: le aziende con uno-quattro dipendenti sono aumentate del 3,2%, mentre quelle con cinque-quindici dipendenti hanno registrato un incremento del 9,2%.

La flessione occupazionale ha interessato in modo diverso i vari segmenti del mercato: l’occupazione negli studi focalizzati sulle console è diminuita del 2,1%, un dato inferiore rispetto a quelli orientati al mobile (12,9%) e al PC (13,2%).

Difficoltà nella creazione di nuove imprese

La creazione di nuovi studi continua a mostrare segni di debolezza, con un calo superiore al 30% per il terzo anno consecutivo. Il numero di start-up è sceso da 281 a 137 nel periodo analizzato, un minimo che non si vedeva da 15 anni.

La TIGA attribuisce questa contrazione occupazionale, i licenziamenti e la lenta crescita dei nuovi studi a una combinazione di “vendite globali deboli, scarso finanziamento nelle fasi iniziali e ristrutturazione post-pandemia”.

Soluzioni proposte per il rilancio

Per invertire questa tendenza, la TIGA ha esortato il governo ad aumentare il credito d’imposta per le spese sui videogiochi (Video Games Expenditure Credit – VGEC). La proposta include l’introduzione di un’aliquota del 53% sull’80% dei costi per progetti inferiori a 23,5 milioni di sterline, con l’obiettivo di potenziare il valore aggiunto lordo (GVA) del settore. Si stima che questa misura potrebbe incrementare il GVA di 482 milioni di sterline e creare quasi 7.000 posti di lavoro, di cui 896 direttamente nello sviluppo.

L’organismo commerciale ha inoltre suggerito di rafforzare l’ente UK Games Talent and Finance CIC “per consentire a più studi di avviarsi, scalare e crescere”.

Richard Wilson, CEO di TIGA, ha commentato: “L’industria dei videogiochi del Regno Unito è la più grande d’Europa, vanta talenti, studi e università di livello mondiale, e precedenti ricerche TIGA con l’Università di Portsmouth dimostrano che il settore genera 12 miliardi di sterline in GVA.” Ha poi aggiunto: “Tuttavia, dopo 14 anni di crescita ininterrotta, stiamo ora assistendo a un declino di portata e velocità senza precedenti. Senza un intervento politico deciso, il Regno Unito rischia di perdere migliaia di posti di lavoro altamente qualificati e di cedere terreno a concorrenti internazionali meglio supportati.”

Wilson ha concluso ribadendo che “il potenziamento del VGEC potrebbe creare migliaia di posti di lavoro nello sviluppo, migliorare la solidità finanziaria degli studi, consentire lo sviluppo di nuove proprietà intellettuali e rimettere il settore sulla strada della crescita.”

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