Siamo al 4 gennaio 2026 e, se non avete ancora smaltito lo spumante, ci pensa Capcom a farvi passare il mal di testa con una notizia che è una secchiata di acqua gelida (o di T-Virus, fate voi). Resident Evil Requiem, o RE9 per chi non ha voglia di imparare i sottotitoli latini, ha appena superato i 4 milioni di wishlist. Sì, avete capito bene. Quattro milioni di persone che non vedono l’ora di farsi spaventare a morte. Ma dietro l’hype c’è sostanza o è solo l’ennesimo treno del marketing pronto a deragliare?
La data, la Switch 2 e il miracolo dell’ottimizzazione
Partiamo dai fatti nudi e crudi, confermati dalle ultime indiscrezioni raccolte su IGN. Il gioco esce tra pochissimo: 27 febbraio 2026. Ma la vera bomba non è la data, è dove girerà.
Oltre alle solite PS5, Xbox Series X e i PC della NASA, Requiem è confermato per Nintendo Switch 2. Questo lo rende ufficialmente il primo vero banco di prova per la nuova console di Kyoto. Se il RE Engine riesce a far girare questo mostro con il Path Tracing attivo su un tablet glorificato, potrei persino smettere di lamentarmi dell’hardware Nintendo per… diciamo, cinque minuti.
Lore Profonda: Chi diavolo è Grace Ashcroft?
Leon S. Kennedy è tornato. Di nuovo. Ormai quest’uomo ha visto più apocalissi zombie di quante volte io abbia visto il fondo di un barattolo di burro d’arachidi. Viene descritto come “indurito” e “maturo”. Traduzione: è vecchio, stanco e probabilmente stufo marcio di salvare il mondo.
Ma la vera chicca per noi nerd senza vita sociale è la co-protagonista: Grace Ashcroft. I fan occasionali non capiranno, ma quelli che hanno sofferto sui server di Resident Evil Outbreak anni fa stanno urlando. Il cognome suggerisce una parentela diretta (figlia?) con Alyssa Ashcroft, la giornalista del vecchio spin-off.
- Perché ci importa: Collegare un titolo mainline a uno spin-off di nicchia significa che Capcom sta scavando profondo nella lore. O stanno finendo le idee, o vogliono farci piangere dalla nostalgia.
Open Level e Veicoli: Il salto nel buio
Qui è dove la mia sopracciglia si alza fino all’attaccatura dei capelli. Stando ai report di Eurogamer, Requiem abbandona i corridoi claustrofobici per una struttura “Open Level”. E, tenetevi forte, ci saranno i veicoli.
Capcom, dobbiamo parlare. Resident Evil funziona perché mi sento in trappola, senza munizioni e con un mostro che mi alita sul collo in un corridoio di un metro. Se mi dai una jeep e una mappa aperta, non è più survival horror. Diventa Far Cry con la dermatite.
Tuttavia, alla regia c’è Koshi Nakanishi (il salvatore che ha diretto RE7). Lui parla di “paura che crea dipendenza”. Se c’è qualcuno che può far funzionare un Resident Evil “open” senza trasformarlo in una gita turistica, è lui. Ma il rischio di annacquare la tensione è altissimo.
Verdetto preliminare: Capolavoro o disastro?
Resident Evil Requiem sembra voler fare tutto: accontentare i nostalgici, sfoggiare i muscoli tecnici su Switch 2 e rivoluzionare il gameplay con l’open world. Sulla carta, è il gioco dell’anno. Nella realtà? Potrebbe essere un minestrone.
Noi saremo qui il 27 febbraio pronti a distruggerlo o ad amarlo. Nel frattempo, tornate a giocare ai vecchi capitoli e pregate che Leon non si metta a fare le gare di drift con gli zombie.



